fotoConsolegenerale“La cultura e la lingua sono fondamentali nell’identità di un popolo. È il sentire la cultura italiana come propria, specialmente in questi territori, che determina in buona misura pure il sentimento di appartenenza all’italianità”, spiega il console generale d’Italia a Fiume Renato Cianfarani in vista dell’imminente inizio della seconda edizione delle Giornate della Cultura e della Lingua italiana, che si terrà dal 9 al 24 ottobre principalmente a Fiume, ma che coinvolgerà pure le sedi di Pola e Verteneglio. Al di là del loro valore intrinseco le Giornate, rappresentano pure un apporto significativo nel contesto di un panorama culturale locale pesantemente depauperato dalla perdurante crisi.

La manifestazione viene promossa dal Consolato generale d’Italia a Fiume e realizzata di concreto con la locale Municipalità, l’Unione Italiana, l’Ateneo fiumano e quello polese, l’Università Popolare di Trieste, l’EDIT e il quotidiano “La Voce del Popolo”, la Società di Studi Fiumani a Roma, il Museo civico di Fiume, il Museo d’Arte moderna e contemporanea, la Galleria “Kortil”, il Teatro nazionale croato “Ivan de Zajc”, l’Art Cine “Croatia”, il Centro astronomico, la Modiano di Trieste, l’associazione “Lo schermo fra le righe – Rassegna di cinema e letteratura”, la Deputazione di Storia Patria per la Venezia Giulia, Veneto banka, il ristorante/albergo “Kukuriku” e altri. L’evento s’innesta nell’ambito della XIII Settimana della Lingua italiana nel mondo (dal 14 al 24 ottobre).

“Con la presente edizione abbiamo ampliato il raggio d’azione, coinvolgendo un maggior numero di enti e di istituzioni e allargandoci pure in Istria, a Pola e a Verteneglio. Fiume, per molti aspetti, come lingua, cultura, sentire, è stata ed è segnata dalla cultura italiana e quindi rappresenta per noi un’area particolare. Per cui ci si sente impegnati a fare e a dare di più. Quest’anno abbiamo ottenuto la collaborazione della Municipalità, di varie gallerie, del Museo civico, dell’Edit, dell’UI-UPT, del Novi List e il coinvolgimento del Dramma Italiano del TNC ‘Ivan Zajc’ che il 17, 18 e 19 ottobre sarà rispettivamente a Fiume e a Verteneglio con ‘Notti romane’ di Franco D’Alessandro. Le Giornate della Cultura e della Lingua italiana è una manifestazione che si rivolge alla CNI, ma anche alla maggioranza. Le pellicole avranno i sottotitoli, laddove necessario ci saranno le traduzioni”,–spiega il console generale Renato Cianfarani.

Il programma è denso: il tutto avrà inizio il 9 ottobre all’Università “Juraj Dobrila” di Pola e coinciderà con l’inaugurazione dell’anno accademico 2013/2014 del Dipartimento di Studi in lingua italiana di Pola. In mattinata avrà luogo la proiezione del film “Un principe di letteratura: un romanzo e un film su Giuseppe Tomasi di Lampedusa” cui farà seguito una tavola rotonda con la partecipazione di Elvio Guagnini critico letterario e saggista italiano, e Mario de Luyk, storico e critico cinematografico. L’evento sarà bissato il giorno dopo al Dipartimento di Italianistica dell’Università di Fiume e segnerà l’inizio ufficiale del nuovo anno accademico della Facoltà di Filosofia.

L’edizione dell’anno scorso aveva puntato sul design, su Missoni. Quest’anno ci sarà molto cinema con la presenza di registi e attori, ed ancora conferenzieri e giornalisti illustri. Importantissima è la mostra di pannelli originali Modiano di fine ‘800 e inizio ’90 ed altri esposti che vengono presentati per la prima volta in assoluto. Due eventi che riguardano direttamente la cultura italiana di Fiume è la mostra dedicata al critico ed artista fiumano di spicco Francesco Drenig e l’esposizione sulle opere dell’architetto Giovanni Rubinich.

Com’è stata accolta l’edizione precedente?

“L’anno scorso sono stato intervistato da un canale nazionale della TV croata e questo significa qualcosa. La manifestazione è stata seguita e commentata anche dai giornali di maggioranza, e gli eventi sono stati accompagnati dall’attenzione di un pubblico numerosissimo, quindi l’accoglienza è stata sicuramente positiva.”

La crisi economica in corso ha in qualche modo limitato o reso difficile la realizzazione di quest’importante manifestazione?

“Abbiamo aumentato gli sforzi umani. Sia i dipendenti del Consolato che gli sponsor hanno dato tanto per sopperire alla carenza di personale e di mezzi finanziari. Penso sia stato un lavoro d’équipe di alta qualità”.

La lingua italiana nel mondo quanto è diffusa?

“È più popolare di quanto si creda. In molti istituti italiani di cultura nel mondo la richiesta di frequentazione dei corsi di lingua italiana è grande. La domanda di cultura e lingua italiana da parte degli stranieri è molto viva. E non è un sapere finalizzato a una prospettiva di lavoro, bensì a una migliore conoscenza della nostra grande cultura”.

Come guarda alla globalizzazione e alla sua influenza-contaminazione linguistica, specie di estrazione anglosassone, sulla parlata italiana nel quotidiano?

“La globalizzazione da un lato favorisce l’apprendimento di lingue straniere, i contatti con persone di altri Paesi, la tendenza a viaggiare. Gli svantaggi sono appunto una contaminazione che si riflette a livello di linguaggio. È necessario conoscere bene la grammatica, chi ha una buona base grammaticale non sbaglia nel parlare. La lingua italiana ha radici profonde, è una lingua ricca, forte. Dobbiamo fare attenzione a mantenerla pura, a usare il termine italiano, se esiste, invece di quello straniero”.

Quale può essere il contributo del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Fiume nella diffusione della lingua e cultura italiana? Lo Stato italiano intende supportarlo anche materialmente?

“Il Dipartimento di Italianistica di Fiume riceve contributi ‘in natura,’ sotto forma di materiale, e finanziario sia dall’Unione Italiana che dal ministero degli Affari Esteri. È prevista la creazione di un lettorato, di un professore italiano proveniente dall’Italia; quindi il Dipartimento tra finanziamenti e diverse collaborazioni viene sostenuto dall’Italia. Credo che il suo apporto alla diffusione della lingua e cultura italiana possa essere significativo. Peccato che il Dipartimento di Italianistica, che teniamo in alta considerazione, non sia stato creato prima. Comunque esiste, grazie anche alla collaborazione e disponibilità del rettore Predrag Šustar”.

I suoi gusti culturali personali, sia in campo letterario che musicale ed artistico.

“La letteratura è un campo talmente sconfinato… Leggo un po’ di tutto, e nonostante parli tante lingue, leggo soprattutto autori italiani. Per quanto riguarda la musica, e rischio di dire una banalità, mi piace ‘la buona musica’. Sia essa classica che contemporanea. Apprezzo cantautori come Battisti, Dalla, De Andrè, quest’ultimo grande poeta, diffusore di immagini, di sensazioni, di sentimenti. Ciò vale anche per la pittura. Posso apprezzare un quadro dell’800 come anche un autore contemporaneo. Questa terra, l’Istria, Fiume, ha dato e sta dando molto in campo culturale. È una terra di scrittori, pittori e anche di musicisti”

Quanto è presente la cultura nell’ambiente sociale italiano?

“Io non sarei pessimista. Magari non ce ne accorgiamo, ma gli italiani sono nati e vissuti in una grande cultura, sono impregnati di cultura. Quando escono di casa vedono rovine del Rinascimento, del Settecento. Magari anche senza studiare storia dell’arte hanno un senso estetico. Un italiano, anche senza un’istruzione particolare, venendo a Pola, a Parenzo e guardando l’Arena e i suoi palazzi, capisce dove si trova. Sicuramente, la famiglia e la scuola, devono stimolare l’interesse dei giovani in senso culturale e artistico”.
Continuando con “il cartellone”, gli appuntamenti letterari da tenere sott’occhio sono quelli – tutti nell’aula consiliare del Palazzo municipale – del 14 ottobre, con il giornalista e scrittore triestino Paolo Rumiz, cui farà seguito il 15 la presentazione del libro dell’ex ambasciatore croato in Italia, Drago Kraljević, appena pubblicato dall’EDIT, e dell’opera “I codici della vittoria”, di Pierluigi Grande e Andrea Carnevale. Il 16 ottobre poi, alla serata “Il ritorno del dinosauro. Una difesa della cultura”, si scambieranno pareri e riflessioni sullo stato di salute della cultura e dell’editoria italiana e croata, il giornalista e scrittore italiano Piero Dorfles e la scrittrice e drammaturga croata Mani Gotovac.
Il 19 del mese si terrà il XIV convegno annuale della Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia, “Intorno a Fiume e l’area alto adriatica. Nuove ricerche storiche” (Dipartimento di Italianistica). Il 16, inoltre, all’ex Liceo fiumano (ore 11.30) verranno premiati i vincitori del concorso rivolto agli studenti delle scuole medie superiori italiane di Buie, Fiume, Pola, Rovigno, che quest’anno hanno cercato di tracciare una miniguida della rispettiva città.
In fatto di mostre, ci sarà la personale di Lia Pasqualino, “Prove di memoria”, che si inaugura mercoledì 9 ottobre al Piccolo Salone in Corso a Fiume. Il giorno successivo, al Museo civico, e grazie al contributo della Società di Studi Fiumani a Roma, verrà aperta l’esposizione “Connessioni culturali italo-croate a Fiume. 1900-1950”, curata da Ervin Dubrović, dedicata all’intellettuale, poeta, traduttore e anche fotografo fiumano Francesco Drenig. Sempre il Museo civico fiumano accoglierà dal 24 ottobre l’antologica sulle opere dell’architetto Giovanni Rubinich, mentre alla Galleria “Kortil”, dal 15 al 26 del mese si potranno ammirare i cartelloni della Modiano, l’azienda cartotecnica italiana nota in tutto il mondo, che nel 1904 aprì uno stabilimento a Fiume.
Nel contesto delle Giornate della Cultura e della Lingua italiana a Fiume debutterà la nuova produzione del Dramma Italiano, “Notti romane”, di Franco D’Alessandro, per la regia di Edvin Liverić (17 e 18 ottobre alla Filodrammatica di Fiume e 19 ottobre alla Comunità degli Italiani di Verteneglio). Infine, il 22 ottobre, al Centro astronomico di Santa Croce, appuntamento con il documentario “Maksimovič. La storia di Bruno Pontecorvo”, di Diego Cenetiempo, sulla vicenda della sparizione nel 1950 del fisico nucleare. Parteciperà pure Giuseppe Mussardo, fisico teorico della Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati di Trieste.

Patrizia Venucci Mrdžo

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