AttiAmpio diapason di tematiche e un arco cronologico di oltre duemila anni: sono i XLII Atti del Centro di Ricerche storiche di Rovigno, 740 pagine, e i contributi di autori italiani, croati e diversi studiosi e ricercatori connazionali. L’opera verrà presentata stasera alla Comunità degli Italiani di Torre (ore 18)dal redattore responsabile della rivista, Marino Budicin, e dallo storico triestino Diego Redivo.
Va detto che l’uscita di quest’ultimo volume s’inserisce in un momento particolarmente significativo per la vita dell’istituto di Rovigno, il cui 45.ennale coincide proprio con l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea. Alle sue spalle, un periodo editoriale fecondo, a conferma non solo del dinamismo e dell’encomiabile operosità del Centro, ma anche la rilevanza socio-culturale e la validità della sua impostazione metodologico-professionale. Nei suoi nove lustri, da solo o in coedizione con altri enti, il CRS ha “prodotto” oltre 300 titoli, un traguardo da primato a livello istriano. Inoltre, nei mesi a cavallo tra il 2012 e il 2013, ha dato alle stampe ben sei importanti lavori e ne ha in cantiere altri, altrettanto rilevanti.
Ma vediamo l’ultimo numero della serie, di cui appunto si parlerà stasera a Torre. Nella sezione “Memorie” si propongono i seguenti saggi: “Le fonti per la storia antica di Nesazio”, di Kristina Džin; “La necropoli romana e l’incenerazione di Pintorio presso Pinguente”, di Vesna Girardi Jurkić; “Note sulla slavizzazione dell’Istria e della Dalmazia”, di Giovanni Rapelli; “Ai limiti dell’Italia”, di Egidio Ivetic; “L’aere incominciò a farsi grave e pestilenziale: la diffusione della malaria a Pola e nel suo distretto dal XIV alla fine del XIX”, di Rino Cigui; “Pedena. Aspetti storici, rituali e musicali-sacri dell’antica diocesi istriana”, di David Di Paoli Paulovich; “Il lungo contenzioso per il commercio del vino tra Rovigno-Parenzo e l’immediato retroterra (1717-1760)”, di Giovanni Radossi; “La topografia della piazza della riva di Rovigno desunta dalle raffigurazioni iconografiche della metà del secolo XVIII”, di Marino Budicin; “Cenni sull’evoluzione del matrimonio in Istria dall’età imperiale alla caduta della Serenissima”, di Denis Visintin; “Michael William Balfe e la zingara. Vita e opere del cosmopolita compositore irlandese M. W. Balfe sullo sfondo della Trieste musicale dell’Ottocento”, di Elisabetta D’Erme; “L’Istria Nobilissima di Giuseppe Caprin. Retaggio del passato e patrimonio artistico-culturale della penisola istriana (Parte II)”, di Kristjan Knez; “Analisi dell’apparato militare austro-ungarico a Pola durante la Prima guerra mondiale”, di Raul Marsetič.
Il capitolo “Documenti” contiene invece i contributi di Ljudevit Anton Maračić (“Le tradizioni istro-quarnerine sulla venuta e presenza di San Francesco e Sant’Antonio in queste parti”), di Slaven Bertoša (“Gli orizzonti mediterranei della famiglia veneziana Loredan”), Tullio Vorano (“Regesti dei processi criminali celebrati dai podestà Dandolo, Foscarini e Balbi ad Albona e Fianona negli anni 1659-1666”), Claudio Pericin (“Maltrattamento e protezione degli animali nel Litorale austriaco: alcuni casi desunti dai documenti d’archivio che datano alla seconda metà dell’Ottocento e al primo Novecento”), di Marino Bonifacio (“Cognomi dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia”)e Marino Dussich (“Supplemento di aggiunte al vocabolario della parlata di Buie d’Istria”). (ir)

Il CRS di Rovigno «licenzia» i XLII Atti
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