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ABBAZIA | Le divinità autoctone dell’Istria preromana, un culto in cui prevalgono nettamente le divinità femminili rispetto a quelle maschili, evidenziando così una tradizione istriana di probabile carattere matriarcale. È questo il filo conduttore della conferenza “Istria: Fiabe e leggende”, che la giornalista e speaker di Radio Capodistria dal 1988, Elena Bubola, ha presentato ieri alla Casa di cultura “Zora”, della Perla del Quarnero. La conferenza sulle divinità e sulle leggende è stata organizzata e scelta dalla Comunità degli Italiani di Abbazia come un approfondimento delle simbologie astrologiche in Istria.
Nella conferenza Elena Bubola ha parlato delle leggende legate alle divinità autoctone dell’Istria preromana. Sono state così ripercorse le quattordici divinità, di cui tredici sono femminili, nate in Istria prima che fossero assorbite dall’epoca romanica o contaminate da quella greco-romana orientale. Elena Bubola si è concentrata su alcune di queste considerate le più importanti: in particolare Eia nell’agro polese e Sentona in area liburnica, mentre Histria Terra (detta anche Terra Histria, Histria o Istria) era venerata sia nell’agro polese sia a Iulia Parentium. La giornalista ha ricordato inoltre Boria, Iria Venus, Melosocus Augustus, Nebrev, Seixomnia Leucitica, Trita Augusta e Ica (o Ika). Come rilevato dalla relatrice, da tutto ciò si può dedurre che Istri e Liburni avessero una struttura matriarcale e che la loro identità resistette sul piano religioso per parecchio tempo, fino agli inizi del IV secolo d.C..

Erano divinità anche capricciose, sempre pronte a stranezze. Ecco perché l’Istria e la sua ricca e variegata storia si presenta molto curiosa e interessante a livello di divinità antiche.

Il tutto è stato collegato all’area con reperti archeologici.
Tra il pubblico Fabrizio Somma, presidente dell’UPT, e Marina Gašparić, vicesindaco di Abbazia.

Divinità autoctone dell’Istria antica
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