OLYMPUS DIGITAL CAMERA“Fiorello La Guardia. Un imperatore a New York”: le professoresse Maja Đurđulov e Maja Lazarević Branišelj hanno presentato ieri al Dipartimento di Italianistica dell’Università di Fiume il libro di H. Paul Jeffers. In sala pure il preside della Facoltà di Filosofia, Predrag Šustar, la responsabile del Settore culturale dell’Università Popolare di Trieste, Susanna Isernia, l’editore Alberto Gaffi e la consulente Patrizia Pitacco. L’evento è stato organizzato dal Dipartimento in collaborazione con l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste.

È stato un pretesto per parlare di un protagonista, uno di quelli che hanno segnato il Novecento, che ha toccato la nostra realtà. Difatti, Fiorello Henry La Guardia, illustre sindaco di New York e console americano a Fiume dal 1904 al 1906, è stato un amministratore onesto, ineccepibile e rivoluzionario nel modo di governare.

Suo padre musicò «Dime Rita»

Fiorello La Guardia nacque a New York l’11 dicembre 1882, figlio di Achille – immigrato italiano originario di Cerignola (Foggia), capo della banda musicale dell’esercito degli USA e colui che musicò la canzone fiumana “Dime Rita” nel 1901 – e di Irene, una triestina ebrea di origini ungheresi. Il 1898 fu un anno fondamentale per Fiorello perché si trasferì con la famiglia a Trieste, allora parte dell’Impero austro-ungarico. Il giovane Fiorello ebbe il suo primo impiego presso vari consolati statunitensi. Come figlio di immigranti italiani, iniziò la sua nobile opera come console a Fiume, dove cercò di aiutare gli emigranti che volevano partire per il Nuovo Mondo e che si trovavano in difficoltà non conoscendo la lingua inglese. La Guardia conosceva l’ungherese (lo imparò a Budapest mentre era incaricato al consolato americano), il serbo-croato, l’inglese, l’italiano e lo yiddish. Quando tornò a New York nel 1906, La Guardia parlava fluentemente tutte queste lingue.

Interprete al servizio degli immigrati

Le sue doti linguistiche lo portano a lavorare nella Grande Mela come interprete per il servizio immigrazione di Ellis Island, che fino agli anni Cinquanta fu punto d’arrivo di circa 15 milioni di persone entrate negli Stati Uniti.

Qui, Fiorello mostrò tutta la sua umanità evitando a tantissimi il rimpatrio per varie ragioni, dall’analfabetismo alle malattie alla mancanza di passaporto. Da non dimenticare che difese pure gli operai del grande settore tessile da abusi e sfruttamenti.

Una sensazionale bevanda alcolica

Parlando in italiano, in yiddish, in inglese, come un nuovo Lincoln che liberò l’America dalla schiavitù, cercò un modo per liberare gli operai dalla nuova schiavitù industriale-capitalista, che a quei tempi era senza scrupoli. Conseguì una laurea in legge alla New York University e successivamente esercitò la professione di avvocato e procuratore, avendo anche esperienze sotto le armi e diventando il primo italo-americano a essere eletto al Congresso degli Stati Uniti nel 1916. Nel 1918 venne invitato a Fiume a un ricevimento da D’Annunzio. Anche se c’era un evidente contrasto tra i due, trovarono un linguaggio comune soprattutto nell’amore per l’aviazione. Come deputato lottò per il diritto di voto per le donne e contro il proibizionismo, ritenendo quest’ultimo “una cura peggiore della malattia stessa”.

Nella biografia di Jeffers si racconta di un Fiorello ideatore e protagonista di un “progetto speciale”: durante una conferenza stampa buttò giù un drink illegale, creato da lui stesso, un miscuglio fatto con estratto di malto e birra analcolica. La bibita fu accolta come “sensazionale”, tanto che poi venna fatta anche nelle case dei vari politici.

Statura da presidente USA

Nel 1934 Fiorello La Guardia fu eletto come 99.esimo sindaco di New York, allora già una grande metropoli di circa 7 milioni di abitanti. Il discorso inaugurale fu un’espressione del suo stile personalissimo e della sua energia galvanizzante. Infatti, annunciò in perfetto italiano “La cuccagna è finita”, dando il via a una campagna di purificazione e liberazione della città dalla corruzione.
Nel corso dei suoi tre mandati consecutivi si impegnò anima e corpo per smantellare la criminalità e la corruzione a New York, promuovendo la ripresa economica attraverso i lavori pubblici, la politica sociale e incrementando i servizi pubblici. Adottò la politica della “tolleranza zero” alla criminalità e all’illegalità. In sostanza, La Guardia contribuì in modo decisivo alla modernizzazione di New York.
Secondo Roosevelt aveva una forte personalità e il giusto carisma per essere candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Per quanto riguarda Fiume, lo ricorda una targa apposta in Corso, sulla facciata del comunemente noto “vecchio Kraš”. In quest’edificio Fiorello pose la sede del suo consolato.

Kristina Blecich

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