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Cosa significa essere istriano oggi? Questa è la domanda alla quale hanno voluto rispondere sei artisti contemporanei italiani, sloveni e croati nei loro lavori video riuniti nella mostra “Istria Contemporanea: sei video artisti per l’Istria”, allestita nello Spazio per l’Arte Contemporanea “Monfort” di Portorose, in visione fino al 27 maggio prossimo.

“Istria Contemporanea: sei video artisti per l’Istria”, un progetto ideato dal critico d’arte Ludovico Pratesi, si configura come un omaggio corale alla cultura del popolo istriano e a un patrimonio sociale modellato a partire dalla presenza storica di tre identità ben distinte: italiana, croata e slovena. La partecipazione degli artisti multimediali di fama internazionale in rappresentanza delle tre grandi identità istriane testimonia la ricca attività artistica dell’affascinante territorio istriano.
Un’esposizione, questa, che prende spunto dalla formula già sperimentata nel 2013 con la mostra “Triplice identità” al museo di Arte Contemporanea di Pola, e prosegue nel suggestivo spazio del Monfort, antico magazzino del sale a Portorose, con un’interpretazione in senso simbolico dell’identità istriana attraverso gli sguardi di sei artisti: gli italiani Valerio Rocco Orlando e Gian Maria Tosatti, gli sloveni Nika Autor e Irwin, i croati Renata Poljak e Igor Grubić.
Il lavoro del giovane artista milanese Valerio Rocco Orlando, dal titolo “Bisiàc”, racconta il sentimento di nostalgia che deriva dalla progressiva perdita delle tradizioni popolari e del patrimonio culturale e lo fa attraverso la proiezione di due gemelli di cinque anni. Il fiume Isonzo, lungo il quale camminano i bambini, è considerato una linea di demarcazione tra zone geograficamente contigue ma culturalmente diverse, oltre ad essere stato teatro di battaglie tra italiani e austro-ungarici durante la Prima guerra mondiale.
Gian Maria Tosatti con il suo video “Estate” descrive l’inerzia di un popolo, il trascorrere del tempo e la sospensione delle attese. Le riprese sono state fatte all’interno degli spazi che in passato ospitavano gli uffici dell’anagrafe cittadina di Napoli. Gian Maria Tosatti fa emergere, e allo stesso tempo racchiude, un’atmosfera fatiscente in cui racconta un tempo dilatato dalla memoria e sincopato dagli oggetti e dai rumori presenti, percepiti ora come familiari, ora come ignoti.

La condizione degli artisti

La mostra prosegue con i lavori di Renata Poljak, che racconta la sua personale condizione di migrante, le sue logiche e i suoi disagi con il video “Skok/Jump”. L’artista si serve di elementi autobiografici per costruire narrazioni paradigmatiche sul mondo contemporaneo e sull’attuale situazione politica in Croazia. La protagonista del video, la Poljak stessa, in costume da bagno e cuffia, cammina affannosamente avanti e indietro su di un trampolino. La performer si interroga se saltare o meno, preoccupandosi del suo make up che inevitabilmente si sciuperà a contatto con l’acqua. Con questo lavoro Renata Poljak esplora la sua condizione di artista costretta ad emigrare in Francia, una condizione che porta l’artista a vivere costantemente in bilico tra due culture, sospesa in un viaggio che pare essere senza meta.
Igor Grubić esamina invece con uno sguardo nostalgico ma anche politico i monumenti della sua patria nel video “Monumento”. L’autore realizza una serie di riprese di monumenti antifascisti disseminati nel territorio croato, molti dei quali sono stati distrutti o bombardati durante la guerra degli anni Novanta.
I due artisti rappresentanti dell’identità slovena sono Nika Autor (“Newsreel 55 – The News Is Ours”) e il collettivo Irwin (“Black Square on Red Square”).
L’opera della Autor è una raccolta di citazioni, immagini d’archivio e interviste realizzate nel territorio dell’ex Jugoslavia, in particolare nella città di Maribor (città natale dell’artista). Il lavoro vuole testimoniare i cambiamenti sociali e politici determinati da particolari dinamiche economiche e sociali vissute dalla città. Il video “Black Square on Red Square” (1992) di Irwin, racconta una sorta di operazione clandestina, avviata dagli artisti ma proseguita poi dalla popolazione, che consiste nello stendere un telo nero delle dimensioni di 22 x 22 m nella Piazza Rossa di Mosca. Il video che documenta la performance evidenzia proprio l’inattesa reazione dei passanti, i quali, da semplici osservatori dell’azione in atto, diventano protagonisti della stessa.

I loro video sono una testimonianza sociale e politica della storia di un popolo, memorie collettive che inevitabilmente si fondono con le storie familiari e personali dei singoli.

Tre identità racchiuse in una sola

Nel territorio dell’Istria le identità italiane, croate e slovene si intrecciano tra loro in maniera indivisibile. Ciascuna cultura mantiene inalterate le proprie peculiarità, rendendo l’Istria un territorio unico. Gli artisti presentati nell’ambito dell’esposizione sono accomunati dalla permanente ricerca dell’esperienza personale – punto focale di tutta l’arte contemporanea -, ma anche di un’indagine acuta e impegnata sul proprio Paese e per questo sulla propria identità territoriale. Gli autori delle opere hanno documentato e rielaborato, in maniera articolata e ad ampio raggio, differenti aspetti del senso identitario, inteso a volte come elemento fondatore dell’identità nazionale, a volte come indagine personale e intima. All’alba del XXI secolo, che vede sovrapporsi alle contraddizioni del passato un presente di integrazione nell’Unione Europea all’interno di un processo di globalizzazione sempre più accentuato, i sei video presentati si propongono come un momento di riflessione per offrire nuovi contenuti a un territorio diviso ma unito da una memoria comune, che deve avere il coraggio e la visionarietà di proiettarsi nell’oggi verso il domani. Il risultato della mostra è un dialogo a più voci che segna l’inizio di una riflessione strutturata nell’ottica del progresso interpretativo, connettivo ed espressivo, in cui l’arte di tre Paesi e le parole dei suoi rappresentanti rende omaggio e voce a un territorio “altro e molteplice” come l’Istria. La mostra rappresenta, dunque, un’occasione straordinaria per celebrare attraverso l’arte la pluralità del territorio istriano.

Kristina Blecich

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Il senso simbolico dell’identità istriana
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