IsolaISOLA| Al via ieri presso Palazzo Manzioli la 51.esima edizione del Seminario di lingua e cultura italiana, promosso dal Consolato Generale d’Italia di Capodistria e dall’Unità capodistriana dell’Istituto per l’educazione della Repubblica di Slovenia, in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana. Tra i numerosi presidi e insegnanti, in sala pure il vicepresidente e il direttore generale dell’UPT, Fabrizio Somma e Alessandro Rossit, Marianna Jelicich Bujić per l’Unione Italiana (Settore cultura) ed Alberto Scheriani, presidente della Comunità Autogestita Costiera della Nazionalità Italiana.

Personaggi di eccellenza

In apertura l’intervento di saluto, rivolto da Claudio Battelli, consulente dell’Ufficio per l’educazione capodistriano, il quale ha rilevato come nel titolo lavorativo di questa edizione, “Personaggi di eccellenza della cultura italiana nella sua storia e nella sua attualità: momenti topici di rinnovamento”, si trovi il segno lasciato da personalità di rilievo che tramite la loro attività hanno tracciato un percorso formativo culturale italiano nella storia.
Luisella Tenente, consulente pedagogico del Governo italiano, responsabile del Seminario dal 2006 e il cui mandato scade il prossimo dicembre, ha proposto una riflessione pedagogica, riprendendo le proprie parole di sette anni fa. “C’è un patrimonio di cultura che deve essere trasmesso alle giovani generazioni, perché queste diventino cittadini italiani”. Un pensiero che in sé contiene l’essenza del ruolo svolto dal seminario destinato ai docenti. In ciò va rilevata l’azione sì formativa della scuola, ma anche di costruzione della coscienza di sé. La Tenente ha ricordato infine che, negli ultimi anni, molto è stato fatto anche per i più piccoli, “che sono il futuro della comunità italiana”.

Potenziare la formazione

Sono stati tre i punti esposti da Alica Prinčič Röhler, direttrice dell’Unità capodistriana dell’Istituto per l’educazione, nell’evidenziare il significato dell’appuntamento annuale. Indispensabile, secondo lei, assicurare i fondi necessari per mantenerne la ricchezza dei contenuti, potenziare la presenza del consulente pedagogico in regione, nonché la formazione dei docenti, che ormai non solo istruiscono i giovani, ma ne creano i processi di apprendimento e l’acquisizione di nuove competenze.
Anche Maria Cristina Antonelli, console generale d’Italia a Capodistria, ha sottolineato la longevità dell’iniziativa, che segue i docenti con una funzione continua. “Gli insegnanti ne beneficiano potendo scambiare e confrontare conoscenze su discipline diverse – ha fatto notare –, ampliando il proprio bagaglio professionale, culturale e linguistico”.

Il ruolo dei quotidiani

L’inaugurazione solenne ha avuto come ospite d’onore il dottor Stefano Folli, giornalista de “Il Sole 24 Ore”, che ha dialogato con Sergio Crasnich, consulente dell’Ufficio capodistriano. Il dibattito ha seguito il sentiero del cambiamento all’interno della società italiana, su cui non poco ha influito il giornalismo. Un giornalismo, partendo dalla carta stampata, con il “Corriere della sera”, che come primo ha dato inizio alla diffusione quasi su scala nazionale della lingua italiana. È quindi stato strumento di trasmissione di un’idea nazionale, dell’identità nazionale, alfabetizzando in certi casi parte della popolazione. Con l’aumento dei quotidiani, si è giunti anche a giornali con linguaggi più popolari, più capaci di farsi capire, arrivando sino ai giorni nostri – così Folli – quando, nonostante tutte le nuove forme di comunicazione, non vi è assolutamente garanzia di un tipo migliore di scrittura informativa. Alla crisi del giornalismo, dettata proprio dall’avanzare della tecnologia, il giornalista risponde che, “il giornalismo, nella sua essenza, non può cambiare, perché il mezzo non ne cambia la funzione”, ma sopravviverà quello buono e di qualità.

D’Annunzio e Gaber

La tre giorni prosegue oggi sempre a Palazzo Manzioli, con le conferenze dei professori Elvio Guagnini (“Il grande comunicatore si è mosso: D’Annunzio in guerra”), Cristina Benussi (“Gabriele D’Annunzio: le novelle della Pescara”) e in chiusura Stefano Crise (“Gaber e il signor G”).
Domani, invece, vi sarà una serie d’incontri presso l’Università degli Studi di Trieste, seguiti al pomeriggio dalla visita guidata al Teatro “Giuseppe Verdi” e al museo annesso, tenuta dal prof. Paolo Quazzolo. Come ogni anno sono in programma pure le performance negli asili, tenute in quest’edizione da Valentina Bologna sul tema dei piccoli scienziati.

Jana Belcijan

Cultura per crescere
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