bandiere1La Croazia ha celebrato ieri sera nelle piazze e nelle strade delle maggiori città l’adesione all’Unione europea come 28.esimo Stato membro. La festa centrale alla presenza di quindici Capi di Stato, tredici premier, tre presidenti di Parlamenti, numerosi vicepremier, ministri e altri funzionari, nell’insieme 170 alti ospiti, si è svolta sulla centralissima Piazza Bano Jelačić di Zagabria. A rappresentare l’Italia c’erano il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro degli esteri Emma Bonino. Presenti anche i Capi di Stato dei Paesi della regione, tra cui il presidente sloveno Borut Pahor e quello serbo Tomislav Nikolić.

L’ingresso formale nell’Unione è scattato alla mezzanotte in punto e praticamente tutto il Paese è stato illuminato dai fuochi d’artificio mentre i cori hanno intonato l’Inno alla Gioia di Beethoven. Sulla piazza centrale di Zagabria sono state allestite tre pedane, ricoperte da tessuti in colore blu della bandiera europea, sulle quali dalle 18 di ieri pomeriggio si sono esibiti quasi 700 artisti, ballerini e musicisti. Celebrazioni si sono svolte pure ai confini con l’Ungheria e la Slovenia, dove sono aboliti i punti di controllo doganale, anche se i controlli frontalieri resteranno effettivi per almeno altri due o tre anni, in vista dell’adesione del Paese alla zona Schengen. La circolazione delle persone sarà comunque semplificata e più veloce dato che ai valichi saranno istituiti controlli congiunti e ai cittadini croati basterà solo la carta d’identità per entrare negli altri Paesi dell’UE. Ai confini con Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro saranno poste le tabelle con la scritta Unione europea, e i controlli di merci e persone saranno adeguati alle normative di Bruxelles. Entrando nell’UE, Zagabria esce della Cefta, zona di libero scambio di cui fanno ancora parte i Paesi dei Balcani occidentali che non sono membri dell’UE.

Passo verso l’unificazione

Alla cerimonia di ieri sera in Piazza Bano Jelačić l’onore di rivolgersi al pubblico per celebrare lo storico evento è spettato al primo ministro croato Zoran Milanović, al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, al viceprimo ministro e ministro degli Esteri d’Irlanda Eamon Gilmore, al presidente della Repubblica di Lituania Dalia Grybauskaitė, al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e al presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. Infine in agenda il discorso del presidente croato Ivo Josipović.

“È una giornata storica per l’UE e per la Croazia. L’Europa ha compiuto un altro passo verso l’unificazione, mentre la Croazia apre un nuovo capitolo della sua storia”, ha constatato il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, nel suo messaggio augurale alla Croazia. Ha poi rilevato che “viviamo in tempi difficili. La recessione ha colpito duramente la Croazia, come molti altri Stati europei. Essere membro dell’UE non offrirà soluzioni magiche alla crisi, però aiuterà molte persone a uscire dalla povertà e contribuirà a modernizzare il sistema economico”. Schulz ha sottolineato che “la Croazia è diventata il leader in regione. Avete creato istituzioni fondate sui valori della democrazia, avete ristrutturato il sistema economico, facendolo diventare competitivo. Avete dimostrato che si può diventare membro dell’UE attraverso un lavoro duro e impegnativo”.
Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha sottolineato che l’entrata della Croazia nell’UE è un evento storico, “che fa ritornare il Paese al posto che gli spetta, cioè nel cuore dell’Europa. Sono felice per il contributo che la Croazia darà all’Europa: questa sarà una storia felice a favore dell’UE, dei cittadini croati e dell’Europa sudorientale”. Infine, il presidente della Commissione europea ha constatato che “la Croazia è cambiata in meglio, grazie all’impegno profuso. La sua adesione è un chiaro segnale che la prospettiva europea può essere reale anche per gli altri Stati della regione”.
Il Capo dello Stato croato Ivo Josipović, il presidente del Sabor, Josip Leko, e il premier Zoran Milanović, nelle dichiarazioni della vigilia, hanno evidenziato pressoché all’unisono che “la Croazia ha compiuto un impegnativo tratto di strada fino all’adesione all’UE. Però gli sforzi hanno dato buon frutto, perché quella croata è diventata una società migliore, ha aperto possibilità di cui non si era nemmeno a conoscenza e ha ottenuto la possibilità di confermare la propria identità nazionale nell’ambito della grande comunità europea”.
Alcuni degli ospiti stranieri, precisamente i ministri degli Esteri di cinque Stati dell’area dell’ex Jugoslavia che ancora non sono nell’UE, sono stati invitati a pranzo dal primo vicepremier e ministro degli Esteri e degli Affari Europei, Vesna Pusić. Poco prima di sedersi a tavola, il ministro ha rivolto il proprio augurio ai cittadini della Croazia: “Ci siamo riusciti! Porgo gli auguri a tutti!”. Subito dopo ha aggiunto che “da adesso non ci adegueremo solamente alle norme e direttive dell’UE. Ora abbiamo la responsabilità di partecipare alla loro stesura e dobbiamo avere ben chiaro il concetto di ciò che è anche nell’interesse dell’UE”. A proposito dei fini cui tende l’Europa, il ministro ha ribadito che “lo scopo di questo governo è che il Paese sia pronto per il regime di Schengen entro due anni, mentre l’entrata nell’eurozona non è prevista per i prossimi cinque anni”.
Gli ospiti di Vesna Pusić hanno tutti espresso congratulazioni e auguri, auspicando una prossima adesione anche degli Stati che rappresentano.

Esuli soddisfatti

“Un evento storicamente e giuridicamente positivo, perché cancella l’ultima frontiera che separava dall’Europa le loro terre natali e che all’Europa occidentale sono sempre appartenute culturalmente fin dalle epoche più antiche”: è questo il commento dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia sull’ingresso della Croazia nell’UE. L’entrata di Zagabria in Europa, inoltre, “rinsalda i rapporti cordiali tra Italia e Croazia”. Nello “spirito di nuova amicizia l’adesione della Croazia agli standard giuridici dell’Unione Europea agevolerà anche la tutela delle comunità italiane rimaste in Istria, Fiume e Dalmazia e il riconoscimento dei molti diritti degli esuli, oggetto tuttora di trattative bilaterali”, conclude la nota dell’ANVGD.

Croazia, storico ritorno nell’abbraccio dell’Europa
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