FIUME – Sarà la commedia che inaugurerà la nuova stagione teatrale del Dramma Italiano. Un ritorno all’autore preferito – e più rappresentato – della nostra compagnia di prosa. Un sinonimo di qualità e divertimento tanto caro al pubblico della Comunità Nazionale Italiana. Stiamo parlando de “La finta ammalata”, commedia di Carlo Goldoni, che per l’occasione sarà diretta da un altro nome di tutto rispetto, Saša Broz, già direttrice del Teatro Popolare Istriano di Pola conosciuta, oltre che per i suoi singolari allestimenti teatrali, anche per essere la nipote del Maresciallo Tito.
Carlo Goldoni scrisse “La finta ammalata” nel 1750 come una delle sedici commedie scritte in una sola stagione per sfidare il pubblico veneziano che l’anno prima aveva accompagnato da fischi “L’erede fortunato”. Come rilevato dallo stesso Goldoni nella sua nota introduttiva, lo spunto gli giunse dalla trama de “L’Amour Médecin” di Molière, ma a differenza del commediografo francese la cui intenzione era quella di mettere alla berlina la classe medica scrivendo una feroce satira che ne evidenziasse i difetti, Goldoni, da sostenitore dei valori della classe borghese, scrisse una pièce in cui i protagonisti sono gli esempi viventi dei vizi e delle virtù. “La finta ammalata” è stata più volte riprodotta dal Dramma Italiano. Stavolta ne parliamo con Saša Broz.

“È stata la direttrice del DI Laura Marchig a ingaggiarmi per questo interessante progetto – ha esordito la regista – e in questo momento con la sovrintendente Nada Matošević Orešković stiamo valutando l’ipotesi di una collaborazione futura. ‘La finta ammalata’ è la pièce che segnerà l’inizio di questa gradita collaborazione. Quest’anno ho allestito per il teatro TNC di Zagabria ‘La Locandiera’ per cui è stato naturale scegliere nuovamente Goldoni. Gli allestimenti li scelgo in base all’energia che un determinato pezzo riesce a trasmettermi e non per la singolarità qualitativa del testo. In altre parole devo avere chiara l’immagine completa, dall’aspetto visivo a quello interpretativo. Sono questi gli aspetti che mi spingono a portarlo in scena”.

Che cosa offrirà al pubblico?

“La pièce non sarà la classica commedia dell’arte. Ciò non significa che sarà escluso del tutto il barocco italiano. Diciamo soltanto che sarà presentata in forma un po’ diversa da quella usuale. Il testo goldoniano è stato per me il punto di partenza per un’indagine di tutti quegli aspetti che di questo commediografo veneziano mi interessano particolarmente, innanzitutto la sua avversione verso il dilettantismo teatrale. In altre parole il pubblico non avrà modo di assistere alla solita riproduzione di un testo ma più a una una dolce fusione dello stile neobarocco e moderno di fare teatro, con spunti documentaristici. Grande attenzione sarà riservata inoltre alla vita come tale e alla creazione dello spettacolo“.

La trama?

“È la storia di una ragazza segretamente e tristemente innamorata del proprio medico la quale si finge ammalata soltanto per poterlo vedere. L’uomo ne è pienamente consapevole e definisce la giovane ipocondriaca. Goldoni si è occupato delle anomalie della società d’epoca senza mai risultare aggressivo o troppo diretto, ma calibrando le critiche sociali con garbo e ed eleganza. È uno stile che si addice al mio modo di intendere la regia. Al contrario di certi registi moderni, pur non mancando di prendere posizione, evito sempre di essere troppo diretta per non rischiare di sprofondare nella volgarità o inutili esibizioni di violenza. Ne “La finta ammalata” Goldoni affronta il tema della serietà professionale, nello specifico quella medica. Da parte nostra, come gente di teatro, ci interessa capire cosa voglia dire essere professionali in ambito teatrale. Goldoni è un autore comico di grande spessore per cui sarà interessante vedere come il pubblico di oggi interpreterà un suo testo, il messaggio che riuscirà a trasmettere”.

Ha incontrato difficoltà linguistiche?

“Non particolarmente. Anche perché gli attori parlano quasi tutti correttamente il croato o l’inglese. Sono molto felice di lavorare col Dramma Italiano. È un’ottima compagnia di prosa”.

Il cast?

“La parte di Rosaura, la finta ammalata, è stata affidata a Leonora Surian. Bruno Nacinovich sarà invece Pantalone, il medico. Ad affiancarli, Elena Brumini, Toni Plešić, Giulio Settimo, Giorgio Amodeo, Rosanna Bubola, Giuseppe Nicodemo, Elvia Nacinovich, Miriam Monica e Alida Delcaro. Željka Udovičić ha curato la drammaturgia e Dragutin Broz la scenografia. I costumi sono di Sandra Dekanić, le musiche di Borna Šercar, la coreografia di Žak Valenta il quale mi ha assistito nella regia, e le luci di Predrag Potočnjak”.

Un motivo per non perdersi lo spettacolo?

“Basta dire Carlo Goldoni, il cui patrimonio artistico è fonte inesauribile di divertimento. Il pubblico avrà inoltre modo di assistere alla bravura di un ottimo ensemble composto da attori validissimi e da giovani e promettenti leve”.

Gianfranco Miksa

Goldoni tra barocco e moderno
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