Centro Storico

ROVIGNO È stato presentato ieri al Centro di Ricerche Storiche di Rovigno il volume intitolato “Il carteggio Pietro Kandler – Tomaso Luciani (1843-1871)”, di Giovanni Radossi, fondatore e direttore dell’istituzione. L’opera fa parte della Collana degli Atti del CRS ed è fondamentale per la storia dei nostri territori. L’autore, che da lungo tempo si occupa di corrispondenze epistolari tra personalità illustri della nostra regione, di cui diverse sono state pubblicate proprio sulle riviste degli Atti, ha illustrato nell’occasione i contenuti del volume, stavolta dedicato a un solo carteggio. Il relatore ha presentato i protagonisti e il contesto storico, affiancato dal redattore Marino Budicin e dal membro del comitato redazionale Rino Cigui.
L’opera, che ha avuto una notevole risonanza pubblica già nell’ottobre scorso a Trieste, in occasione de “La bancarella – Salone del Libro Adriatico orientale”, contiene la trascrizione di 160 lettere che Kandler e Luciani si scambiarono all’epoca. Come ha sottolineato Budicin, si tratta di due studiosi poliedrici che hanno fatto la storia della cultura istriana del periodo.
Budicin ha illustrato inoltre il contesto storico-culturale-politico degli anni che abbracciano la piena età risorgimentale, con da una parte la guerra per l’indipendenza, l’Unità d’Italia e la liberazione del Veneto, e dall’altra la radicalizzazione della scena politica in Istria a partire dalla prima metà del XIX secolo e che visse un’ulteriore svolta nel 1871 con l’istituzione della Dieta Istriana.
Kandler, che si occupò soprattutto di archeologia, studiò epigrafi e antichità romane nell’area nord-adriatica e avviò una delle prime riviste in Istria. Una delle sue imprese più importanti fu la pubblicazione della raccolta delle fonti diplomatiche nel Codice Diplomatico Istriano in sei volumi.
Tomaso Luciani, nativo di Albona, figura di spicco della politica e degli studi storici ed etnografici dell’Istria, passò parte della sua vita in Italia dove visitò archivi e biblioteche alla ricerca di opere e testimonianze sulla penisola istriana.
Il carteggio tra queste due figure di spicco durante il quale instaurano un rapporto di profonda amicizia, ebbe inizio il 21 marzo 1843, quando Kandler venne chiamato a dirigere il Museo tergestino di antichità e lo fece per 29 anni, fino alla morte.
L’autore del volume ha posto l’accento sull’assidua attività di trascrizione delle lettere pubblicate nel volume, un’attività che lo ha impegnato in maniera molto profonda e intrigante sin dai primissimi anni di vita del Centro, dunque all’inizio degli anni ‘70 quando visitò l’allora Biblioteca scientifica di Pola, dove erano e sono ancora custoditi i carteggi di una serie di personaggi della seconda metà dell’Ottocento, un fondo che non era segnalato come fonte primaria di studio.
“Ebbi fortuna, perché il direttore dell’istituzione, il prof. Mihovil Debeljuh, mi segnalò queste carte. Chiedemmo il permesso di fotocopiarle. Erano una decina di carteggi e per noi fu un grande privilegio poterli trascrivere e pubblicare nelle pagine degli Atti”, ha raccontato Radossi, aggiungendo che si tratta di una testimonianza d’importanza fondamentale.
“Il ponderoso carteggio che Kandler intrattenne con Luciani è molto rilevante, non solo perché rappresenta un documento del risveglio degli studi di storia patria istriana nella seconda metà del XIX secolo, ma per il fatto che ci permette di seguire in contemporanea i due studiosi nelle loro più minuziose manifestazioni di operosità. Kandler volle Luciani collaboratore nel Museo di Antichità (1843) e nella redazione della rivista “L’Istria” (1846). Da questo connubio nacque una ricca raccolta di scritti che consentirono studi più approfonditi e contribuirono all’arricchimento culturale e personale dell’albonese, il cui impegno ebbe inizio proprio da quel momento. Kandler lo spronava a cercare e scoprire i monumenti della provincia istriana – in particolare dell’Albonese –, gli faceva svolgere sopralluoghi e verifiche archeologiche, lo informava dei propri studi e progetti e del loro sviluppo. Nel desiderio di vedere compilata la storia dell’Istria, dal canto suo, Luciani non si stancò mai di assecondare Kandler nell’impresa”, sta scritto nell’introduzione del volume.
“Le lettere sono piene di informazioni e richiami storici, per cui bisogna essere molto ben informati per evitare interpretazioni errate. Mi sono avvalso pertanto dell’aiuto di egregi collaboratori quali Antonio Miculian, Marino Budicin e altri, e interpellato l’oggi defunto professor Giulio Cervani, studioso per eccellenza di Kandler oltre che cofondatore del Centro e docente dell’Università di Trieste”, ha spiegato Radossi.
L’opera conta 450 pagine contenenti un saggio introduttivo, la trascrizione delle 160 lettere del carteggio e di un importante apparato scientifico costituito dalle note esaustive che accompagnano i testi informando chi legge sulle peculiarità geologiche, geo-topografiche, toponomastiche e storiografiche delle innumerevoli località richiamate, come anche di notizie biografiche di casati e singoli personaggi. La trascrizione rispetta integralmente il testo originale, con rari interventi volti a facilitare la comprensione dei contenuti.
Le pagine del volume sono arricchite da circa una quarantina di illustrazioni d’epoca riportanti vedute del territorio istriano e dalmato ricavate da pubblicazioni di rilievo della seconda metà dell’Ottocento.
“Ho fatto questa scelta perché ho voluto riprodurre i paesaggi visti dagli occhi di Kandler. Lo stesso vale per le notizie, ricavate da pubblicazioni dell’epoca, le medesime a cui egli si richiamava. Un punto da segnalare è che Kandler in tutto il carteggio ha sempre parlato di fortilizi, di insediamenti romani e non di castellieri, di cui invece parlò in seguito Luciani il quale, assieme ad altri studiosi, individuò la vera natura di quei conglomerati”, ha aggiunto l’autore.
Il direttore del CRS ha colto l’occasione per ringraziare il Ministero degli Affari Esteri Italiano per il sostegno dato tramite l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana, nonché i tipografi che hanno lavorato sotto l’attenta guida del presidente dell’UPT, Fabrizio Somma.
Ha annunciato poi che nei primi mesi del 2015 il volume verrà presentato alla Comunità degli Italiani di Albona, occasione in cui verrà visitata la tomba di Luciani.
Il prossimo 5 dicembre alla CI Buie verrà presentato il volume numero 40 della Collana degli Atti, intitolato “Buie, famiglie, abitanti e territorio” di Lucia Moratto Ugussi, unico nel suo genere realizzato in collaborazione con il sodalizio buiese e che si trova attualmente in fase di stampa assieme ad altre tre opere, rispettivamente “Opera omnia“ dello studioso zaratino Giuseppe Praga, divisa in due tomi con oltre duemila pagine e importantissima per il Medioevo della Dalmazia, realizzata con il sostegno della Società Dalmata di Storia, il volume “Memorie di una vita” di Luciano Giuricin, cofondatore dell’istituzione e l’“Atlante storico dell’Adriatico orientale” curato da Egidio Ivetić in 500 pagine, che comprende una parte narrativa arricchita da 80 riproduzioni di vedute e di edifici e da 150 cartine storiche realizzate al computer e un’altra dedicata alla riproduzione di 120 cartine tratte dalla collezione più importante della nostra produzione storica.

Cristina Golojka

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Kandler e Luciani carteggio di una vita
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