DragaLa Comunità degli Italiani di Draga di Moschiena ha traslocato dall’albergo Marina. Da ieri il sodalizio della “Gemma del Quarnero” abita a Casa Betty. Per i connazionali di Moschiena questo trasferimento rappresenta la realizzazione di un sogno durato 18 anni. Un successo al quale hanno brindato stappando un’intera cassa di ottimo Prosecco italiano.

All’inaugurazione, alla quale ha preso parte un pubblico vastissimo, sono intervenute tantissime autorità. C’erano il console generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani accompagnato dalla consorte Florinda, il sindaco di Draga di Moschiena, Ratko Salomon, il presidente dell’Assemblea regionale litoraneo-montana, il connazionale Erik Fabijanić, il vicepresidente della Regione istriana eletto in quota CNI, Giuseppina Rajko, il presidente dell’Unione Italiana e deputato CNI al Sabor, Furio Radin, il presidente della Giunta esecutiva UI, Maurizio Tremul, la presidente dell’Assemblea UI Floriana Bassanese Radin, il segretario generale dell’UI Christiana Babić, il presidente e il direttore generale dell’Università Popolare di Trieste, rispettivamente Silvio Delbello e Alessandro Rossit, e tanti altri rappresentanti della CNI e non solo.
“Sì ce l’abbiamo fatta, finalmente abbiamo una sede tutta nostra. Una casa che in futuro ci aiuterà a promuovere ancora di più la nostra cultura, le nostre tradizioni, l’arte e la lingua italiana in queste terre”, ha dichiarato Riccardo Staraj, presidente della CI di Casa Betty. Per il sostegno ottenuto nella realizzazione del progetto di Casa Betty, Staraj ha ringraziato il comune di Draga di Moschiena, l’UI,in particolare la direttrice amministrativa Orietta Marot e Maurizio Tremul, l’UPT, la Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Zagabria, il console generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani e il suo predecessore Fulvio Rustico. Il sindaco di Draga di Moschiena, Ratko Salomon, nel proprio discorso ha rilevato l’enorme importanza che la sede della Comunità degli Italiani avrà non solo per i connazionali bensì per tutta la collettività. “Questa inaugurazione non rappresenta la fine di un progetto, bensì l’inizio di un percorso comune che dovrà arricchirci a vicenda. Casa Betty, difatti, lo ha ricordato pure Riccardo Staraj, è destinata a diventare la fucina dell’estro artistico e culturale della “Gemma del Quarnero”. Nell’assumere la parola Maurizio Tremul ha ricordato che il 2013 si è concluso con un’imponente serie di inugurazioni di sedi delle Comunità degli Italiani e di istituzioni scolastiche. Ha assicurato che il 2014 non sarà da meno. Nell’esprimere i propri migliori auspici ai connazionali di Draga di Moschiena e la soddisfazione per il loro insediamento a Casa Betty, il presidente della Giunta UI ha ringraziato lo Stato italiano che nonostante la nota contingenza finanziaria ha voluto garantire comunque rilevanti risorse alla CNI. Ha ricordato l’ampia autonomia della quale godono le CI in seno all’UI: una caratteristica che ha consentito di compiere un importante salto di qualità nell’attuazione degli sforzi profusi dalla CNI al fine di salvaguardare la lingua e l’identità italiane.
L’onorevole Furio Radin ha esordito affermando che la vita è troppo breve per non essere italiani o croati, precisando ovviamente che quest’affermazione vale per qualsiasi etnia. Ha elogiato il sindaco di Draga di Moschiena, rilevando la sinergia che lega i connazionali alla comunità locale. “Un buon rapporto con i sindaci e i comuni nel quale si riconosce la maggioranza consente alla minoranza di realizzare iniziative di ampia portata”, ha sottolineato Radin, esprimendo i propri auguri ai connazionali della “Gemma del Quarnero” affinché il futuro riservi loro gli stessi successi che hanno saputo ottenere in passato dimostrandosi una delle comunità più vivaci e dinamiche. Pure il presidente dell’UPT, Silvio Delbello, si è complimentato con l’Unione Italiana e i connazionali di Draga di Moschiena per l’inaugurazione di Casa Betty. Ha ringraziato inoltre lo Stato italiano per aver assicurato i fondi necessari alla realizzazione di un progetto importante e simbolico qual è quello di Casa Betty.
Il console generale Renato Cianfarani, al quale è spettato l’onore di inaugurare Casa Betty assieme a Tom Staraj, uno dei più giovani membri del sodalizio, ha rilevato di essere molto contento di aver potuto partecipare all’inaugurazione di una Comunità situata nella Liburnia. Un’area dove gli italiani sono la minoranza autoctona che si impegna in modo encomiabile al fine di mantenere viva e a diffondere la lingua e la cultura italiane. Nel corso della cerimonia al console è stato chiesto pure di scoprire una targa che all’interno di Casa Betty ricorderà per sempre il sostegno garantito ai connazionali moschienesi da parte delle istituzioni della madre patria.

Nel corso della serata Riccardo Staraj e Teobaldo Rossi, uno dei fondatori della CI di Draga di Moschiena, hanno voluto rendere un omaggio agli attivisti del loro sodalizio ai quali la sorte non ha permesso di assistere a questa importante giornata, in particolare a Iva Dešković e Anton Papp.

L’inaugurazione di Casa Betty rimarrà indubbiamente un bellissimo ricordo per tutti coloro che hanno preso parte all’evento. Una serata indimenticabile anche grazie all’esecuzione del Va pensiero di Giuseppe Verdi e dell’inno a Moschiena (cantato in lingua italiana) del coro Maretta e dalla mostra di stupende fotografie di paesaggi moschienesi immortalati con la macchina fotografica da Salvatore Di Vilio.

Krsto Babić

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Draga di Moschiena una sede per tutti
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