Ci sono tanti modi di sentirsi italiani. Lo sa bene chi è nato in Istria, Fiume e Dalmazia, chi si confronta ogni giorno con la storia individuale e collettiva che ha portato un popolo, con l’esodo, a scegliere di andare o di diventare minoranza in una terra in cui non l’era mai stato prima nel corso di lunghi secoli. Storie da raccontare, ora raccolte in un volume intitolato “Nascita di una minoranza. Istria 1947-1965: storia e memoria degli italiani rimasti nell’area istro-quarnerina”, XIV volume della serie Etnia del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, opera della studiosa dell’Università triestina Gloria Nemec. Con grande soddisfazione dell’editore, il libro è stato presentato a Trieste grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Storia dell’Università, nell’aula magna della sede di Androna Baciocchi.
A salutare gli ospiti, il prof. Marco Dogo, che ha invitato ad intervenire Ferdinando Parlato dell’Università Popolare di Trieste e e Maurizio Tremul a nome dell’Unione Italiana. E’ con orgoglio che i due enti supportano da anni un’attività editoriale importante che, dopo 50 anni di collaborazione, continua ad essere viva e vitale, tanto che ci sono già altri quattro libri in cantiere – è stato annunciato.
Ma questo, della Nemec, riveste un ruolo a sé, perchè poche volte gli studiosi “si sono occupati di noi” è stato ribadito. Il 13 luglio ha segnato l’inizio di un percorso, scandito da altre date significative che ci hanno portati a costruire un’altra dimensione di dialogo e confronto tra genti che vivono in queste terre o che vi appartengono per nascita e senso delle radici. Dal libro emerge un duplice coraggio, di andarsene e rimanere, ma anche l’attualità fatta di domande che investono il futuro, determinate da un grande dramma del passato ma anche dal desiderio di pacificazione.
Nella sua carriera di Direttore del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno – afferma Giovanni Radossi – ha tenuto trecento allocuzioni iniziali, questo il numero di volumi presentati, per un numero di pagine infinito, raramente a Trieste, e per la prima volta in ambito universitario. Ogni successo, ogni piccola conquista, in un ambiente per certi versi ostile, ha significato l’impiego di coraggio e fatica. Situazione che Gloria Nemec fotografa nel suo libro, con grande efficacia – ha sottolineato Raoul Pupo – dando legittimità ad un percorso poco conosciuto, filtrando una storia che vista dal di fuori si carica di nuove verità, altrimenti non accettate. Un libro atteso a lungo, in grado di fare divulgazione nel giusto modo. La Nemec ha raccolto storie personali e collettive. Come un ricercatore di tartufi ha fatto emergere una ricchezza, da leggere.

Rosanna Turcinovich Giuricin

La minoranza allo specchio, nel libro di Gloria Nemec
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