TRIESTE – C’è sempre una squisita e preziosa rarità, attorno alla quale s’intesse poi tutto il percorso ideale, nelle esposizioni-evento curate da Piero Delbello, direttore dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata (I.R.C.I.). A questo particolare va aggiunta una buona dose di passione – che scaturisce anche dalla conoscenza della storia, dall’esperienza personale e dalla coscienza del senso e del peso dei valori da trasmettere –; un impegno riconosciuto dai suoi diretti “interlocutori”, dal pubblico cui si rivolge: il mondo giuliano-dalmata nel suo complesso, e quello degli esuli in particolare, anche se non necessariamente – anzi, e sarebbe il caso di rompere certi “confini” – solo questo. La partecipazione alle diverse iniziative è pertanto sentita e spesso massiccia (attestazione diretta di gradimento), come nel caso di quest’ultima, da lui ideata con il concorso di Elisabetta Pross e Athos Pericin, per i 120 anni della Lega Nazionale. È stata allestita e inaugurata da poco al Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, in via Torino a Trieste, la mostra “Lega Nazionale 120. 1891-2011. Dal Futurismo alla Lega Nazionale in corpo 12”.

I «BIJOUX» Parlavamo di “bijoux” e di passione. La chicca di questa mostra è rappresentata dalla “cartella Pavanello” e, nell’ambito di questa, da una comunicazione autografa di Filippo Tommaso Marinetti, su carta con intestazione rossa “Movimento Futurista”, in cui chiede che il suo scritto sia stampato in “corpo 12”. In una custodia cartonata – contraddistinta da una tonalità verde scuro “da archivio” e con un’ulteriore cartellina, lavorata in “carta giapponese”, molto art déco –, sono contenuti parte degli autografi e della corrispondenza che stanno alla base del volume “Per un grande amore”. Uscì nel 1913, coordinato e promosso dagli ex Studenti Tecnici – Pompeo Pavanello, Enrico Morpurgo, Salvatore Rittermeier, Mario Perlumutter, Piero Frausin, Guido Milloch, Edoardo Danelutti e Oscarre Jercich – a vantaggio della Lega Nazionale.

CONTRIBUTI DI AUTORI IMPORTANTI I giovani hanno raccolto 45 scritti, sia di alcuni dei migliori letterati locali, sia importanti poeti, scrittori, studiosi nazionali. Tanto per citare alcuni nomi, vi compiono quelli di Filippo Tommaso Marinetti (contattato dal Pavanello, rispose inviando un pezzo, ancora inedito in italiano, per l’opera “Per un grande amore”), Silvio Benco, Giulio Caprin, Camillo Antona Traversi, Marino Marin (alias Biagio Marin), Napoleone Colajanni, Bruno Astori, Giovanni Quarantotto, Tino Gavardo, Nella Doria Cambon… E c’è pure quello di Riccardo Pitteri, poeta triestino e irredentista, uno tra i primi presidenti della Lega Nazionale. Alcune sue parole hanno sempre ispirato l’attività dell’associazione e sono state riproposte nella mostra: “Dalla Lega Nazionale non è mai uscita una sola parola d’odio, ma solo mille parole d’amore” (1911).
È l’amore, dunque, a fare da leit motiv. Un amore “sinsiero” – come quello di una giovane per il suo promesso povero in canna nell’inedito “Rinunzie”, di Tino Gavardo, letto dal Delbello all’apertura della mostra –, un amore che attraversa tre secoli, l’Ottocento, il Novecento e il Duemila, e che attesta attaccamento ai valori fondanti della LN, vale a dire identità, nazione, Italia e libertà, nonché fede nel potere unificante della cultura. Reperti originali, manifesti, documenti, fotografie, cartine, medaglie, cartoline e cimeli vari documentano i diversi momenti della vita della Lega Nazionale: dalla nascita al primo scioglimento (1891-1915), al primo dopoguerra (1919-1928), alla rinascita (1946) in difesa dell’italianità di Trieste e di tutta la Venezia Giulia nel secondo dopoguerra, fino ai giorni nostri e all’attuale attività del sodalizio.

DOCUMENTI E ALTRE TESTIMONIANZE “C’è di che essere orgogliosi nel ripercorrere questi 120 anni di storia”, rileva il presidente della LN, Paolo Sardos Albertini, che tra le tante figure rievoca in particolare il fiumano Aldo Secco. “Ma c’è un altro motivo di orgoglio (e di impegno) che emerge dalla mostra: la Lega dell’Ottocento era caratterizzata dalla sua presenza nell’ambito educativo-scolastico; la Lega del Duemila è nuovamente operante in questo ambito – aggiunge l’avvocato –. ‘Gocce d’inchiostro’, con il suo doposcuola e con i suoi centri estivi ed invernali segna la continuità con le scuole, i ricreatori, le colonie del passato”.

TANTI «FIGLI» E difatti, accanto alla conoscenza, allo studio, alla promozione e alla difesa della lingua e della civiltà italiana nella Venezia Giulia, quella per i ragazzi e i giovanissimi è stata da sempre ed è un’attenzione speciale portata avanti dal sodalizio. Tanti, quindi, i “figli della Lega Nazionale”, in Istria, così come a Fiume, in Dalmazia e a Trieste. Molti hanno voluto ritrovare tasselli del proprio passato – e in generale del passato delle proprie terre d’origine – in questa mostra visitabile fino al 13 maggio (ingresso gratuito), compreso l’onorevole Roberto Menia, primo promotore della legge che ha istituito il 10 febbraio come Giorno del Ricordo.
Elegante e raffinato il catalogo. L’autore, Piero Delbello (parole introduttive di Paolo Sardos Albertini), ricostruisce la storia di “Per un grande amore”, voluta da studenti italiani – e, come spesso avviene dalle nostre parti (ma c’è che si ostina a non volerlo comprendere), non “fa fede” il cognome, né la “discendenza di sangue”, bensì la “scelta” – delle Tecniche dello Stato di Trieste, e la vicenda del suo principale ideatore e fautore, Pompeo Pavanello, e offre in lettura la ristampa anastatica degli autografi da loro raccolti nella “causa patriottica e culturale” a favore della Lega Nazionale.

Ilaria Rocchi

La storia della Lega Nazionale «solo mille parole d’amore»
0.00(0 votes)

Post by admin

Comment(0)