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FIUME | “Enrico Morovich: fantasmi, ricordi e miracoli quotidiani” è stato il titolo della serata letteraria-musicale tenutasi ieri presso il Salone delle Feste di Palazzo Modello. A dare il benvenuto a tutti coloro che hanno voluto celebrare il Giorno del ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo e di tutti quegli avvenimenti della storia che hanno segnato definitivamente i nostri destini, è stata la presidente del sodalizio, Orietta Marot.

Evitando la retorica ma lasciandosi trasportare dalla contagiosa fantasia surreale di un grande della letteratura fiumana e italiana, Enrico Morovich, ha ispirato gli attori Ivna Bruck e Mirko Soldano, che hanno proposto una lettura di racconti e poesie tratti dalle opere dello scrittore esule fiumano.

Morovich va ricordato come uno dei migliori, certamente l’ultimo, degli scrittori fiumani, testimone d’eccezione, voce discreta e intensa dei sentimenti e delle speranze umani. Nell’introduzione Laura Marchig ha raccontato la propria esperienza letteraria vissuta durante la stesura della tesi di laurea incentrata proprio sull’attività letteraria di Morovich.

Interpretazione di passi tratti dalle opere di Morovich

Attraverso l’originale e suggestiva interpretazione offerta da Bruck e Soldano, il pubblico ha avuto modo di ascoltare alcuni di quei racconti che il grande critico italiano Gianfranco Contini, nell’introduzione all’antologia “L’Italie magique”, pubblicata in Francia nel 1946, in cui presentava il meglio della produzione letteraria fantastica e surreale italiana contemporanea come Palazzeschi, Baldini, Zavattini, Bontempelli, Landolfi, Lisi e il nostro Morovich, definiva: “tele sobrie, secche, prive di colori, di sfumature, di commenti.”

In programma anche dei testi appartenenti alla sua produzione più recente come ad esempio un racconto tratto dalla raccolta “La Nostalgia del Mare” in cui, in modo sempre surreale e indiretto, Morovich ripropone le visioni di una Fiume invasa dalle truppe partigiane e dalla sensazione di incertezza e pericolo.
Omaggio a Enrico
Il recital è stato concepito per rendere omaggio allo scrittore fiumano diventato simbolo dell’esodo, attraverso la lettura di alcuni suoi racconti brevi e di alcune poesie. L’evento è voluto essere un invito alla lettura di questo scrittore fiumano, una piccola e non pretenziosa operazione di recupero per presentare a un pubblico, il più eterogeneo possibile, e soprattutto ai giovani, quella che è stata l’incredibile produzione letteraria del maestro del racconto breve. Durante la serata sono stati proiettati alcuni filmati sul periodo della Fiume jugoslava come pure sull’attività letteraria di Morovich.
Uno scrittore fiumano poliglotta
Nato a Fiume nel 1906, questa città multietnica in cui, come si diceva, “anche el più stupido omo sapeva parlar cinque lingue” esordice come scrittore sulla leggendaria rivista fiorentina “Solaria” e diventa in breve conosciuto in Italia per la sua vena surreale, certamente inconsueta tra gli scrittori italiani.

Nel 1938 fu chiamato a far parte della redazione di “Termini”, rivista fiumana di letteratura e arte, della quale erano membri, fra gli altri, anche Osvaldo Ramous e Bruno Neri.
Optò per l’emigrazione
Scelta alla fine della Seconda guerra mondiale la strada dell’esodo, verrà praticamente dimenticato dall’opinione pubblica e dalla critica ufficiale, come del resto è stato fatto tutto ciò che riguardava queste zone.

Dopo aver vissuto per alcuni anni in varie città italiane, a Napoli, Viareggio e Pisa, si stabilisce a Genova nel 1958, dove risiederà per oltre trent’anni. A riportarlo in auge sarà Leonardo Sciascia che farà ripubblicare per Sellerio i suoi libri stampati a Firenze negli anni Trenta (“L’osteria sul torrente”, 1936, “Miracoli quotidiani”, 1938, e “I ritratti nel bosco”, 1939). Seguiranno poi le pubblicazioni dei suoi libri di racconti e romanzi anche da grandi editori come Einaudi e Rusconi. La scelta e la regia sono state di Laura Marchig. Tra il folto pubblico presenti il Console generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani, il Vice Presidente dell’Università Popolare di Trieste, Manuele Braico, la presidente del Comitato esecutivo della CI di Fiume, Corinna Gerbaz Giuliano e la vicepresidente del sodalizio, Gianna Mazzieri Sanković. La serata è stata organizzata dal Settore cultura della Comunità degli Italiani di Fiume in collaborazione con il Cenacolo degli operatori culturali di Fiume.

Kristina Blecich

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Enrico Morovich, un grande
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