UnitsUn esperimento o forse la normale evoluzione delle cose. Al 48.esimo Seminario UI-UPT a Trieste per i docenti delle nostre scuole, una giornata di convegno è stata organizzata, per la prima volta, in collaborazione dalle quattro Università del territorio, vale a dire Trieste, Capodistria, Pola e Fiume. Una sinergia che parte da lontano, da iniziative volute qualche anno fa ma che ora si concretizzano ulteriormente. Alla presenza di ospiti e autorità, l’incontro di sabato mattina è iniziato con l’attualità. Maria Cristina Benussi, docente dell’Università di Trieste, ha ricordato la recente presentazione a Trieste del libro di Simone Cristicchi Magazzino 18 per rispondere alla domanda: come funziona il testo di successo, quali gli ingredienti. In questo caso giocano un ruolo importante il sold out degli spettacoli in tutta Italia, l’interessamento della rete Rai nazionale.

“Perché a settant’anni dalla guerra l’argomento esodo interessa ancora?”, si chiede e chiede al pubblico. La risposta è chiara: non è un capitolo chiuso e la letteratura diventa un ago sensibile della ricettività delle tematiche; ecco perché è importante capire le dinamiche del gradimento da parte del pubblico di temi altrimenti di nicchia. Nell’Aula Magna Baciocchi, ad ascoltare c’erano docenti delle due Sezioni dei Seminari insieme, per il convegno “Altre lettere e spazi liberi”, organizzato dall’Università degli Studi di Trieste, in collaborazione con l’Università degli Studi di Fiume – Facoltà di Filosofia – Dipartimento di Italianistica, e l’Università “Juraj Dobrila” di Pola – Dipartimento di Studi in Lingua Italiana. Dopo quello della Benussi, l’intervento di Corinna Gerbaz Giuliano dell’Ateneo fiumano, intitolato “L’universo di libertà in Madieri”.

Di seguito anche gli altri interventi su “Le tesi libertarie nella letteratura comparata, confronto tra due scrittori J.M. Coetzee e Pasolini”, della prof.ssa Sergia Adamo dell’Università triestina, e “Tra toscano, veneto e ladino: scritture in volgare a Trieste nel Quattrocento”, a cura del prof. Franco Finco dell’Università degli Studi di Udine. Per continuare con “I rischi delle libertà della scienza nella narrativa di Giuseppe O. Longo”, della prof.ssa Tiziana Piras dell’Università di Trieste, e “Geografia e letteratura: oltre i vincoli dei confini”, della prof.ssa Maja Đurđulov dell’Università di Fiume.

Nel pomeriggio, “Educazione musicale come costruzione del sé”, del prof. Marco Maria Tosolini del Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste, e “Il viaggio letterario del Fanciullo musico”, della prof.ssa Gianna Mazzieri Sanković dell’Università degli Studi di Fiume.
“È stato un lungo lavoro di preparazione”, spiega Maria Bradanović, consulente per la lingua italiana (lingua materna) del Ministero dell’Istruzione croato. “Volevamo qualcosa di diverso e di importante per chiudere un incontro tradizionale che segna una delle tappe del nostro impegno durante l’anno. Anche i Seminari di Trieste hanno contribuito a far nascere altri incontri tra noi docenti, quest’anno sono stati ben tredici. Quella di Trieste è un’occasione per tracciare nuovi percorsi: quest’anno abbiamo scelto un argomento base come quello della Libertà. Abbiamo assistito ad interventi di grande apertura e spessore in particolare su filosofia e politica della libertà”. Una delle finalità, legata anche all’argomento trattato, era proprio quella di far collaborare le realtà universitarie del territorio.

“Si tratta di un esperimento – afferma la Bradanović – che vorrebbe crescere anche dopo aver letto i pareri dei partecipanti che risponderanno al consueto questionario. Ma già le prime reazioni sono molto positive”. E non solo in campo letterario, come afferma Patrizia Pitacco, consulente pedagogico delle nostre scuole: “Il seminario scientifico è stato all’altezza delle nostre aspettative, gli insegnanti sono soddisfatti”. La scuola cambia velocemente, l’allargamento dell’Unione Europea anche alla Croazia ha impresso un’ulteriore accelerazione. “La presenza dell’Europa nelle scuole sta diventando una realtà – rispondono –. Tanto per fare un esempio, il curriculum di educazione civica, che ha portato all’organizzazione di incontri sull’argomento. È una dimensione che stimola diversi percorsi mentali, aperti, ricchi di contenuti ma soprattutto di competenze, ovvero sapere usare il sapere, un gioco di parole che spiega molto bene il nostro compito per il futuro”.

Rosanna Turcinovich Giuricin

da “La Voce del Popolo” di Fiume

 

Esperimento Atenei in rete, un percorso da perseguire
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