LUCIANO_GIURICIN

La scomparsa di Luciano Giuricin, all’età di 88 anni, ha lasciato un vuoto incolmabile tra amici, colleghi e collaboratori, che nei messaggi di cordoglio lo hanno voluto ricordare come uno dei protagonisti più validi della Comunità Nazionale Italiana.

“È una notizia che mi addolora tanto – ha confessato Giacomo Scotti, per lunghi anni suo stretto collaboratore –. Abbiamo scritto insieme diversi importanti volumi sulla nostra realtà comunitaria. A iniziare dalla ricostruzione fedele della storia degli Italiani dell’Istria e di Fiume, con particolare attenzione al contributo dato dagli italiani nella Guerra di liberazione. L’abbiamo fatto con oggettività, senza offuscare i torti subiti dal nostro popolo. È stato un volume realizzato con accenti forti, che all’epoca non erano apprezzati dal Potere, come i fatti attorno all’attuazione della Brigata italiana, dato il grande numero di combattenti di madre lingua italiana. Progetto che alla fine non fu mai realizzato mentre i partigiani italiani erano inspiegabilmente sparpagliati in altre divisioni. Nelle opere realizzate insieme abbiamo sempre rivendicato la nostra fierezza e l\’orgoglio di essere italiani. Luciano resterà un simbolo della nostra piccola Italia perché ha lasciato un’impronta che nessuno riuscirà mai a cancellare”, ha concluso Giacomo Scotti.

“Luciano Giuricin, rovignese, era per me quel simbolo battagliero perennemente insoddisfatto per ciò cha ha fatto e con un occhio sempre rivolto alla progettazione di cose nuove – rileva un commosso Giovanni Radossi, direttore del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno –. Si è sempre imposto in prima persona, tanto da assumersi le responsabilità non indifferenti sia nella sua vita privata, sia nell’attività dell’Unione degli Italiani e anche assieme al Centro di Ricerche Storiche di Rovigno di cui è stato uno dei cofondatori. Allo stesso modo, per parecchi decenni è stato presidente del Consiglio d’Amministrazione ma anche uno dei più significatici collaboratori del Centro rovignese. Nei suoi numerosi saggi ha affrontato gli argomenti che fino allora erano considerati tabù, come l’esodo, le foibe, Goli Otok e anche la questione attorno alla morte di Pino Budicin, assurto a simbolo della partecipazione degli italiani alla Guerra partigiana, ma in realtà vittima degli stessi partigiani jugoslavi. Tutto questo era Luciano Giuricin. Quello che sommamente mi duole è che ci teneva tanto alla pubblicazione delle sue memorie, il cui volume è di prossima pubblicazione” ha concluso Giovanni Radossi.

“Luciano Giuricin è stato un importante intellettuale della Comunità Nazionale Italiana. Coerente alle proprie idee e alla causa della CNI in Croazia e Slovenia – afferma Maurizio Tremul, presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana –. Ricordo le chiacchierate che facevamo all’epoca di quando eravamo redattori, io, Ezio Giuricin ed Elvio Baccarini, della rivista ‘La Battana’. Erano lunghe discussioni sulla necessità di rinnovamento della CNI, i cui punti sono stati portati a compimento. Ricordo il suo grande amore per il proprio popolo e per la sua terra, le sue grandi capacità di analisi critica della realtà ma anche il saper operare per cambiare. E il costante impegno a dare un contributo fattivo alla crescita della nostra realtà comunitaria. Ci mancherà molto. Penso che dobbiamo dimostrargli gratitudine per il contributo di idee, di ricerca, di riflessioni e di analisi che ha lasciato a tutti noi”, ha detto Maurizio Tremul.

“La notizia della scomparsa di Luciano Giuricin è stata per me una grande commozione – confida Fabrizio Somma, presidente dell’Università Popolare di Trieste –. Luciano era una figura istituzionale rappresentativa della CNI. È stato sempre vicino all’Università Popolare di Trieste, tanto che mi ricordo con piacere il lungo periodo passato a lavorare insieme alla stesura del volume sulla storia della minoranza italiana. Era un patrimonio di memorie, di dati e di documentazioni. Siamo tutti quanto commossi e stretti attorno alla famiglia”, ha detto Fabrizio Somma.

Sulla stessa falsariga anche Furio Radin, deputato della CNI al Sabor. “Ci ha lasciato un Grande della nostra Comunità. Lascia un vuoto profondo in tutti e ci mancherà tanto. Ha contribuito in modo significativo, sia come giornalista sia come pubblicista, alla tutela e all’arricchimento della nostra identità nazionale. Il vuoto che Luciano Giuricin lascia sarà difficilmente colmabile. La sua scomparsa è profondamente sentita da tutta la CNI” ha detto il parlamentare.

Gianfranco Miksa

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Luciano Giuricin, scompare un Grande
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