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FIUME Si è svolto lunedì sera nel Salone delle feste di Palazzo Modello a Fiume lo spettacolo musicale-letterario “La coscienza di Zeno spiegata al popolo”, organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Fiume in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste nell’ambito del semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea. A dare il benvenuto ai presenti, oltre alla presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Orietta Marot, sono stati il console generale, Renato Cianfarani e il presidente dell’UPT, Fabrizio Somma.

Un entusiasmante viaggio nell’irresistibile vademecum delle nevrosi dell’uomo moderno che è “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, è stato offerto dalla compagnia del Pupkin Kabarett. I testi dello spettacolo sono stati introdotti dalla prof.ssa Cristina Benussi, dell’Università degli Studi di Trieste, che ha fatto da moderatrice. “Innovativa è la struttura del romanzo, costruito a episodi e non secondo una successione cronologica precisa e lineare”, ha esordito Benussi aggiungendo che “una delle novità è anche il fatto che il narratore dichiara sin dall’inizio di mentire e lo dice allo psicanalista”.

Un personaggio inattendibile

Molti sono infatti i brani del romanzo in cui il protagonista dichiara la propria inattendibilità, confessando di aver detto una serie di fatti e di spiegazioni volutamente false. Il narratore è il protagonista, Zeno Cosini, che ripercorre i momenti della sua vita all’interno di una terapia di psicoanalisi. Tutti e sette gli episodi del romanzo sono narrati dal punto di vista del protagonista e il suo resoconto degli eventi risulta spesso inattendibile; egli presenta la propria versione dei fatti, modificata e resa come innocua in un atto inconscio di autodifesa. “Non si cerca di far venire a galla la verità e non si tratta di un tipico romanzo di formazione dell’Ottocento. Al lettore viene assegnato il compito di entrare in colloquio con l’autore”, ha spiegato la moderatrice. Svevo abbandona lo schema ottocentesco del romanzo raccontato da un narratore estraneo alla vicenda e fa sì che la sola voce che il lettore immagini di ascoltare sia quella del nuovo “inetto” ovvero Zeno. L’io del romanzo non è dunque in questo caso quella finestra aperta attraverso la quale il lettore si introduce nel racconto, ma piuttosto l’affermazione di una singolarità: Zeno non dice “io” per conquistarci insensibilmente alla sua causa, dice “io” per darsi ragione. Probabilmente, con un umorismo che costituisce una delle maggiori attrattive del racconto, Zeno stesso denuncia la sua doppiezza. Nel romanzo i vari momenti temporali vengono accatastati gli uni sugli altri. L’insicurezza che si crea così nell’io narrante produce una serie di dubbi e di interrogazioni nel lettore. Pertanto Zeno non può condurre ordinatamente la narrazione, il tempo della narrazione diviene quindi il tempo interiore della coscienza, un “tempo misto” poiché gli avvenimenti sono sempre alterati dal desiderio del narratore. Significativo è come Zeno percepisca la realtà in rapporto alla propria nevrosi e come la malattia abbia come unica cura possibile un’illusione.
“Dobbiamo domare tutti gli istinti, guarire, ma Svevo vuole rimanere malato”, è stato detto in conclusione.

Happening

Laura Bussani, Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi, Riccardo Morpurgo al pianoforte e Franco Trisciuzzi alla chitarra e voce, hanno riletto in forma di happening i celebri episodi del romanzo autobiografico. Bravissima Laura Bussani nel ruolo di amante di Zeno, la cui recitazione è stata accompagnata musicalmente da Riccardo Morpurgo. Soltanto loro potevano cimentarsi nella spericolata impresa di mescolare il vecchio e il nuovo e di unire il jazz, il blues e il rock alla letteratura e al cabaret. Lo spettacolo ha dato modo al pubblico di apprendere “La coscienza di Zeno” in maniera scherzosa e divertente.

Pubblico attento

Tra il pubblico presenti Gianna Mazzieri Sanković, vicepresidente del sodalizio fiumano e responsabile del Dipartimento di Italianistica del capoluogo quarnerino, Corinna Gerbaz Giuliano, presidente del Comitato esecutivo della CI di Fiume e Susanna Isernia in rappresentanza dell’UPT.
L’evento, organizzato per la prima volta in questa versione, rientra nella manifestazione “Cultura italiana a Fiume”, inaugurata il mese scorso.

Kristina Blecich

da “La Voce del Popolo” di Fiume

La coscienza di Zeno rilettura giocosa
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