imagesFiume | Un autore dotato di un forte senso architettonico, ricco di dinamismo e agilità, meritevole di aver lasciato nella sua Fiume una notevole traccia di stile. Ma anche una personalità discussa, se non addirittura evitata dai posteri a causa delle sue convinzioni politiche. Idee che vedevano per la sua città un futuro da Stato Libero a carattere italiano. Stiamo parlando di Giovanni Rubinich, al cui ricco opus architettonico il Museo Civico ha dedicato una mostra, inaugurata giovedì sera. L’appuntamento, frutto delle ricerche di Deborah Pustišek, ha concluso la seconda edizione delle Giornate della Cultura e della Lingua italiana a Fiume, che dal 9 ottobre scorso hanno portato nel capoluogo quarnerino una serie di brillanti eventi culturali.

Fino ad oggi Rubinich è rimasto noto soprattutto per la sua attività di politico. La nostra storiografia lo ricorda come un fervente sostenitore dell’annessione di Fiume alla Madrepatria, mentre quella croata spesso lo ignora completamente. La mostra della curatrice Deborah Pustišek ilustra esclusivamente la sua produzione architettonica, che in soli vent’anni d’intensa attività ha portato alla progettazione e alla costruzione di circa 70 opere. Sono edifici di carattere pubblico, residenziale, d’affari e operai. L’autrice propone un percorso fatto di documenti originali, con progetti di edifici che provengono dall’Archivio di Stato. Il tutto è arricchito da immagini, testi e da strumenti di disegno dell’epoca. L’aspetto visuale della mostra è stato curato dalla pittrice accademica Mirna Kutleša. Molto bello e ricco d’informazione il catalogo d’accompagnamento alla mostra, realizzato oltre che con il contributo del Museo Civico e della Città di Fiume, anche grazie all’Unione Italiana, al Consolato Generale d’Italia e alla CI locale. La monografia bilingue è suddivisa in più capitoli che comprendono la biografia e le origini di Rubinich, nonché il suo opus storicistico e liberty, con una netta separazione tipologica degli impianti industriali e sportivi come pure quelli mai realizzati.
Giovanni Rubinich venne ucciso il 21 aprile 1945 dai comunisti slavi, sulle porte di casa sua. Successivamente, dopo un processo sommario, venne dichiarato nemico del popolo e tutti i suoi beni furono confiscati.
La mostra dedicata all’architetto fiumano rimane in visione fino al 31 gennaio 2014.
All’inaugurazione della mostra erano presenti diverse personalità alle quali abbiamo chiesto alcune impressioni legate alle Giornate della Cultura e della Lingua italiana.

“È stato un periodo molto bello, con avvenimenti giornalieri nei quali c’è stato sempre qualcosa d’interessante da vedere, in tutti i settori – esordisce Renato Cianfarani, console generale d’Italia a Fiume -. La soddisfazione è grande perché siamo riusciti a portare ottimi eventi che parlano dell’Italia ma anche dei rapporti tra Italia e Croazia, Trieste e Fiume. Stiamo già lavorando alla terza edizione delle Giornate e ancora una volta si prospetta fondamentale il sostegno della Città, dell’Unione Italiana e dell’Università Popolare di Trieste. Una delle linee tematiche che desidero seguire è quella di far conoscere quanto meglio il ricco passato della città di Fiume, presentare i tanti e profondi rapporti che coesistevano con l’Italia. In tale ottica vogliamo ricostituire quell’unità che c’era nell’Alto Adriatico tra le genti e l’economia, lasciando da parte per un attimo la politica”, ha concluso Cianfarani.
“Sono state due settimane sensazionali – ha affermato Ivan Šarar, capodipartimento alla Cultura –,15 giorni d’intensi appuntamenti con eventi che hanno visto l’apporto di tutte le principali istituzioni culturali della città. La collaborazione procede ottimamente, il che la preannuncia durevole e riconoscibile. Con il console Cianfarani abbiamo già parlato riguardo alle possibili strade da seguire per la terza edizione”.

All’appuntamento era presente pure Luca Caburlotto, soprintendente ai beni storico artistici del Friuli Venezia Giulia, al quale abbiamo chiesto un commento sull’architetto fiumano. “Credo sia un’occasione molto importate per valorizzare la storia di Fiume, una storia che appartiene a tutti e che attraverso Giovanni Rubinich possiede indubbiamente delle prospettive europee di alto livello. Proprio in questo periodo la soprintendenza di Trieste sta avendo in donazione l’archivio di Bruno Slocovich, un architetto contemporaneo di Rubinich: molto probabilmente hanno lavorato insieme. Sarà sicuramente un’occasione per approfondire gli studi. Slocovich è un autore fiumano venuto a Trieste, che ha lavorato in tutta Italia. È un’ulteriore occasione per rivitalizzare il rapporto tra due città gemelle come Trieste e Fiume”.

Gianfranco Miksa

Giovanni Rubinich tra politica e architettura
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