SpalatoROMA Ormai i giochi sembrano fatti. Il 30 novembre prossimo il Consolato italiano di Spalato chiude i battenti, le sue competenze passano a Fiume, mentre nella città di Diocleziano dovrebbe essere istituito un ufficio consolare onorario. E assieme a Spalato chiuderanno altre 12 sedi. Poche infatti le risorse per una rete diplomatico-consolare considerata troppo estesa. Il viceministro degli Esteri italiano, Marta Dassù, torna in Parlamento e parte ancora una volta proprio dal dato economico per spiegare perché la Farnesina procederà, come previsto, al riorientamento annunciato, cioè alla chiusura di 13 sedi consolari. Niente è cambiato dall’8 agosto, quanto il viceministro è intervenuta in Senato: ora Marta Dassù ha spiegato ai deputati e ai senatori delle Commissioni Affari Esteri – riunite questa volta alla Camera – come e quando inizieranno le operazioni che ridisegneranno la presenza diplomatica italiana all’estero. Nella elaborazione del piano, la Farnesina – ha ribadito il viceministro Dassù – ha seguito quattro direttrici: risparmio economico dovuto alla spending review, razionalizzare le risorse umane, liberare le risorse per una presenza negli Stati emergenti, offrire servizi sostitutivi alle collettività residenti nelle circoscrizioni dove chiuderanno le sedi. E allora: posto che non siamo gli unici a chiudere e che gli altri Paesi hanno praticamente il doppio dei funzionari diplomatici che ha l’Italia, Marta Dassù ha ribadito che questa riorganizzazione, o riorientamento, è indispensabile. Prima delle dolenti note, il viceministro ha comunicato tre aperture: l’Ambasciata in Turkmenistan, ad Ashgabat – annunciata da Mantica, già nel 2011 – e due Consolati generali: uno a Chongqing in Cina, l’altro a Ho Chi Min City, cioè la vecchia Saigon, in Vietnam.

Spalato: sede ricevente Fiume

Tredici dunque le chiusure: in ogni caso, ha detto il vice ministro, “ribadisco il forte impegno della Farnesina a fornire servizi che assicurino una adeguata assistenza ai connazionali”. Certo, ha riconosciuto, “i disagi iniziali ci saranno, ma siamo certi che seguirà un assestamento virtuoso, che non danneggerà le collettività”.
Le chiusure invece, “primo passo” che dà seguito a “decisioni già assunte con metodo collegiale, consultando e informando gli organismi competenti, dal Cgie ai sindacati, a partire dall’autunno 2011 – afferma il vice ministro, – riguarderanno le sedi di Sion, Neuchâtel, Wettingen, Tolosa, Alessandria, Scutari, Spalato, Mons, Timisoara, Amsterdam, Adelaide, Brisbane e Newark.
Marta Dassù ha poi chiarito nello specifico le tempistiche delle chiusure annunciate e le misure sostitutive approntate e giudicate efficaci a garantire i servizi all’utenza. “Al 30 novembre 2013 è prevista la chiusura del Consolato di Spalato, le cui competenze passano al Consolato generale di Fiume, che verrà potenziato di conseguenza, mentre la misura sostitutiva prevede l’istituzione di un ufficio consolare onorario”.

Assestamento virtuoso

“Non abbiamo intenzione di abbandonare le collettività italiane nelle aeree che saranno oggetto di provvedimenti di chiusura – afferma il vice ministro, chiarendo come la questione sia piuttosto quella di “attutire i disagi logistico-amministrativi e assicurare i servizi alle collettività”. “Alcuni disagi iniziali potranno esserci” – ammette Marta Dassù, pur esprimendo fiducia in un “assestamento virtuoso” di interventi il cui intento non è “minare l’adeguatezza dei servizi offerti”.

Servizi on line

Il vice ministro segnala poi “due criteri di carattere generale che si applicano a tutte le misure sopra elencate: un rafforzamento delle sedi riceventi le competenze di quelle in chiusura e l’aumento del ricorso alle tecnologie informatiche”. Parallelamente al piano di riorganizzazione verrà potenziato anche il portale Secoli, estendendo la possibilità di accedere ai servizi on line entro il febbraio del 2014 in Francia, Svizzera, Croazia, Albania ed Egitto, entro maggio del 2014 in Romania, entro il giugno 2014 in Australia, entro settembre in Slovenia e Olanda ed entro dicembre 2014 negli Stati Uniti.
Durante la sessione i deputati e i senatori delle Commissioni Affari Esteri hanno ribadito l’esigenza di garantire i servizi consolari. Questa richiesta è arrivata alla Farnesina da tutti i parlamentari che hanno ascoltato il viceministro Dassù elencare una per una le 13 sedi che chiuderanno da qui alla fine del 2014. Ci sono i deputati e senatori eletti all’estero, che parlano con cognizione di causa perché vivono all’estero e sono in contatto con i connazionali e i loro problemi; parlamentari che contestano l’applicazione della spending review ai consolati e non alle Ambasciate; altri mettono in discussione le cifre; molte le voci a sostegno di Brisbane e Adelaide, ma anche di Spalato e Alessandria d’Egitto, evidentemente per motivi profondamente diversi. A tutti ha risposto il viceministro, ricordando che le chiusure confermate oggi sono state decise fin dal 2011 e che alla Farnesina lavorano ad un piano a medio termine al termine del quale “l’Italia userà la rete come strumento della crescita del Paese e degli italiani, vecchi e nuovi, nel mondo”.

Le ragioni della storia

Primo a parlare è stato Carlo Giovanardi (Pdl), che ha chiesto al ministero degli Esteri di “fare un’eccezione” per Spalato “in ragione della storia sua e della comunità italiana che vi risiede”. La sede consolare di Spalato è stata difesa anche dal presidente della Commissione esteri di Montecitorio, Fabrizio Cicchitto (Pdl), che ha detto: “Lì non ci sono emigrati, sono italiani”. Marta Dassù ha invitato tutti a non leggere tra le righe in queste chiusure: “Non sottovalutiamo la storia né quello che ha fatto l’Italia per l’ingresso della Croazia nell’UE. Il fatto di chiudere Spalato non è un segno di minore interesse dell’Italia: parliamo di un Consolato che quest’anno ha emesso 42 passaporti! Un carico di lavoro veramente contenuto, e che sta in un appartamento in affitto, non in una sede storico-simbolica…è questo il modo in cui pensiamo di difendere diritti, memoria e simboli della storia? Si possono trovare altri modi”.

Il Consolato di Spalato, chiude il 30 novembre prossimo
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