TRIESTE – Veicolare i valori della nostra terra, esorcizzare il passato e creare i presupposti per una prospettiva comune. Di modo che dal Giorno del Ricordo, a dieci anni dalla sua istituzione, si passi lentamente al giorno del Ritorno. A cominciare da Piemonte d’Istria, domenica 21 settembre, con l’evento che si terrà nell’affascinante borgo abbandonato, simbolo dell’esodo istriano e dello svuotamento della penisola dopo la Seconda guerra mondiale. È questo l’obiettivo dello spettacolo presentato ieri nella sede di via Belpoggio, “Tornar… Una notte a Piemonte d’Istria”, continuazione quasi naturale del progetto “Magazzino 18”, il musical civile di Simone Cristicchi. Deus ex machina dell’iniziativa è Franco Biloslavo, segretario della Comunità (esule) di Piemonte d’Istria, subito abbracciata – oltre che dal cantautore romano – dell’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste, dalla Comunità degli Italiani e dal Comune di Grisignana. Sostegno da parte dell’Università Popolare di Trieste. Ieri, dunque, gli attori principali del progetto hanno promosso il nuovo nato, che con il tempo dovrebbe crescere e ridare in un certo senso linfa ai posti oggi fantasma. Un esperimento, un nuovo percorso teso a ridare dignità a luoghi, genti e memorie.
Ma procediamo per ordine. Assenti per altri impegni il presidente della CI e il sindaco grisignanesi, rispettivamente Mauro Gorjan e Claudio Stokovaz, ne hanno parlato Manuele Braico, presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane, Franco Biloslavo, segretario della Comunità di Piemonte d’Istria, e Fabrizio Somma, presidente dell’UPT.

Valorizzare le tradizioni ereditate

Lo scopo di “Tornar” è raccogliere, mantenere, valorizzare e promuovere le tradizioni ereditate dai genitori e dai nonni, quell’italianità che è insita nelle loro radici, come ha spiegato Braico, puntando molto sul discorso della conservazione del retaggio e del ricordo di ciò che è avvenuto in Istria e che ha determinato l’esodo di buona parte della sua popolazione. “È una cosa positiva, questo ritorno. Ovviamente, non si tratta di un ritorno con le baionette né per ricomperare i propri beni, bensì è la conferma delle nostre radici, della nostra storia”, ha rilevato Braico. Un discorso che va fatto anche di concerto con i rimasti, ma non necessariamente, considerato che ogni Comunità della famiglia associativa degli esuli “valuterà autonomamente per conto proprio come andare avanti, tenendo in considerazione il contesto europeo”, ha aggiunto Briaco.
Sinergie tra realtà di qua e di là del vecchio confine: questa la visione di Biloslavo, ed è su quest’onda che si articolerà il particolare evento di domenica, una serata particolare in un paese particolare, anzi “più particolare” di altri, come ha rilevato Biloslavo, piccolo ma molto vivace nell’epoca della sua massima espansione – quando aveva, con i dintorni, circa un migliaio di abitanti –, con tutti i suoi mestieri, e rimane vivace anche in esilio, ricompattando memorie storiche, persone, ricordi e quella straordinaria socialità, soprattutto, che caratterizzava la cittadina. Un po’ quasi come se non fosse mai stata abbandonata la terra natia e delle origini.
Biloslavo ha ripercorso la genesi del progetto, costruito sulle basi gettate da “Magazzino 18”. Conosciuto Piemonte, Cristicchi ne è rimasto impressionato trovandovi assordanti, ma espliciti silenzi, case abbandonate e ormai diroccate.

Spettacolo originale

La sensibilità dell’artista è emersa nuovamente e ha trovato nuove ispirazioni per creare uno spettacolo originale, che appunto dia voce al silenzio del paese, dia voce alle testimonianze della gente. Uno spettacolo, dunque, che nasce da un’esperienza diretta e dalla lettura delle pagine del libro dello stesso Biloslavo, che sta per vedere la luce prossimamente, e racconterà l’impossibilità di restare, rispettivamente di ritornare, come certi avevano tentato di fare, salvo poi arrendersi, in Istria. Biloslavo ha affrontato il periodo tra il ‘43 e il ‘63, con qualche divagazione precedente e puntate successive, per documentare la storia di Piemonte d’Istria in tutti i suoi tasselli.

Sostegni UI-UPT

Non è casuale che l’UPT abbia sostenuto lo spettacolo. È naturale, visto anche il coinvolgimento della Comunità degli Italiani di Grisignana e del Comune, ha commentato Fabrizio Somma, accennando anche al ruolo dell’Unione Italiana, che finanzia l’attività della CI. “È un nuovo percorso che stiamo facendo come UPT – ha aggiunto Somma –, che si riallaccia alla testimonianza portata il 13 giugno scorso alla Camera dei Deputati”. Una condivisione impostata su arte e cultura che potrebbe costituire il primo passato nella rinascita di Piemonte d’Istria, borgo ora desolato, ma che potrebbe rianimarsi. Come sta avvenendo da due decenni circa a questa parte per la vicina Grisignana, e che ha nell’Ex Tempore di pittura, promossa da UI e UPT, uno dei punti centrali di questo viaggio di ripresa. “‘Tornar’ significa celebrare la memoria di questi luoghi, per sentirsene parte. Ed è con questo spirito, che dopo sessant’anni saremo lì domenica, 21 settembre, insieme… a riportare la vita tra le macerie. Una notte e soltanto una notte. Tornare a Piemonte d’Istria”, è il messaggio fatto pervenire da Simone Cristicchi, autore dello spettacolo di musica e parole.

Ilaria Rocchi

Foto di Goran Žiković

da “La Voce del Popolo” di Fiume

La notte del ritorno a Piemonte d’Istria
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