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CAPODISTRIA| Mercoledì sera, il console generale d’Italia a Capodistria, Iva Palmieri, ha offerto il tradizionale ricevimento per i connazionali, in occasione della Festa della Repubblica Italiana del 2 giugno. L’appuntamento di quest’anno è stato un po’ diverso, in quanto si è svolto al Teatro cittadino e ha avuto il suo clou nel concerto di Rossana Casale. I numerosi rappresentanti dei settori politico-istituzionali, accademici, economici ed ecclesiastici, locali e d’oltreconfine, sono stati salutati in apertura dal console generale, Iva Palmieri e dall’ambasciatore d’Italia a Lubiana, Rossella Franchini Sherifis. Un 69.esimo anniversario dalla fondazione della Repubblica che coincide con il centenario dell’inizio della Prima guerra mondiale, evento che delinea un secolo denso di importanti avvenimenti, come ricordato dal console generale. “Il risultato di questi cento anni di storia è un monito a non dimenticare gli errori del passato per non ripeterli”, ha esordito la Palmieri, rimarcando come il senso dei comuni ideali e della caduta delle barriere trovi sbocco in quella che è l’Europa unita. La celebrazione è stata ulteriormente sentita, visto che nel 2015 si festeggiano i sessant’anni dall’istituzione del Consolato a Capodistria. Nel novembre del 1954, infatti, il governo italiano inaugurava un ufficio di rappresentanza in una stradina del centro, con Guido Zecchin che nella sede odierna, presso il Belvedere, diventerà poi il primo console generale d’Italia a Capodistria nel 1955.

Maggiore coesione e amicizia

“Oggi siamo ancora qui, evidentemente con una funzione diversa, perseguendo obiettivi di maggiore coesione e amicizia crescente con le popolazioni locali e con la nostra collettività, che ha deciso di rimanere in queste terre”, sono state le parole del console generale sull’odierno ruolo della rappresentanza consolare, auspicando infine “di riuscire a contribuire, durante il mandato, a rafforzare questo legame di coesione tanto importante”. L’ambasciatore Franchini Sherifis ha lodato l’impegno degli impiegati del Consolato capodistriano, che nonostante le decurtazioni subite dal ministero per gli Esteri, cercano di rimarcare la loro presenza e la loro vicinanza. “Abbiamo il compito di far sentire la nostra vicinanza e presenza, nonché la nostra attenzione, che si evolve con l’evolversi dei rapporti tra Italia e Slovenia”, ha rimarcato l’ambasciatore italiano a Lubiana, riprendendo il pensiero della Palmieri. Infine una riflessione all’apparente miglioramento economico globale in corso, auspicando che si possa tradurre in un benessere per tutti: “L’augurio è che con i nostri sforzi comuni, dati anche dalla vostra presenza a Lubiana per eventi importanti, ognuno riesca a esprimere al meglio sé stesso”.

Scroscianti gli applausi

La serata è poi proseguita con lo spettacolo “Il Signor G. e l’amore”, tributo di Rossana Casale a Giorgio Gaber, promosso tra l’altro dalla Fondazione a lui dedicata. La scelta della tematica legata all’amore, tanto amata da lei, ma tanto difficile per lui, come ha illustrato la cantante durante l’esibizione, che spesso nei confronti dell’amore era pudico, pieno di pensieri contrapposti, e quasi non lo pronunciava. È stata una performance di grande qualità, in cui l’interprete è stata accompagnata da Emiliano Begni al pianoforte, Francesco Consaga al sax alto e soprano, nonché Ermanno Dodaro al contrabbasso. Un intreccio di monologhi, pensieri e anche poesie di Alda Merini, che la Casale ha voluto proporre in chiave jazzistica, creando nell’unione tra jazz e Gaber “una spirale di emozioni che non si può spiegare”, come ha detto anche lei stessa. Scroscianti gli applausi anche per il coinvolgimento finale del pubblico, invitato a cantare assieme agli artisti sul palco. L’ufficialità si è infine protratta sia nel foyer sia nello spiazzo davanti al teatro con il rinfresco, che è stato anche occasione per socializzare tra connazionali e rappresentanti istituzionali del territorio transfrontaliero.

Jana Belcijan

da “La Voce del Popolo” di Fiume

I comuni ideali trovano sbocco nell’Europa unita
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