Voce 115

Solo due giorni prima della cerimonia che giovedì mattina nella sala del Consiglio Comunale celebrerà i 115 anni dell’Università Popolare di Trieste, l’Ente morale triestino ha voluto convocare una conferenza stampa per annunciare l’appuntamento ma anche per intitolare la Sala Atti della sede di Piazza Ponterosso a Luciano Rossit.

Una figura importante, per la quale sono state spese poche parole, significative, legata strettamente alla storia dell’UPT dal 1947 ad oggi, anche se il suo pensionamento risale a qualche anno fa. Semplicemente perché gran parte dell’attività che l’UPT svolge è stata voluta, impostata e sviluppata negli anni della sua presenza in qualità di segretario generale. E questo già basterebbe a qualificarne il ruolo fondamentale.

Sin da quel 1964 quando con il presidente di allora, Giuseppe Rossi Sabatini, Rossit partecipò all’incontro con il prof. Antonio Borme, presidente dell’UIIF per avviare un rapporto che non sarebbe mai venuto meno. Personaggi granitici, fermi ed irremovibili anche sotto la lente d’ingrandimento di una politica, in particolare quella jugoslava, che monitorava ogni loro movimento. La trasparenza della conduzione dei rapporti tra Italia e minoranza, attraverso la mediazione dell’UPT, ha permesso di affrontare grandi battaglie, di mantenere vivo l’attaccamento ad una cultura “alta” fatta di editoria, scuola, arte, letteratura e quant’altro, che hanno segnato la crescita del gruppo nazionale italiano autoctono in Istria, a Fiume, in Dlamazia e con le comunità di bellunesi insediatesi nella lontana Slavonia ai tempi dell’impero austro-ungarico.
Al fianco di Luciano Rossit, come ha voluto ricordare il figlio Alessandro, validi collaboratori come Nicolò Urlini, responsabile di corsi, conferenze ed escursioni ed il direttore amministrativo Giordano Sattler, che sono ormai parte integrante anche del tessuto storico della minoranza.
Il rigore di Rossit aveva sempre mantenuto all’UPT quell’atmosfera di ufficio rispettoso delle buone maniere e delle regole ferree che permettevano il dibattito ma soprattutto la sintesi nel rispetto delle diverse funzioni e ruoli. Sin dai primi momenti con il prof. Borme era stata concordata – e sempre rispettata – l’autonomia politica, la non ingerenza nelle decisioni nel campo di competenza di ciascuno, che negli anni ha trasformato in amicizia e profonda stima un rapporto ufficiale.
Ora la sala conferenze dell’UPT, dopo una piccola cerimonia di grande significato, porta il nome di questo personaggio che, a cinquant’anni di collaborazione tra i due enti, continua ad essere, assieme a Borme, un punto di riferimento.
Nato a Trieste il 26 giugno 1922, il professor Luciano Rossit “partecipa attivamente alla rifondazione, nel 1947, dell’ente – ha evidenziato l’attuale Presidente dell’UPT, Fabrizio Somma, durante l’incontro di ieri -, della quale viene subito eletto Segretario, dando vita alla Scuola Centrale di Lingue Estere, fra i cui insegnanti spiccano alcuni fra i più bei nomi di docenti triestini di lingue straniere. Grazie a Rossit l’attività culturale dell’Università Popolare di Trieste inizia ad estendersi ai rioni periferici della città, considerati nel primo dopoguerra molto difficili: S. Giacomo, S. Giovanni, Servola e Barcola. E successivamente a Muggia, Opicina, Prosecco, Bagnoli e S. Dorligo, fino a tutto l’altopiano carsico”. Un bagaglio d’esperienza che continua ad espandersi con i nuovi corsi “anche di giornalismo di frontiera – ha sottolineato Somma – o con la nuova sede della scuola di acquaforte intitolata a Carlo Sbisà e con l’estensione dell’attività nel Montenegro”.
Al fianco del presidente Somma anche il vice Manuele Braico e il direttore Alessandro Rossit per comunicare l’attesa per la giornata di domani, ore 11.30, quando in Consiglio comunale verrà celebrato l’anniversario dei 115 anni dell’UPT. Sarà l’occasione per ricordare il contributo di tanti altri personaggi “storici” dell’ente che venne fondato proprio nella medesima sala il 27 dicembre del 1899. “Il tutto alla presenza di alti rappresentanti del mondo politico ed istituzionale, tra cui il sottosegretario al ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Benedetto Della Vedova, per la prima volta a Trieste dopo il suo indsediamento in tale carica” ha ricordato Somma.
La cerimonia si aprirà con gli interventi istituzionali del sindaco di Trieste Roberto Cosolini, della presidente della Provincia di Trieste Maria Teresa Bassa Poropat, del sottosegretario Benedetto Della Vedova e della presidente della Regione FVG Debora Serrachiani.
Un filmato sulla storia dell’Ente introdurrà la relazione del presidente Fabrizio Somma, centrata sul ruolo dell’Università Popolare di Trieste, sugli anniversari del 2014 di Radio Capodistria, Voce del Popolo ed altri, e sul sostegno assicurato dal Governo italiano e dalla Regione FVG, grazie al quale – ha ricordato Somma durante la conferenza stampa – “si è riusciti a tutelare e a regolamentare la vita degli italiani (oltre 38.000 persone attualmente riunite in 53 comunità in Slovenia e in Croazia, ed una in Montenegro), in contesti storici e politici alquanto complessi. Un’attività di educazione permanente e di forte impegno sociale – spiega Somma -, che trova origine e motivazione nel concetto della condivisione”.

Rosanna Turcinovich Giuricin

da “La Voce del Popolo” di Fiume

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