ZARA – Sono trascorsi ormai dodici anni da quando il Ministero degli Affari Esteri lanciò per la prima volta la proposta per la Settimana della Lingua Italiana nel mondo. Così, in occasione dell’edizione 2012 della manifestazione, la Comunità degli Italiani di Zara ha risposto propositivamente organizzando, in collaborazione con la “Dante Alighieri”, con i Dipartimenti universitari di Italianistica e di Scienze della comunicazione e turismo del capoluogo dalmata e col sostegno dell’Unione Italiana di Fiume e dell’Università popolare di Trieste, quattro giornate di incontri, conferenze, dibattiti e concerti, conclusesi giovedì scorso.
La tematica di quest’anno aveva come titolo “L’Italia del territorio – L’Italia del futuro”. Il Bel Paese trova nel territorio, con i suoi diversi significati, una delle carte più importanti da giocare nella sfida con il futuro. Come spiegato nelle materie Scienze della terra e Geografia, si ha territorio solo in presenza dell’uomo, delle sue opere, del suo pensiero, in quanto altrimenti si dovrebbe parlare di ambiente.

UNA SFIDA GEOPOLITICA Se pensiamo ai tragici avvenimenti del maggio scorso, ovvero le tre scosse di terremoto che hanno devastato parte della provincia modenese e colpito anche paesi delle province limitrofe, se pensiamo alle ripetute e frequenti catastrofi naturali che si abbattono sull’Italia non senza il grave concorso dell’uomo (leggi: dissesto idrogeologico, mancato rispetto delle zone sismiche, costruzioni selvagge sui greti dei fiumi, solo per accennare a qualche errore capitale commesso dalla miopia della politica e del cittadino stesso) si reputa che i patrocinanti della XII Settimana della lingua italiana abbiano voluto invitare le istituzioni aderenti all’iniziativa ad avanzare delle proposte per affrontare con forza la sfida che il territorio impone e ha da sempre imposto agli esseri umani. Una sfida geopolitica, tra speculazione da una parte e conservazione, riqualificazione del patrimonio storico, artistico e culturale e innovazione dall’altra. E proprio in questa direzione si è mossa la conferenza del prof. Alessandro Bigarelli, già lettore di lingua e cultura italiana presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Zara, che ha affrontato le varie problematiche relative a che cosa si possa fare per difendersi dal terremoto, cosa non si debba fare, e che cosa stiano facendo le popolazioni colpite dal sisma.

LETTERATURA PER L’INFANZIA “La bassa si mette in gioco”, questo il titolo della conferenza che ha aperto nei locali della CI locale la Settimana dei lavori. Nella seconda giornata, la presidente della CI, Rina Villani, in accordo con la dr.ssa Andrea Bevanda, della “Dante Alighieri”, ha sottoposto alla riflessione comune, in modo intenzionale, un altro aspetto del concetto di territorio, organizzando la presentazione del libro per l’infanzia “La poesia, grande passione mia”, di Danijela Berišić Antić. Si tratta di una raccolta di liriche, poesie in rima e filastrocche musicali dedicate ai bambini di età scolare, frutto dell’esperienza didattica dell’autrice, che ha insegnato per anni educazione artistica e italiano. Chi meglio di un bambino può rappresentare lo stretto connubio fra territorio e futuro? Ancora una volta, abbiamo a che fare con un territorio che non deve essere oltraggiato, bensì condiviso. E in questo caso un valido appoggio arriva dalla musicalità comunicativa della poesia per bambini. La presentazione, con un breve intervento introduttivo della prof. Kristina Jordan, ha registrato la folta presenza di un pubblico giovane, per lo più studenti di Italianistica, accompagnati dal prof. Velimir Žigo.

CINEMA E NEOREALISMO La terza giornata ha dato appuntamento al pubblico nel nuovo campus universitario, nei locali del Dipartimento di Scienze della comunicazione e turismo, per la proiezione del film neorealista “Miracolo a Milano”, di Vittorio de Sica. La prof.ssa Želika Lilić ha proposto una scheda critica sul film, mentre la proiezione è stata preceduta da una breve introduzione di Rina Villani. I presenti hanno avuto modo di confrontarsi così con tematiche ancora attuali: la felicità dell’essere umano non sta nel possedere e sfruttare il territorio secondo i propri egoistici interessi, ma nel rispetto, nella conservazione e riqualificazione mirata ed equilibrata dello stesso. La magica favola neorealista della pellicola ci dà ancora oggi una forte emozione e la figura dell’imprenditore senza scrupoli dietro al quale stanno leggi e regolamenti ingiusti fa molto male e fa pensare al degrado della politica di oggi.

L’INGEGNO VERDIANO L’ultima giornata della manifestazione ha avuto come protagonista la musica. Si è trattato di un concerto-evento, una lezione interdisciplinare che, avvalendosi di diverse discipline – dalla storia della musica alla storia patria, dalla sociologia della musica alla letteratura italiana, fino ai diritti dei cittadini – ha costruito erudite intersezioni culturali e sociali oltre che musicali tra i “territori” toccati. Il tutto accompagnato da esemplificazioni musicali per violino e violoncello e da duetti per violoncello e voce-soprano. Artefici della conferenza-concerto dal titolo “Eroi ed eroine d’opera nel melodramma italiano di Giuseppe Verdi” – una sorta di lectio magistralis – sono stati il maestro Massimo Favento, violoncellista, già dottore in legge, fine ed erudito intrattenitore della vasta platea di studenti, e il soprano Lucia Premerl, diplomata in canto e violino.
Il territorio esplorato è stato quello del melodramma italiano, laddove l’attenzione si è volutamente soffermata sulla costruzione dei caratteri storico-drammatici creati dal sublime ingegno di Giuseppe Verdi. Il melodramma verdiano, ma questo vale anche per tutto il melodramma dell’Ottocento, non è soltanto l’espressione più alta dell’artisticità italiana di quel secolo, ma è molto di più: ha saputo forgiare emotivamente la coscienza della nascente nazione italiana, l’idea di un unico popolo, offrendo modelli e riferimenti storici, civili e, come si usa dire oggi, anche politici.
Con il saluto e con i ringraziamenti della prof.ssa Neda Balić-Nižić, direttore del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Zara, che ha ospitato l’evento in una delle sue aule, si è felicemente conclusa la XII Settimana della Lingua italiana. Ancora una volta la Comunità degli Italiani di Zara, che rappresenta una realtà istituzionale piuttosto piccola, nonostante a volte trovi inopportuni ostacoli sulla propria strada, ha dimostrato di essere in grado di fare proposte interessanti e ad organizzare iniziative coinvolgenti. (rv)

La Settimana della Lingua Italiana, alla Comunità degli Italiani di Zara
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