TRIESTE – Pubblicazioni da dedicare ai grandi personaggi della cultura della Venezia Giulia, nell’ambito della collana Biblioteca istriana, partendo proprio da Sergio Molesi. Questa la proposta lanciata dal direttore della casa editrice EDIT di Fiume, Silvio Forza, alla presentazione del numero monografico della rivista “La battana”, incentrata sul noto critico e storico dell’arte di Trieste, scomparso lo scorso anno. Molesi, per molti versi, ha scritto e continua a scrivere la storia della Comunità Nazionale Italiana. Intere generazioni di alunni e studenti delle nostre scuole sono cresciuti con Molesi e grazie a lui hanno amato l’arte; arte che è stata compresa dai connazionali delle nostre Comunità degli Italiani proprio grazie alle sue conferenze. Molesi ha scoperto e fatto conoscere la nostra realtà in un’Italia che ancora sempre ignora per certi aspetti il peso culturale della sua unica minoranza autoctona. Sempre Molesi ha gettato le basi di numerose iniziative per la CNI, tra cui, con Antonio Pellizzer, lo stesso concorso “principe” della sua vita artistica e culturale, vale a dire “Istria Nobilissima”. E ancora Molesi continua ad aprire nuove strade. Infatti, quella di ieri sera è stata la prima volta che “La battana” ha avuto la sua promozione nella sede dell’Università Popolare di Trieste, ente con il quale le istituzioni della CNI collaborano proficuamente da ben 48 anni.
Sala conferenze gremitissima, in prima fila la vedova Renata e la figlia Rosalba. Tante emozioni, perché tutti i presenti hanno avuto modo di conoscerlo, di lavorarci vicino, e ciascuno serba oggi un proprio ricordo di Sergio Molesi. Parlando del n. 183 della “Battana”, incentrato sulla sua figura, è emersa, oltre alla sua grande e puntigliosa preparazione e conoscenza dell’argomento trattato, soprattutto tanta umanità. Silvio Delbello, presidente dell’UPT, ha parlato delle proprie esperienze, risalenti ancora all’età in cui, da adolescente, cominciava ad approcciarsi alla vita civile a Trieste, per il tramite della “Repubblica dei ragazzi”, di cui Molesi era stato secondo presidente. Delbello ha accennato alla vivacità, non solo fisica all’epoca, di Molesi, ma soprattutto intellettuale, il suo essere impegnato, pronto ad apprendere e stare vicino agli altri, un grande organizzatore; tutte doti che troveranno poi conferma nella sua carriera professionale, compresa quella legata all’UPT. “Non era solo una grande guida, era un leader naturale – ha sottolineato Delbello -, caratteristica che derivava dal suo modo di essere”.
“Molesi rappresenta la parte migliore della collaborazione tra Unione Italiana e Università Popolare di Trieste, rappresenta la dimensione umana, l’incontro per affinità elettiva – ha detto Silvio Forza -. Per noi era l’Italia che volevamo vedere, quella che ci portava cultura, sapere”. Forza ha rilevato ancora il ruolo fondamentale di Molesi nella ricostruzione dei rapporti tra la comunità dei rimasti e la Madrepatria, ha fatto conoscere gli artisti della CNI in Italia, a partire dall’antologica mostra a Villa Manin di Romolo Venucci, il più grande pittore di Fiume nel Ventesimo secolo.
La caporedattrice della rivista, Corinna Gerbaz Giuliano, ha illustrato i contenuti del penultimo numero del trimestrale, contribuendo pure lei alla serata con un ricordo personale, un ritratto umano di Molesi. Emozionatissima la professoressa Erna Toncinich, che proprio nella sede di piazza Ponterosso ha scritto, insieme con il maestro triestino, la sua grande opera su Romolo Venucci.
L’evento si è concluso con delle profonde riflessioni di Silvio Delbello e Silvio Forza sui contenuti e le strategie di promozione dell’attività culturale della CNI e delle pubblicazioni EDIT, alla luce anche di quelle che sono le nuove sfide tecnologiche.

Ilaria Rocchi

Con l’eredità di Molesi, ancora tante strade da intraprendere
0.00(0 votes)

Post by admin

Related post

Comment(0)