La Comunità degli Italiani di Buie festeggia quest’anno il suo 65.esimo anniversario. Nasceva nel 1947 come istituzione, ma ciò che i connazionali buiesi vogliono festeggiare non è tanto la nascita di un’ente, ma qualcosa che va ben oltre al materiale, qualcosa che rispecchia ed evidenzia una presenza pluricentenaria di un’entità. Per la festa è stata scelta la giornata di sabato 8 dicembre, con un ricco programma diviso in due parti, una tavola rotonda al mattino e uno spettacolo culturale in serata. Come ci spiega la presidente del sodalizio, Lionella Pausin Acquavita, l’evento è stato posticipato alla fine dell’anno anche per dar spazio, la scorsa primavera e a inizio autunno, ad altri importanti avvenimenti svoltisi in città e ai quali hanno partecipato gli attivisti e i soci del sodalizio.

Un anno dedicato al 65.esimo

A maggio, infatti, come ricorderemo tutti, si è tenuto il primo “Festival dell’Istroveneto”, organizzato proprio nel periodo in cui tradizionalmente la Comunità festeggia le sue giornate, che coincidono spesso con la festa patronale di San Servolo. Più recente è la partecipazione alla Festa dell’Uva, svoltasi a settembre, quando alla Comunità è stata affidata la piazza principale del centro storico, teatro di diverse manifestazioni culturali curate dal sodalizio. Una splendida piazza di stampo veneziano, che per la prima volta nella storia recente è stata il fulcro sia culturale che aggregativo della festa.
Insomma, un po’ tutto il 2012 è stato pensato in funzione di questo importante anniversario, come i preziosi incontri e manifestazioni rivolte alla collaborazione con le altre Comunità dell’Istria e del Quarnero, come pure con le altre realtà associative amiche del sodalizio buiese, per il tramite di quelle attività storiche che la Comunità degli Italiani di Buie porta avanti da 65 anni. Di particolare rilievo sono la pubblicazione e la presentazione della ricerca di Lucia Moratto Ugussi “Le parole nel silenzio” e la prossima presentazione del nuovo volume di Claudio Ugussi, pubblicato dalla Casa editrice EDIT.

Serata ispirata a Venezia

Avendo prima citato Venezia, non si può non ricordare il tema della serata che si svilupperà sabato sera con inizio alle ore 18,30, che è proprio il rapporto che Buie ha con la storia della città lagunare. Non ci si ferma al 1947, dunque, ma si va a ritroso nel tempo, a più di 600 anni fa, superando anche il 1412, anno in cui Buie sottoscrisse la sua dedizione a Venezia. Una fedeltà arrivata due secoli dopo quella registrata da altre località istriane. Lo spettacolo di sabato sera sarà una vetrina completa delle attività della Comunità buiese. Saranno di scena non solo le attività visibili spesso sui palcoscenici, come il coro, la banda, i minicantanti e i ballerini, ma saranno evidenti anche gli sforzi e l’impegno di chi lavora dietro le quinte: le sarte (con l’apposita equipe formata con l’esperienza ormai pluriennale del Carnevale), i tecnici, il supporto logistico e tutti coloro che, anche stando nel pubblico, creano l’anima di una comunità, intesa come gruppo di persone. Lo spettacolo che andrà in scena al teatro cittadino sarà l’occasione per rievocare ambienti, costumi, parlate e usanze di un tempo. Per raccontarlo ai giovanissimi, per stare assieme e festeggiare non un traguardo, ma con l’auspicio che questa avventura duri ancora per molto, ma molto tempo.

Daniele Kovačić

Tavola rotonda sul rapporto Buie-Venezia

In occasione del 65.esimo anniversario della CI di Buie, sabato mattina è in programma una tavola rotonda incentrata sulla dedizione firmata 600 anni fa da Buie nei confronti di Venezia. Risale infatti al 1412 l’annessione della città istriana al “Leone di San Marco”. A moderare l’incontro sarà il prof. Gaetano Benčić. Al convegno saranno approfonditi diversi aspetti dei rapporti di Buie con la Serenissima. A partire dalle 10 interverranno pure relatori della CNI, che parleranno di linguistica, toponomastica e altri temi specifici come quello della sanità, dell’organizzazione sociale, degli aneddoti e delle leggende.
Kristjan Knez interverrà su “San Marco a Buie. Il contesto politico, diplomatico, militare e la dedizione a Venezia (1412)”, Gaetano Benčić parlerà de “Lo sviluppo urbano di Buie con particolare attenzione al periodo veneziano”; Lorella Limoncin Toth illustrerà “Il patrimonio artistico-culturale di origine veneta a Buie”, mentre Lucia Moratto Ugussi approfondirà il tema dell’onomastica a Buie nel XVI secolo. “La campagna buiese in epoca veneziana: struttura comunitaria e organizzazione produttiva” è il tema scelto da Denis Visintin. Rino Cigui si occuperà di medicina e salute pubblica riferita a Buie in età veneziana, mentre Marino Dussich, già autore di un apprezzato “Vocabolario della parlata di Buie d’Istria” (Centro di ricerche storiche di Rovigno), contribuirà alla tavola rotonda con “La parlata istroveneta di Buie”. L’incontro si concluderà con la proiezione del documentario “L’altopiano buiese”, di Franco Viezzoli.

La Comunità degli Italiani di Buie, festeggia i primi 65 anni di attività
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