Sabato 23 marzo sarà un grande giorno per la Comunità degli Italiani di Levade e Gradigne, perché verrà inaugurata ufficialmente la sede rinnovata del sodalizio locale. Con uno spettacolo presso la sala civica annessa, a partire dalle ore 18, gli attivisti saliranno sul palco per porgere i ringraziamenti a quelle istituzioni che hanno supportato finanziariamente l’iniziativa e l’operato della piccola Comunità.
La sede del sodalizio consiste in una stanza di una cinquantina di metri quadri, servizi compresi. L’immobile è di proprietà del Comune di Portole, nel quale la CI ha sempre operato in qualità di ospite. D’ora in poi, grazie ad un finanziamento del ministero degli Affari esteri italiano, per il tramite dell’Unione Italiana e dell’Università Popolare di Trieste, che hanno investito quasi 13 mila euro, i connazionali della località del tartufo avranno una sede confortevole e attrezzata per svolgere degnamente le loro attività. Per un periodo di cinque anni, inoltre, beneficeranno dell’usufrutto gratuito degli spazi.
Fondata nel 1992 da Silvio Visintin, la CI sin dall’inizio ha messo su una squadra di calcetto maschile. Poi, tra alti e bassi, si è arrivati fino a tre anni fa, quando a prendere le redini del sodalizio è stata la giovane Irina Štokovac, con la quale abbiamo ripercorso l’ultimo periodo di attività.

Quali sono i numeri della vostra Comunità e come mai “Levade-Gradigne”?

“Siamo esattamente 198 soci effettivi, gli stessi che compongono l’Assemblea. Assieme a me, nel nucleo della presidenza ci sono Roberta Kalčić, Bruno Bartolić, Vedran Vižintin e Silvio Visintin. Siamo un gruppo affiatato, che lavora bene. Per quando riguarda il nome, è un semplice fatto geografico: Levade e Gradigne sono due località sorelle, nonché vicinissime. A Gradigne c’è un vecchio edificio che una volta era sede di una scuola, all’interno del quale un tempo si svolgevano le conferenze dell’UI – UPT, ma in futuro credo che si terranno qua a Levade”.

Quali sono le vostre attività?

“Abbiamo messo in piedi un gruppo di minicantanti; circa una decina. Sono guidati dalla bravissima Barbara Vežnaver Antonac, che si occupa anche dello sport. La stessa è anche dirigente del corso di lingua italiana. Abbiamo pensato fosse una buona cosa imparare l’italiano letterario, perché la nostra lingua madre, in realtà, è il dialetto istroveneto. I ragazzi di Levade, Gradigne e del circondario si sono rivelati anche dei bravi artisti, per cui abbiamo aperto un corso d’arte, che attualmente è guidato da Dina Medica, che assieme a Barbara guida anche una piccola compagnia filodrammatica e un gruppo di danza. In questo modo c’è chi recita, chi canta e chi prepara le scenografie”.

Se c’è un’attività inusuale, è il corso di autodifesa. Come nasce l’idea di aprirne uno e qual è l’affluenza?

“Nasce quasi per caso. È guidato da Renato Bassanese, di Brescia, i cui genitori sono nati a Levade. Quando Renato è tornato in Istria, ha deciso di continuare a fare quella che era la sua attività nella città lombarda: l’istruttore di autodifesa. Non pensavamo potesse attirare ben 15 corsisti, tanti sono gli interessati”.

Ha menzionato lo sport. Come si presenta oggi la situazione?

“Alla storica squadra di calcetto maschile, si aggiungono quella femminile di pallavolo, tennis tavolo, briscola e tressette e scacchi. Il settore sportivo per noi è molto importante perché grazie allo sport riusciamo a riunire le persone”.

Come si prospetta il futuro?

“Sappiamo che i fondi sono quelli che sono e che la crisi non risparmia nessuno, tanto meno noi. Quello che possiamo fare nel nostro piccolo, è continuare ad essere attivi e riunire i nostri connazionali. Tra i principali appuntamenti che si ripetono ogni anno c’è la Fiera del tartufo. Per l’occasione i nostri ragazzi vengono inseriti nel programma artistico-culturale organizzato dal Comune. Poi ospitiamo anche eventi di altre realtà associative, sportive e culturali. Siamo felici di questa nuova sede, per la quale ringraziamo innanzitutto l’UI e l’UPT, ma anche tutte le istituzioni locali, in primo luogo il Comune di Portole e il sindaco, Aleksandar Krt, per considerarci parte integrante del tessuto territoriale locale”.

Daniele Kovačić

Comunità di Levade-Gradigne, da sabato in veste rinnovata
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