ZAGABRIA | “Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia…”. Così Umberto Saba descriveva la città natia, con la sua vita brulicante, con le sue vie piene di colori, di una profonda umanità, luogo aperto sul porto, sul mare che in continuazione ne rinnova il sangue. Una perpetua giovinezza che la mostra “Trieste. Dall’emporio al futuro” coglie in maniera egregia.
Ne abbiamo avuto riconferma l’altra sera, all’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, dove la mostra è approdata. Propone “quadri” che narrano l’evoluzione del capoluogo giuliano, dalla prima immagine in assoluto, risalente al ’600, fino arrivare alla Trieste di oggi, passando per le vedute e le stampe della Collezione di Stelio e Tity Davia e gli scatti digitali di Marino Sterle. Un progetto espositivo nato tempo fa e che negli ultimi due anni è stato presentato al Comune di Trieste, a Maribor e all’IIC di Vienna. Un evento curato da Fabrizio Somma, il quale ci ha spiegato: “Abbiamo voluto rendere un fugace omaggio alla città e al suo territorio, al tempo stesso ricordarli e farli ricordare, in una sorta di flash-back per immagini”.
“È importante far conoscere Trieste agli italiani che sono qua, ma direi soprattutto ai croati che la conoscono sotto un altro punto di vista. Tanti anni fa, i croati e non solo, venivano a Trieste per specifici motivi commerciali, invece la città offre tante possibilità sia dal punto di vista paesaggistico sia dal punto di vista culturale. Questa mostra fa vedere l’anima di Trieste”, ha dichiarato il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Silvio Delbello, che ha ringraziato la signora Tity Davia per aver messo a disposizione il prezioso materiale, raccolto insieme al marito nel corso della vita.
L’ambasciatrice d’Italia in Croazia, Emanuela D’Alessandro, ha rilevato che l’idea di ospitare all’IIC zagabrese “Trieste. Dall’emporio al futuro”, è nata durante un incontro svoltosi l’anno scorso a Roma, presso il Ministero degli Affari Esteri, avuto con Delbello. “Siamo riusciti a realizzarla a inizio 2013, come la prima di una serie di manifestazioni che l’Italia dedica alla Croazia nell’anno dell’ingresso nell’Unione Europea. Siamo partiti con Trieste, città europea, mediterranea, meravigliosa, che unisce culture differenti e che tutti noi amiamo”, ha detto la D’Alessandro. L’ambasciatrice ha voluto sottolineare anche la particolarità delle stampe presenti, che mostrano al pubblico croato una Trieste diversa: “Non la Trieste che magari è conosciuta solo per l’aspetto commerciale, ma la città, in questa mostra, viene inquadrata da un altro punto di vista”.
La presidente della Comunità degli Italiani di Zagabria, Daniela Dapas, si è soffermata sulla necessità dell’avvicinamento degli aspetti culturali di Trieste ai croati: “Trovo quest’esposizione di grande importanza, perché fa conoscere la parte culturale, artistica e storica di Trieste. Purtroppo per la maggior parte dei croati Trieste è sinonimo di ‘città dello shopping’. Questa mostra presenta l’altra Trieste”.
A inaugurare ufficialmente l’esposizione è stata l’ambasciatrice. Nel suo discorso di apertura si è soffermata sulle ottime relazioni tra Croazia e Italia, nel quadro delle quali “Trieste svolge tradizionalmente un ruolo di assoluto primo piano, contraddistinto da strettissimi legami storici, economici e culturali”. Presente anche il presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin, che ha ricordato i rapporti intensi tra Zagabria e Trieste, ma anche altre città della Croazia che, come Spalato, vedono nel capoluogo giuliano una nuova città della cultura. “Questa mostra è solo un tassello di un grande mosaico, è al contempo una cosa piccola ma allo stesso tempo grande, perché fa conoscere a Zagabria peculiarità di Trieste che non sono ancora note”.
Un’esposizione per certi versi didattica, molto ben concepita, con stampe e fotografie di primissimo livello, capaci di mostrarci e farci capire, la vita che ruotava intorno ad esse. Per concludere ritorniamo a Saba e alla sua “Trieste”, che si concludeva con i versi “intorno circola ad ogni cosa un’aria strana, un’aria tormentosa, l’aria natia”. Un’aria che per certi versi è anche nostra.
Presenti alla serata anche il direttore generale dell’Università Popolare di Trieste Alessandro Rossit, gli ambasciatori di Francia, dell’Inghilterra e Svizzera, personalità della vita pubblica e culturale (tra cui pure lo scrittore Predrag Matvejević). L’esposizione, che resterà in visione fino al 22 febbraio, è stata organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Zagabria, dall’Università Popolare di Trieste, dall’Unione Italiana, dalla Collezione di Stelio e Tity Davia, dall’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e dalla Comunità degli Italiani di Zagabria.

Marin Rogić

In mostra a Zagabria una Trieste «diversa»
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