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Lo scorso venerdì, all’Istituto “Italo Svevo” di Trieste, gli alunni della scuola secondaria di primo grado, hanno incontrato il noto cantautore Simone Cristicchi.
L’appuntamento è stato organizzato dall’Università Popolare di Trieste e dall’Associazione delle Comunità Istriane, in collaborazione con la scuola.
I ragazzi hanno avuto la possibilità di ascoltare il poliedrico percorso dell’artista romano. Cristicchi vanta un passato da fumettista, accanto a uno dei più grandi maestri italiani del disegno satirico, Benito Jacovitti. Talentuoso nel disegno tanto da ricevere un’offerta di lavoro dalla Comic Art appena sedicenne, volle conoscere l’artista che per lui rappresentava il modello cui tendere, Jacovitti, di cui sapeva riprodurre ogni fumetto a perfezione. Ben presto divenne suo allievo.
Imboccata la strada della tecnica espressiva individuale, fu il momento dell’incontro con la musica. Imparò a suonare la chitarra e a trasporre in musica le storie che inventava e disegnava con i fumetti. I cortometraggi, come li ha definiti, che uscivano dalla sua chitarra, lo portarono ancora in un’altra direzione: quella della memoria. Iniziò a raccontare storie vere attraverso la voce di chi ne era stato protagonista e a riempire i silenzi creatisi attorno a quelle vicende: la ricostruzione della vita nei manicomi, il recupero della storia del nonno Rinaldo, giovane soldato nella guerra di Russia del 1941, fino al “silenzio oltraggioso” sugli esuli che Cristicchi ha raccontato nel musical civile “Magazzino 18″, come il luogo dove ancora stanno accumulate le masserizie degli esuli. Ultimo suo lavoro, “Tornar … “, evento unico nel suo genere che si propone di riportare la vita tra le macerie dei vecchi borghi abbandonati dell’Istria.

Cristicchi ospite all’Istituto “Svevo”
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