Cris«Qualcuno ha detto che ha contribuito più il mio spettacolo che non tutti i libri di storia a spiegare il dramma dell’esodo? Beh, forse hanno esagerato un po’. Diciamo che il mio obiettivo era quello di smuovere le coscienze, come ho fatto anche in altre occasioni, e cercare di veicolare dei messaggi importanti su vicende che erano state dimenticate e credo in fondo di esserci riuscito».

Rimane fedele al suo stile Simone Cristicchi, il cantautore romano che attraverso il suo spettacolo teatrale – l’ormai celebre Magazzino 18 – ha raccontato la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata in tutta Italia, partendo proprio da Trieste.

Ma dallo spettacolo al libro il passo è breve: ieri sera, dopo essere stato ospite dell’Associazione delle comunità istriane, Cristicchi ha presentato infatti il testo “Magazzino 18 – Storie di italiani esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia”, scritto a quattro mani con il giornalista Jan Bernas, in un’affollatissima sala Tergeste dell’Hotel Savoia: un incontro a cura della libreria Minerva, dell’Ateneo e dell’Università popolare e moderato dalla docente universitaria Cristina Benussi.

«La forza di questo spettacolo, e di conseguenza del libro, che segna una sorta di completamento della rappresentazione teatrale, è quella di trattare un argomento delicato senza preconcetti e senza pregiudizi – ha affermato Cristicchi -. L’idea di una regia equilibrata per portare a conoscenza di tutti ciò che finora colpevolmente non era ancora conosciuto: quella che io amo definire “la vergogna di non aver saputo questa storia”».

Il cantautore romano ha iniziato l’incontro leggendo alcuni brani del libro ed ha poi accompagnato con un sottofondo musicale alla chitarra l’attrice Maria Grazia Plos che, a sua volta, ha interpretato alcuni frammenti del testo.

«Si tratta di un libro collettivo nel quale sono condensate le memorie della gente – ha continuato Cristicchi -. Il fine è indubbiamente didattico, ma è anche quello di portare le persone ad approfondire questi argomenti: credo che nessuno può rimanere indifferente davanti a tutto quello che si trova all’interno del Magazzino 18 e che incarna quelle che sono state le identità cancellate».

Il sogno di Cristicchi è quello di mettere in scena lo spettacolo proprio nella cornice del Porto Vecchio in estate: intanto proseguono le rappresentazioni lungo la Penisola, tra condensati di emozioni ed il riaccendersi della vis polemica.

«Credo che tutte le contestazioni che stiamo subendo in giro per il Paese siano un qualcosa di assurdo – ha concluso Cristicchi -. Ciò significa che questa storia continua a dare ancora fastidio a qualcuno. Da parte mia, devo dire che ho ricevuto molte attestazioni di solidarietà bipartisan, dove però fanno eccezione i miei colleghi che non si sono mai fatti sentire: tutte queste polemiche comportano una dose di tristezza, ma al tempo stesso mi infondono coraggio, perché vuol dire che sto andando nella direzione giusta».

di Pierpaolo Pitich

Cristicchi battezza il libro sulle «identità cancellate»
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