Prima Dramma
FIUME Sono state le storie d’amore, con beffe, intrighi, raggiri e giochi comici del più conosciuto servo plautino, Pseudolus, ad aprire la nuova stagione teatrale del Dramma Italiano di Fiume. Stiamo parlando dello spettacolo “Le fatiche di Pseudolus”, che sabato sera ha debuttato al Teatro nazionale “Ivan de Zajc” di Fiume, alla presenza di un folto pubblico. Il risultato dal nuovo lavoro della Compagnia di prosa in lingua italiana è una comicità senza tempo. Uno spettacolo che, attraverso la commedia dell’arte, la musica e la coreografia, ci porta tra le furbesche invenzioni dei personaggi plautini, servi astuti che tramano inganni alle spalle dei loro padroni, innescando implacabili meccanismi comici.

Un’intricata serie di inganni

La nuova fatica del DI tratta dai motivi delle opere di Plauto – in primis le più rappresentate e conosciute “Miles gloriosus” e “Pseudolus” – è una commedia ricca di ironia, doppi sensi e dalla trama particolarmente intrigante. Tutta la vicenda gira intorno allo scaltro servo Pseudolus (Giuseppe Nicodemo), vero dominatore della vicenda, che per liberare l’amata donna del suo giovane padrone Calidoro (Alessandro Maione), ordisce una lunga e intricata serie di inganni. Pseudolus si assume il difficile incarico in cambio della propria libertà. Di venire, insomma, liberato dalla schiavitù. Fra imbrogli e sotterfugi, riesce alla fine ad averla vinta sul ruffiano commerciante di schiave, Marcus Lycus (Mirko Soldano), sul centurione glorioso, Miles Gloriosus (Lucio Slama), e sul proprio padrone Senex (Bruno Nacinovich), padre di Calidoro. Il giovane imbranato Calidoro potrà, invece, coronare il proprio sogno d’amore, fidanzandosi ufficialmente con Philia (Elena Brumini), non priva di uno spiccato senso pratico.

In scena 25 interpreti

Brillanti gli interpreti in scena che per questo lavoro sono addirittura 25, suddivisi tra 13 attori, 8 ballerini e 4 musicisti che suonano dal vivo. A iniziare dalla splendida interpretazione di Giuseppe Nicodemo, al suo primo ruolo di protagonista da quando fa parte della compagnia fiumana. Il suo Pseudolus è un vero servo-poeta, un affabulatore, dotato di un estro speciale a predisporre inganni, tanto da dimostrarsi nell’animo e nel fisico un artista dell’invenzione delle beffe, un astuto “mattatore” dell’intrigo. Brillante anche l’interpretazione di Mirko Soldano nella parte di Marcus Lycus, il commerciante di schiave che rimanda agli imprenditori moderni del Nord Italia e al loro dialetto lombardo-veneto. Le scene più belle, più accattivanti e argute sono proprio quelle che vedono il confronto tra Nicodemo e Soldano. Anche Alessandro Maione, alla sua prima collaborazione con il DI, con il suo personaggio Calidoro, non è da meno. Esattamente come Rosanna Bubola, che indossa i panni di Hysterium, lo schiavo maschio di Senex. Essenziali, per il divertente intrigo della vicenda, sono anche gli altri personaggi: Elvia Nacinovich nella parte di Domina, moglie di Senex, interpretato da Bruno Nacinovich, Alida Delcaro nei panni della cantante e madre di Domina, Andrea Slama nel ruolo di Formosa, Leonora Surian nel ruolo dell’Autore e Toni Plešić in quello di Erronius. Assieme agli attori del DI, fanno parte dello spettacolo anche i membri del Balletto e del Dramma Croato (l’attore Denis Brižić, quale Attendente di Miles Gloriosus).
Il lavoro del DI è una commedia brillante, con una scoppiettante ricchezza di linguaggio, di situazioni a ritmi serrati, di un meccanismo narrativo che sfocia allegramente nell’inverosimile, del disegno dei personaggi, tratteggiati con sfrenato gusto comico. Deliziosa e spassosa modernità, dunque, di un teatro ormai più che millenario.
In questo lavoro diversi attori si sono dati da fare per curare anche altri aspetti artistici dello spettacolo. Toni Plešić, che nella piece interpreta due personaggi, Erronius e una Guardia, firma pure la scenografia dello spettacolo; Elena Brumini, che interpreta Philia, cura pure i movimenti coreografici, che rappresentano una parte importante di accompagnamento all’intera vicenda. Giuseppe Nicodemo, oltre a essere il protagonista principale, è anche assistente alla regia, ma anche autore dei testi delle canzoni, musicate da Zvjezdan Ružić.
Infine la regia di Giovanni Battista Storti conferma una studiata predisposizione alla cura del testo recitato, con particolare riferimento alla beffa e all’evidenziare le similitudini del teatro antico con la contemporaneità.

Il Tricolore sul balcone dello «Zajc»

Nuova apertura dello Zajc nei confronti della Comunità nazionale italiana di Fiume e dell’Istria. In occasione delle prima dello spettacolo del DI, la direzione dell’ente teatrale ha issato la bandiera italiana, accompagnata da un manifesto con la scritta (in lingua croata): “Teatro croato italiano Ivan de Zajc”.

I prossimi appuntamenti

Dopo la première di sabato sera, il lavoro sarà in replica allo Zajc oggi, lunedì 27 ottobre, con due appuntamenti. Il primo alle ore 12, riservato agli alunni delle scuole elementari italiane di Fiume, mentre il secondo alle 19.30, riservato alla SMSI di Fiume e al pubblico adulto. Prevista una replica anche domani, martedì 28 ottobre, sempre alle ore 19.30. A novembre la compagnia di prosa in lingua italiana inizierà la tournée in Istria. “Le fatiche di Pseudolus” saranno di scena al Teatro di Umago il 10 e l’11 novembre. Seguiranno, il 13 e 14 novembre, le tappe al Teatro di Capodistria. Il DI sarà infine al Teatro Popolare Istriano (INK) di Pola, il 18 e 19 novembre.

Gianfranco Miksa

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Intrighi e beffe in nome della libertà
0.00(0 votes)

Post by admin

Comment(0)