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CATTARO | “Oltre le barriere. Per l’inclusione”: una tavola rotonda organizzata a Cattaro nell’ambito dei programmi inseriti nell’agenda dell’Anno europeo per lo sviluppo, ha visto protagonisti esponenti di istituzioni e di realtà associative e sociali della Regione Friuli Venezia Giulia. Sede dell’evento la chiesa di San Paolo, spazio espositivo che fa parte del circuito dei Musei del Litorale diretti da Andro Radulović, che è anche vicepresidente della Comunità degli Italiani del Montenegro. L’evento, seguito da un’affollata platea, nella quale spiccava la presenza degli studenti delle scuole di Cattaro, ma anche di Bar e di Cetinje, è stato moderato dalla giornalista di Avvenire, Lucia Bellaspiga, e ha consentito di fare il punto sui progetti portati avanti dall’FVG in collaborazione con la locale Comunità degli Italiani, ma sopratutto di volgere lo sguardo al futuro e di impostare un ragionamento sul da farsi lungo il percorso di costruzione della Nuova Europa.
A rilevare l’importanza di quanto è stato fatto fin qui e di quanto si stia facendo è stato il sindaco di Cattaro, Aleksandar Stjepčević, che si è detto “orgoglioso di ospitare l’evento”. “Ci legano la storia, la geografia e la cultura”, ha sottolineando rivolgendosi agli amici dell’FVG con i quali, avvalendosi anche del supporto degli italiani residenti in Montenegro, si crea – ha sottolineato – “valore aggiunto”.
Un percorso di successi che, lo ha messo in evidenza l’Ambasciatore italiano a Podgorica, Vincenzo Del Monaco, ha prodotto risultati che sono “sia punti d’arrivo sia punti di partenza”. “L’obiettivo che dobbiamo porci è quello di lavorare ancora di più nell’ambito del sociale. Uno dei progetti in corso è dedicato al disagio mentale, tema sul quale in questi giorni ho avuto modo di apprendere cose molto interessanti – ha detto -. È un progetto che guarda al sociale e mi fa piacere che ci sia questa sensibilità, perché investire nel sociale significa investire nella creazione di un futuro migliore.
Quando interveniamo su cose che incidono sull’essenza dell’uomo attribuiamo alla politica una dimensione morale e ideale e portiamo alla luce l’importanza che questa ha per il suo impatto sui cittadini”, ha concluso l’Ambasciatore, che non ha mancato di ringraziare la Comunità degli Italiani per il suo ruolo attivo anche in iniziative che danno una dimensione ulteriore alle attività di recupero e salvaguardia del patrimonio culturale italiano in Montenegro, che sono state illustrate dal presidente della CI, Aleksandar Dender. Sul ruolo della CI si è soffermato anche il presidente dell’Univeristà Popolare di Trieste, Fabrizio Somma, che ha illustrato a grandi linee la storia e il ruolo dell’Ente morale triestino….
Il ruolo e la storia dell’Università Popolare di Trieste e la collaborazione con l’UI sono stati relazionati da Fabrizio Somma, che ha illustrato lo spirito della Legge Regionale 79 del 1978 della Regione FVG a favore della tutela della cultura italiana nei Paesi dell’ex Jugoslavia.

Attività a favore della minoranza

Ha descritto anche l’attività svolta quotidianamente in collaborazione con l’UI a favore delle 50 Comunità Italiane della Slovenia e Croazia e l’impianto scolastico su tutta la verticale, compresi i corsi universitari in lingua italiana alle Università di Fiume e Pola.
È stata descritta l’attività realizzata nel 2014 nella Chiesa di San Paolo a Cattaro con l’installazione di Jannis Kounellis dal titolo “Un’opera per ricordare”, a cura di Ludovico Pratesi. La manifestazione, inserita nell’ambito delle iniziative della XIV settimana della lingua italiana in Montenegro, promosse dall’Ambasciata Italiana a Podgorica, è stata organizzata in collaborazione la Comunità Italiana in Montenegro, con il Comune di Cattaro, e l’Unione Italiana, con il patrocinio del semestre della Presidenza del Consiglio d’Europa Italiano, dell’Expo 2015 e del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno oltreché della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’Università di Trieste. Con gli stessi Enti, in Montenegro, Somma ha ricordato che presso il Museo Storico di Perasto è stata allestita la mostra storica cartografica “Trieste dalla Serenissima all’Impero attraverso la Collezione Stelio e Tity Davia di Trieste”. In conclusione e prima di illustrare il progetto per la direzione didattica dei corsi in lingua italiana. Somma ha donato una Divina Commedia realizzata con fondi FVG in collaborazione con il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, simbolo della cultura e della lingua italiana per eccellenza. L’opera dantesca è stata commentata da una delle più importanti personalità culturali della Dalmazia: Nicolò Tommaseo, nel 1863. Un patrimonio che nei secoli si lega alla dimensione adriatica ricordata dal sindaco di Monfalcone, Silvia Altran. “Il Mare Adriatico che condividiamo è un elemento di forza delle comunità”. “Le esperienze di collaborazione ci hanno fatto conoscere, abbiamo potuto collaborare su temi importanti e delicati. Ora – ha sottolineato – è importante soffermarci sull’aspetto della collaborazione internazionale e i giovani potranno costruire sulle basi che abbiamo posto”.

Largo ai giovani

Direttamente ai ragazzi si è rivolto Franco Codega, consigliere regionale dell’FVG, invitandoli a essere “soggetti costruttori della storia della nuova Europa e a cogliere appieno il senso dell’epoca che stiamo vivendo”. In questo contesto Codega ha lanciato anche la proposta di ragionare su possibili gemellaggi tra scuole dell’FVG e del Montenegro. “L’UE concepisce se stessa come una realtà nella quale l’uomo è al centro. Noi, tutti assieme, dobbiamo contribuire a farla crescere ulteriormente nel rispetto dei principi dello sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo”, ha concluso. Quasi introducendo l’invito di Michela Vogrig, del consorzio di cooperative COMS, a “non incatenare con norme precedenti la nascita e lo sviluppo delle imprese sociali” riguardo alle quali in Montenegro l’interesse non manca. “L’Economia sociale consente lo sviluppo inclusivo e sostenibile. Dà voce ai non protagonisti, ma è bene che, come avvenuto in Italia e nell’FVG, nasca dal basso di modo che il modello sia calibrato sulle reali necessità del territorio”.
Nell’FVG la spinta è stata data dalla riforma di Franco Basaglia sulla quale, parlando del progetto che vede coinvolti i Centri di salute mentale di Trieste e Udine e l’Ospedale psichiatrico di Cattaro, si è soffermato il direttore del Centro triestino, Roberto Mezzina. “Il nostro Centro grazie all’esperienza fatta negli ultimi 40 anni è riconosciuto come un centro guida nel mondo, abbiamo scambi con 35 Paesi e il nostro obiettivo è sempre quello di incoraggiare il dialogo su temi che vanno oltre la psichiatria, perché i luoghi più difficili possono diventare la molla per la trasformazione. Non dobbiamo scordarci poi che le relazioni d’aiuto e solidali, la vicinanza, l’ascolto e la comprensione danno valore e senso alla vita delle persone”, ha affermato Mezzina, ribadendo l’auspicio che ci sia un cambiamento d’approccio, che al centro non ci sia più la malattia, ma la persona”. “È questo il messaggio che vuole trasmettere anche lo spettacolo ‘Estravaganza’, messo in scena a Cattaro dalla Compagnia della Follia guidata da Claudio Misculin e tratto da un testo di Dacia Maraini – ha concluso -. Non c’è salute senza salute mentale, questo è Valore per tutti, perché rappresenta la possibilità di costruire una società su basi nuove”.
Basi che possono essere appunto quelle della Cooperazione allo sviluppo, che come sottolineato dall’assessore regionale dell’FVG alla Cultura, Sport e Solidarietà, Gianni Torrenti, “desidera approfondire i legami e lasciare un segno”. Parlando poi della collaborazione tra la Regione e Cattaro, Torrenti ha ricordato quanto fatto grazie alle possibilità create dalla Legge 19. “Abbiamo realizzato progetti in campi che vanno dalla maricoltura al festival del cinema, dal sociale al culturale…. Cercando sempre di mettere gli uni a disposizione degli altri le rispettive esperienze e lavorando sempre – ha concluso – nell’ottica del rispetto”. Quel rispetto che è insito nella stessa idea di Unione europea e che assume un’importanza ancora maggiore quando viene declinato in un contesto di disagio, come illustrato dal rappresentante della Caritas italiana, Alessandro Cadorin, che ha raccontato le esperienze e le attività svolte in Montenegro.

Visita alla CI di Cattaro

La missione a Cattaro ha dato occasione all’assessore Gianni Torrenti e alla delegazione dell’FVG e dell’UPT di fare visita alla sede della Comunità degli Italiani del Montenegro, associazione che conta circa 560 iscritti e che dispone di una biblioteca che vanta ben 2.600 volumi in italiano.

Nell’ambito delle iniziative promosse dalla Regione Friuli Venezia Giulia in Montenegro, c’è anche il sostegno alla locale Comunità degli Italiani, tutelata dall’Università Popolare di Trieste nello spirito della Legge Regionale 79 del 1978 della Regione FVG a favore della cultura italiana nei Paesi dell’ex Jugoslavia.

Nella foto, da sinistra: Lucia Bellaspiga, Fabrizio Somma, Christiana Babić, Aleksandar Dender, Gianni Torrenti, Silvia Altran, Franco Codega, Claudio Grim, Alessandro Rossit, Roberto Stanich e Paolo Perugini.

Christiana Babić

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Cultura italiana e sfera sociale
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