OLYMPUS DIGITAL CAMERACon una sobria cerimonia si è aperta a Trieste la quarantottesima edizione del Seminario Linguistico-Culturale, organizzato quest’anno assieme a quello Scientifico-Matematico, dedicato ai docenti delle Istituzioni prescolari, delle Scuole elementari e delle Medie superiori della Comunità Nazionale Italiana, che ha visto la collaborazione tra l’Università degli Studi di Trieste, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste.

Nel suo messaggio d’apertura Silvio Delbello, presidente dell’Università Popolare, ha sottolineato come i campi di approfondimento proposti siano tutti legati al tema della libertà nei suoi diversi aspetti, argomento molto stimolante che non mancherà di offrire spunti e specifiche conoscenze di formazione professionale ai partecipanti, i quali avranno inoltre la possibilità di esplorare nuove forme di studio ed approfondimento.
Una di queste è sicuramente il “Seminario di lingua e letteratura italiana – Altre lettere e spazi liberi”, organizzato dalla prof. Maria Cristina Benussi dell’Università di Trieste, alla cui realizzazione hanno contribuito anche le Università di Pola e di Fiume. Dal canto sua Norma Zani, vicepresidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana e responsabile del Settore Educazione e Istruzione, ha ricordato come rispetto al passato oggi tutti i docenti, ce ne sono settecento, siano laureati, molti proprio all’Università di Trieste, e che per essi c’è la necessità di prevedere una qualità superiore negli appuntamenti formativi.
La Zani ha salutato la presenza per la prima volta quest’anno delle educatrici degli asili italiani di Abbazia, Laurana, Lussinpiccolo e Zara. “C’è stato un ricambio generazionale molto forte nel gruppo dei docenti – ha detto –, con cui oggi si può pensare a nuove sinergie, a fare rete, attendendo nel contempo da essi le indicazioni per migliorare i percorsi educativi e formativi”. Maria Cristina Benussi, nel portare il saluto del rettore dell’Università di Trieste, si è detta onorata di ottemperare a questo compito, considerando necessario che l’università interferisca con il territorio che rappresenta: “Cambia il mondo – ha affermato – e cambiano i modi di comunicare le nuove competenze”. Ha sottolineato come non ci siano grandi distanze tra settore umanistico e scientifico, avendo ambiti di influenza molto contigui.
La conclusione è stata affidata al prof. Giannino Del Sal, che ha tenuto la Lectio magistralis dal titolo “Le grandi sfide della salute e la ricerca di frontiera: la battaglia contro il cancro”. Il biologo ha dissertato sulla storia della medicina, sulla scoperta delle cause della malattia che produce più morti al mondo e i cui costi sociali sono altissimi. Ha ricordato come la ricerca abbia avuto un’evoluzione esponenziale negli ultimi anni grazie agli studi sulla genetica, che hanno consentito di individuare molti dei meccanismi che insistono nella malattia e che consentiranno in un futuro anche breve di mettere a punto farmaci sempre più efficaci.

Dopo cena gli ospiti del seminario hanno potuto assistere allo spettacolo “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, di Oscar Wilde, in scena al Politeama “Rossetti”.

Rossana Poletti

da “La Voce del Popolo” di Fiume

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