Pochi giorni orsono Silvana Pavačić è stata riconfermata alla carica di Presidente della Comunità degli Italiani di Veglia. I soci del sodalizio le hanno riespresso fiducia all’Assemblea elettorale tenutasi il 20 aprile scorso, riconoscendole il merito dei risultati conseguiti durante il trascorso mandato e l’impegno profuso nel quadriennio 2008-2012. La bella notizia, pubblicata qualche giorno fa sulle pagine di cronaca del nostro quotidiano, ci ha indotti a contattarla per chiederle a caldo le sue impressioni e allo stesso tempo conoscere meglio la realtà dei connazionali che vivono sull’isola di Veglia.
“Sono stata eletta praticamente all’unanimità e non posso fare altro che ringraziare tutti i soci per la fiducia che hanno dimostrato nei miei confronti del mio lavoro – esordisce la Presidente del sodalizio –. In questi quattro anni, pur essendo alle prime armi nel mio ruolo di Presidente, mi sono effettivamente impegnata al massimo per adempiere ai miei compiti con serietà, e direi proprio di aver raggiunto un livello che non mi sarei mai aspettata e che allo stesso tempo mi soddisfa molto. Sono fatta così; modestamente sono entusiasta del mio lavoro, responsabile e soprattutto orgogliosa della mia identità nazionale. Inoltre, quando ti senti spronata dagli altri soci e dagli amici, che ti ripetono quotidianamente ‘Silvana, no lassar, va avanti così!’, ingrani subito una marcia in più”.
La Comunità degli Italiani di Veglia è uno tra i sodalizi più giovani della nostra etnia. Fondata nel 2003 da Maria Allievi, assieme a Silvano Fiorentin, Silvio Cossier e Dario Rimbaldo, un gruppo di connazionali che ha cercato di riunire in un sodalizio gli italiani dell’isola, inizialmente ha dovuto affrontare non pochi problemi.
“L’ottimo rapporto che coltiviamo con l’Unione Italiana e l’Università popolare di Trieste è stato tuttavia decisivo – ci spiega l’attuale Presidente –, poiché, sin dai primi giorni dalla costituzione del nostro sodalizio, ci hanno sempre sostenuto, consigliandoci e aiutandoci nel nostro operato”.

POCO SPAZIO, MA È GRATUITO Oggi la CI di Veglia conta 129 soci, 93 dei quali effettivi, e ha sede in una palazzina a ridosso del centro storico di Veglia città, in un piccolo locale a due piani che ha in tutto appena 16 metri quadrati e che è stato arredato con il contributo dell’Unione Italiana. Lo spazio è molto limitato e non consente la realizzazione di numerose iniziative e attività di grande portata. Ciò nonostante, questa situazione ha pure un suo lato positivo, in quanto, grazie alla sinergia instaurata con la municipalità vegliota, che viene incontro volentieri, quando e quanto può, alle esigenze dei connazionali, la Comunità non paga l’affitto per il vano che ha a propria disposizione.
“Abbiamo dunque almeno la fortuna di non dover pensare alle spese in questo senso – spiega Silvana Pavačić –; ma ci sdebitiamo organizzando vari eventi e attività. Tra queste metterei in risalto i corsi di lingua italiana, che riscuotono sempre grande interesse e coinvolgono anche trenta persone per gruppo. Fino a poco tempo fa l’attività della CI di Veglia era ai più praticamente sconosciuta. Oggi, invece, il nostro lavoro e contributo nella vita quotidiana di Veglia è noto un po’ a tutti; è un modo per dire che noi italiani siamo qui, che esistiamo e che abbiamo un grande desiderio di crescere assieme alla comunità locale”.

CERAMICA E BATIK Dopo un periodo di stasi, subito dopo la prima nomina di Silvana Pavačić a presidente del sodalizio, nel 2008 le cose a Veglia iniziarono a cambiare. La Comunità degli Italiani ottenne una sede in cui poter lavorare e venne istituita la Società artistico culturale “Milo Seršić”, che opera in due gruppi: otto attivisti si dedicano al batik, mentre altri dieci membri alla ceramica. A seguire gli artisti della Comunità è la professoressa Luciana Hlupar Trinajstić, un’insegnante apprezzata ed esperta e una quotata artista, che in appena un paio d’anni è riuscita a tirare fuori da ciascuno dei suoi allievi il meglio di sè. Iniziando praticamente da zero, sperimentando tra forme e smalti, i connazionali che si dedicano a quest’attività hanno imparato, infatti, in breve tempo tutti gli elementi essenziali delle tecniche usate, iniziando man mano a crescere. In quattro anni la SAC “Milo Seršić” ha avuto così l’opportunità di allestire numerose esposizioni dei suoi lavori. Secondo la presidente Silvana Pavačić, la più importante delle mostre allestite ultimamente è stata comunque quella che ha avuto luogo lo scorso mese di dicembre nell’accogliente Sala mostre della Comunità degli Italiani di Fiume. Grazie alla collaborazione instaurata con il sodalizio di Palazzo Modello, e in particolare con la Sezione ceramisti “Romolo Venucci” della SAC “Fratellanza”, guidata dalla prof.ssa Erna Toncinich, i connazionali di Veglia hanno avuto modo anche di apprendere i segreti della tecnica raku.

MOSTRE DI SUCCESSO “Le nostre mostre sono tra l’altro una conferma che i fondi che riceviamo dall’UI sono bene impiegati – rileva la presidente Pavačić –. Quella dei due gruppi artistici della nostra Comunità è un’attività che ci dà molte soddisfazioni e che ha tante prospettive. Abbiamo già preso accordi con il Centro per la cultura di Veglia, per allestire a fine dicembre un’esposizione delle nostre opere presso la “Decumanus”, che è la più grande galleria d’arte dell’isola, mentre a luglio esporremo a Kornić, località di Veglia, in occasione dei festeggiamenti della ricorrenza patronale di questa località. Coglierei quest’opportunità per ringraziare le connazionali che con tanta passione si dedicano alle attività artistiche promosse dal nostro sodalizio, perché in tutto questo tempo hanno dimostrato davvero tanto entusiasmo e tanto spirito d’iniziativa. Siamo un gruppo piccolo ma molto compatto, che ha tanta voglia di fare e di dare, cosa che traspare benissimo pure dai risultati conseguiti”.

SCAMBI E COLLABORAZIONI A causa dello spazio limitato, alla CI di Veglia non ci sono possibilità per dare vita a nuove sezioni di attività, presenti invece in tanti altri sodalizi della minoranza italiana. Per il momento in sede vengono ospitate di tanto in tanto delle conferenze su temi di interesse per i soci e si organizzano gite e scambi di visite con gli altri sodalizi della nostra etnia, per conoscere le realtà dei connazionali delle altre CI. Si mantengono eccellenti rapporti con quelle del comprensorio quarnerino, come Lussinpiccolo, Laurana e in particolar modo Abbazia. Questo scambio reciproco di visite è molto apprezzato dai soci, in quanto rappresenta pure un’occasione di ritrovo e di scambio di idee e di esperienze. Di tanto in tanto si hanno anche visite, e un’ospite molto gradita è stata sicuramente la vicepresidente della Comunità italiana del Montenegro, Maria Grego Radulović, che qualche tempo fa ha fatto visita all’isola di Veglia assieme ai rappresentanti del Museo marittimo del Montenegro, con sede a Cattaro, per l’inaugurazione di una mostra allestita alla galleria “Decumanus”.
”Pur essendo una Comunità piccola, mi preme sottolineare la passione e l’entusiasmo dei nostri soci nel dare il loro contributo quotidiano al mantenimento dell’italianità a Veglia, un segno tangibile della nostra presenza, insomma – ci dice orgogliosa Silvana Pavačić –. Il nostro problema più grande è che a Veglia non ci sono scuole materne e scuole elementari con lingua d’insegnamento italiana, ma nonostante ciò, l’età dei nostri soci è molto varia. Tante sono le persone già in età avanzata, ma altrettante sono quelle di mezza età, in prevalenza quarantenni, che di conseguenza iscrivono in Comunità pure i propri figli. Abbiamo bambini anche nella SAC ‘Milo Seršić’, e tra questi mio nipote, che ha appena 7 anni, è il più giovane“.

CORSI DI ITALIANO PER L’INFANZIA “Il nostro obiettivo primario è la diffusione e il mantenimento della cultura e della lingua italiana, con uno spirito di multiculturalismo e di sana convivenza con la gente del luogo, nel reciproco rispetto delle diversità, che sono per tutti noi un bagaglio di immensa ricchezza“ – rileva la Presidente Silvana Pavačić.
Tra i progetti e desideri futuri della presidente della CI di Veglia,ad avere la precedenza è senz’altro quello di trovare uno spazio più consono per la sede del sodalizio. Vista la mancanza di un asilo e di una scuola italiani, inoltre, si vorrebbero organizzare dei corsi di italiano per i bambini delle elementari, specialmente per gli alunni delle prime classi. L’idea sarebbe di iniziare con le lezioni il prossimo anno scolastico, ma il problema più grande della realtà isolana è la mancanza di un’insegnante di lingua italiana, e farlo venire da altrove comporterebbe delle spese non indifferenti.

Patrizia Brnčić

I connazionali di Veglia, hanno rieletto a Presidente Silvana Pavačić
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