RovignoROVIGNO | La Comunità degli Italiani “Pino Budicin” ha presentato ieri il ricco programma di avvenimenti organizzati per festeggiare i 65 anni di attività ininterrotta e il tradizionale Mercatino di Natale. Alla conferenza stampa erano presenti il vicepresidente della Comunità, nonché vicesindaco, Marino Budicin, la presidente del Comitato esecutivo del sodalizio Cinzia Ivančić e le attiviste Cadia Venier e Maria Tamburini (assente il presidente per motivi di salute).
La seduta solenne in occasione dei festeggiamenti per i 65 anni di vita della CI rovignese inizierà venerdì prossimo alle ore 18 presso il Centro multimediale, mentre l’ormai tradizionale Mercatino di Natale, arrivato alla sesta edizione consecutiva, inizierà il 17 dicembre, sempre alle 18, nella Sala maggiore di Palazzo Milossa, sede del sodalizio, e si concluderà il 20 dicembre. Tutti i proventi saranno devoluti per la valorizzazione e l’ulteriore arricchimento dei parchi giochi rovignesi, anche per contribuire al recente status attribuito a Rovigno quale Città amica dei bambini. Durante il Mercatino saranno messi in vendita i manufatti realizzati con tanta cura da una ventina di attiviste e volontarie della Comunità, come pure i lavori creati dai bambini dell’asilo d’infanzia italiano “Naridola”, dagli alunni della SEI “Bernardo Benussi” e della Scuola media superiore italiana di Rovigno, nonché dalle altre istituzioni che sono legate da vincolo di amicizia e collaborazione con il sodalizio locale.
Maria Tamburini ha presentato anche la serata letteraria dedicata alla vita e alle opere dei famosi scrittori in dialetto rovignese, Ligio Zanini e Giusto Curto, in occasione rispettivamente del 20.esimo anniversario e 25.esimo anniversario della loro scomparsa. La serata letteraria, a cura del gruppo di studio del dialetto rovignese e della sezione storico-etnografica letteraria, è in programma mercoledì 11 dicembre alle ore 18 presso Palazzo Milossa.
Cinzia Ivančić ha evidenziato che la Comunità rovignese è una tra le più importanti e presenti sul territorio dell’insediamento storico, con numerose attività che spaziano dalla cultura, allo sport passando per il sociale, la ricerca e la tutela del dialetto e delle tradizioni locali.

Cerimonia solenne

Alla cerimonia solenne di venerdì si esibiranno i mini e midicantanti e i solisti della CI, la SAC “Marco Garbin“ con le sue 3 sezioni e i cantanti dei gruppi della filodrammatica giovani e giovanissimi. È prevista pure la partecipazione dei cantanti e dei gruppi che tramandano le canzoni tradizionali locali non direttamente coinvolti nell’attività della CI, come il gruppo folk “Batana”, Sergio Preden Gato e il duo Biba e Vlado Benussi, mentre come ospite speciale interverrà Guerrino Poropat, uno dei membri più longevi della SAC “Marco Garbin”. Durante la serata a un giovane studente, socio della CI, verrà inoltre assegnato il premio “Valerio Cavallari”, consistente in una borsa di studio istituita in ricordo dell’ex sindaco di Adria, che era legato Rovigno da un forte legame di amicizia.
Nel suo intervento Marino Budicin ha dichiarato che sono stati 65 anni molto ricchi e dinamici, qualche volta pure complessi, e che se si analizza la documentazione inerente alle attività della Comunità rovignese, si confermerà una mole di lavoro nelle diverse sezioni che si può definire quotidiano.
“La CI si è mossa sempre su tre direttrici, quella interna, atta a coordinare e ad arricchire le attività dei soci, la seconda, in seno al largo corpo nazionale italiano, e la terza nell’ambito locale cittadino, per essere sempre una presenza attiva, con un contributo fondamentale alle attività sociali e culturali della città. Sempre con l’obiettivo di tutelare i diritti della componente italiana del territorio”, ha sottolineato il vicesindaco, aggiungendo che tre sono anche le peculiarità della comunità italiana autoctona: la batana, le bitinade e il dialetto istroromanzo.
Budicin ha inoltre presentato un’esaustiva introduzione sulla nascita del sodalizio, che non recepì subito le indicazioni date del 1945 dall’allora Unione degli Italiani ai sensi delle direttive degli organi al potere di quel periodo, ossia di dare vita ai Circoli italiani di cultura, dato che la popolazione italiana a Rovigno era in assoluta maggioranza e non se ne sentiva la necessità.
Solo alla fine del 1948 venne creato il Circolo rovignese, dopo la firma del trattato di Parigi, anche se ci fu un tentativo precedente di istituire un Circolo, realizzato dagli italiani che si trasferirono a Rovigno alla fine della guerra. Non esiste una data accertata sulla fondazione del Circolo, dal quale nacque la CI, ma un documento bancario risalente al 7 giugno del 1949 conferma che la sua nascita risale alla fine del 1948. Finchè non sarà stabilita la data ufficiale della sua nascita, la data di riferimento rimane il 13 dicembre 1948, nello stesso giorno che l’anno precedente vide la fondazione della Società artistico culturale operaia “Marco Garbin”, che operò per circa un decennio in modo autonomo, diventando poi uno dei fiori all’occhiello del sodalizio locale. Ne fu primo presidente il professore Antonio Borme, che Budicin ha definito una delle figure rovignesi di maggiore caratura culturale della CNI, assieme ai professori Antonio Pellizzer e Giovanni Radossi.
Un miglioramento avvenne negli anni ’60, quando iniziò la collaborazione tra l’allora Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume e l’Università Popolare di Trieste e la successiva trasformazione dei Circoli in Comunità, come pure alla fine della guerra patriottica, quando la CI recepì per prima i nuovi corsi politici e firmò un accordo elettorale con la DDI, che ha saputo tutelare le particolarità della Regione e della sua componente italiana autoctona. Una sinergia, ha dichiarato il vicesindaco, che è stata confermata anche di recente, con il rifiuto alla raccolta di firme per ridurre i diritti delle minoranze, dato che deve essere sempre la cerchia della maggioranza a tutelare le altre componenti del territorio.
Budicin ha concluso il suo intervento ringraziando tutte le persone che hanno contribuito e arricchito i 65 anni di vita del sodalizio, invitando tutti a partecipare alla serata di venerdì e a condividere questo importante momento di una Comunità che porta bene i suoi anni e che è pronta ad affrontare nuove sfide locali, nazionali ed europee.

Sandro Petruz

La Comunità degli Italiani di Rovigno, festeggia il 65.esimo della fondazione
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