OrseraOra è pronta a spiccare il volo, come i tanti palloncini tricolore che hanno addobbato la sua sede nella giornata dell’inaugurazione. A Orsera una palazzina su quattro livelli, nel centro storico, da poco più che un rudere si è trasformata in una delle più belle Comunità degli Italiani dell’Istria. E c’è un qualcosa di simbolico, nella rinascita di quest’edificio, un tempo splendente, eroso dal passare dei secoli e dal degrado, oggi pronto a rivivere. Un po’ come il sodalizio che lo ha scelto come punto di riferimento per la propria presenza e attività, che dopo un percorso lunghissimo e non sempre facile, dopo aver raggiunto di recente già un altro traguardo – quello dell’asilo –, si è visto materializzare un altro sogno. “Finalmente abbiamo una casa, un palazzo luminoso e spazioso. Per noi sarà uno stimolo alla ricrescita, alla salvaguardia della nostra terra bellissima, complessa, così ricca di storia, della nostra italianita e istroveneticità. È la gratificazione di tanti sforzi, di aspettative e aspirazioni”, ha detto all’inaugurazione la presidente della CI di Orsera, Gilliana Boncompagno, ringraziando lo Stato italiano per aver consentito la realizzazione della sede, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste per aver fatto da “locomotive” dei progetti del sodalizio e il Comune di Orsera per aver “esaudito ogni nostro desiderio”.

Sostegno da parte del MAE

Un capitolo si chiude e se ne apre uno nuovo, che parla di sviluppo, di rilancio della lingua e cultura italiane, della veneticità, pensando in primis alla trasmissione dei valori e delle tradizioni alle nuove generazioni. Il sostegno da parte delle istituzioni, infatti, non si esaurisce qui, come hanno assicurato i rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti, Governo italiano, Regione Istriana, Comune di Orsera, UI – UPT. Il ministro plenipotenziario Francesco Saverio De Luigi ha voluto testimoniare di persona l’attenzione che l’Italia ha nei confronti della Comunità nazionale italiana autoctona in Croazia e Slovenia, ha ricordato che, nonostante il momento difficile, il MAE ha voluto assolutamente mantenere invariati i finanziamenti alla CNI (una “scelta giusta, fatta con convinzione”, per sostenere l’attività e incentivare quelle eccellenze che la comunità ha già espresso). Il funzionario ha inoltre parlato di impegno, di amicizia e affetto, del momento importante che si sta vivendo oggi, con la Croazia, che sta per entrare nell’Unione europea, ha accennato alla nuova fase che si sta per aprire. Il console generale Cianfarani ha accennato alla tenacia con la quale gli orseresi hanno perseguito il loro obiettivo, che comunque è il risultato di una cooperazione, auspicando un’attività feconda, che sarà “lieto di seguire”.

Salvaguardia dell’identità

Viviana Benussi ha ribadito il sostegno della Regione Istriana, sollecitando la CI a continuare nell’opera di tutela e salvaguardia dell’identità plurima del territorio; il sindaco Franko Štifanić (ha parlato in italiano) ha fatto riferimento agli ottimi rapporti con la CNI, rilevando che dal 1993 uno dei vicesindaci è italiano e ha concluso che ora per la CI si aprono nuove possibilità, l’opportunità di un ulteriore sviluppo culturale. “Anche se piccola, la CI ha per noi un grande valore”, ha precisato infine.

Un lavoro fatto bene

Il presidente dell’UPT, Silvio Delbello, ha ripercorso le varie fasi dell’intervento – che ha colto in pieno tutte le esigenze dei destinatari – , iniziato nel 2000, quando venne stanziato l’importo necessario per l’acquisto della prima parte dell’immobile, messa all’asta dal Comune, seguita dall’acquisto dell’immobile adiacente per il prezzo complessivo di 44mila euro, per un totale di 220 metri quadrati. Il progetto di recupero è stato curato dalla ditta “Urbis 72” di Pola, dopo periodi di stasi dovuti a motivi vari (nuove leggi in materia di edilizia e difficoltà nell’ottenere le autorizzazioni), mentre i lavori sono stati eseguiti dalla ditta “Kapitel” di Gimino, per l’importo di oltre 260mila euro. I costi totali hanno superato di poco i 390mila euro, compresi gli arredi e le attrezzature. Nell’insieme, un intervento fatto molto bene. “Cari amici orseresi, vi viene oggi consegnata una bella, moderna e funzionale sede. Fate in modo che diventi un punto di molteplici attività nell’interesse dei connazionali e punto di riferimento in italiano per tutti gli orseresi”, è stato il messaggio di Delbello.

Fattore di sviluppo

“Stiamo raccogliendo i frutti di uno sforzo molto intenso, che abbiamo fatto tutti quanti”, ha detto Maurizio Tremul, ripercorrendo gli impegni portati a termine dall’UI nell’ultimo periodo, e ciò su più fronti, non da ultimo quello delle elezioni amministrative, che hanno visto una notevole partecipazione di connazionali. “La CNI è una risorsa. Il mondo degli esuli è una risorsa. Insieme possiamo costruire nuovi percorsi per questa nostra Patria comune che partendo dalla sua realtà plurale sappiano tracciare nuove rotte guardando oltre la linea dell’orizzonte. Cari connazionali, utilizzate al meglio questa splendida sede che avete ora a disposizione. L’Unione Italiana vi è e vi sarà sempre vicina e vi aiuterà”, ha sottolineato Tremul.

Pensare ai giovani e agli anziani

Nel suo discorso il presidente Furio Radin ha voluto rievocare la figura del giornalista triestino Fulvio Molinari, nato a Orsera, venuto a mancare nel 2011: “Avrebbe voluto essere qui oggi. Questa è un’opera che permetterà alla CI di Orsera di dare le ali alla propria identità, che è al contempo orserese, istriana, italiana, ma anche delle altre popolazioni che vivono qui e che hanno altre origini”. Radin ha raccomandato di pensare ai due segmenti più importanti e più vulnerabili della società: i giovani, portatori sani di un futuro incerto, e gli anziani, spesso soli, portatori esausti, per le tante vicissitudini drammatiche del XX secolo, di una grande tradizione che dev’essere trasmessa. Radin si è appellato alla solidarietà tra gli italiani e le altre etnie della regione, e ha espresso gratitudine nei confronti della madre patria per quanto sta facendo “non tanto per noi, ma per la cultura italiana”, una cultura che se oggi esiste è “grazie a noi rimasti, agli esuli e alla popolazione intera della regione che ci è stata e continua a essere solidale”; una cultura che con l’ingresso della Croazia in Europa non potrà che consolidarsi e ricrescere. A margine della cerimonia è intervenuta, commossa, una signora 87.enne, un’orserese – anzi di Marassi – esule a Trieste, che ha narrato “la sua Istria” a un professore siciliano, Giuseppe Crapanzano, e lui ha cercato di trasmetterla ai giovani della sua terra, per insegnare una storia rimossa. Graziano Musizza ha infine donato in omaggio un quadro, in segno di affetto e vicinanza di tutto il Parentino con gli ex subinqulini di Orsera.

Ospiti importanti

Grande partecipazione a questo momento importante, solenne per la CI di Orsera. Diversi i connazionali accorsi alla cerimonia di sabato, orseresi di ieri e di oggi, amici di altre CI. Tanti gli ospiti “vip”: il ministro plenipotenziario del ministero degli Affari Esteri italiano, Francesco Saverio De Luigi, il console generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani, il vicepresidente della Regione Istriana, Viviana Benussi, il deputato al Sabor della CNI e presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin, il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Silvio Delbello, il sindaco del Comune di Orsera, Franko Štifanić, il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Maurizio Tremul, il direttore generale dell’UPT, Alessandro Rossit, il viceconsole onorario italiano a Buie e vicepresidente della Regione Istriana in attuazione dei diritti della CNI, Giuseppina Rajko, il presidente dell’Assemblea dell’UI e vicesindaco CNI di Umago, Floriana Bassanese Radin, il direttore amministrativo dell’UI, Orietta Marot. Un’adesione, questa, che ha suggellato la storicità dell’evento, fondamentale per il rilancio della comunità italiana, ma di notevole rilievo per la vita culturale di tutta la collettività di questo affascinante borgo di mare dal passato ricco, che tra i suoi vicoletti – tra l’altro – accolse nel 1743 il celebre avventurieri veneziano Giacomo Casanova.

Ilaria Rocchi

Italiani di Orsera pronti al rilancio, ora guardano all’attività e ai giovani
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