OLYMPUS DIGITAL CAMERALe testimonianze di un maestro, i dettami, le svolte, la produzione scientifica e l’attuazione del suo pensiero pedagogico. A un anno dal convegno tenutosi all’Università in occasione dei suoi 80 anni, Claudio Desinan traduce in un volume gli atti ma soprattutto i temi fondamentali del suo metodo operativo, un cammino dal respiro quasi rivoluzionario, nel campo degli indirizzi educativi. Professore ordinario di Pedagogia generale e già direttore del Dipartimento dell’educazione dell’Ateneo triestino, Desinan racchiude il suo percorso etico/didattico nel volume “Educazione e Insegnamento. La testimonianza di una realtà inscindibile” (Edizioni Università di Trieste), a cura dei docenti e ricercatori Matteo Cornacchia ed Elisabetta Madriz, tra gli specialisti più attivi del momento.
L’opera, presentata ieri nella sede dell’Università Popolare, si articola tra la scrittura riguardante una canonica raccolta di atti e quella pregna di un delicato e intenso tributo a Claudio Desinan, docente che raggiunta l’età del pensionamento evita le celebrazioni di rito preferendo analisi, riflessioni e auspici: “Credo che il testo sia importante soprattutto per la veste di testimonianza del vasto movimento della pedagogia vissuta a Trieste nella seconda metà del Novecento – ha detto Desinan – ricorda soprattutto la fioritura di studiosi, docenti e proposte”.
Pedagogia “diversa” quella trasmessa da Claudio Desinan e dai colleghi accademici del tempo, disegnata prevalentemente sull’accorpamento della teoria e della pratica, evitandone dicotomie e dispersioni: “Una pedagogia quindi del tutto operativa – ha rimarcato il docente – che ha segnato una stagione sperimentale e ricca, che merita di essere ricordata”.
Non solo ricordi nell’affresco ben curato da Cornacchia e Madriz. Il volume abbraccia un’epoca ma sembra guardare alle priorità del momento: “Purtroppo, per vari motivi, Trieste è ora priva di una facoltà di Scienze della Formazione primaria – ha ricordato Claudio Desinan – ed è un problema da risolvere. Sembra di essere tornati nell’Ottocento, quando gli aspiranti insegnanti triestini dovevano migrare a Capodistria. Ora invece devono andare a Udine”.

Francesco Cardella

Educare e insegnare, nel nome di Desinan
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