UPTUn corso specialistico di dodici lezioni e due stage “sul campo” nelle redazioni dei mass media italiani in Istria e a Fiume. Per imparare a comunicare in maniera efficiace, sintetica e convincente, ma anche per riuscire a districarsi nella sempre più complessa giungla informativa. E, non da ultimo, per contribuire a creare un’informazione corretta, quanto più completa e aggiornata, priva di pregiudizi e stereotipi, sulla realtà di quest’area transfrontaliera di cui Trieste si propone un po’ come capoluogo. Il titolo “Corsi di linguaggio giornalistico, comunicazione e minoranze” riassume un percorso innovativo che l’Università Popolare di Trieste si appresta a offrire prossimamente; una novità per la stessa città.

Ieri il lancio ufficiale, affidato al presidente dell’ente, Fabrizio Somma, e al direttore (nonché relatore) del corso, Pierluigi Sabatti. Ma sono intervenuti anche Paolo Sardos Albertini (confessando una sua passione giovanile per il giornalismo), a nome di uno degli organizzatori, il Centro di Documentazione multimediale della Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata, la professoressa Maria Cristina Benussi, membro del Consiglio d’Amministrazione dell’UPT e docente dei corsi, qui anche come delegata del rettore dell’Università degli Studi di Trieste (l’altro co-organizzatore), e alcuni relatori dei corsi, tra cui Massimiliano Rovatti (membro del CdA dell’UPT), Marino Sterle e Franco Debernardi. Presenti i rappresentanti dei media “d’oltre confine” coinvolti: Stefano Lusa, per il Centro regionale di Capodistria della radiotelevisione pubblica slovena, e Ilaria Rocchi, per la casa editrice EDIT di Fiume.

“L’iniziativa nasce da una convenzione quadro stipulata dall’UPT con il CDM – ha premesso Fabrizio Somma, presidente delUPT – e dopo una prima stretta di mano tra i due enti, si sono aggiunte delle altre istituzioni, tra cui l’Università degli Studi di Trieste, con la quale l’UPT ha pure una convenzione quadro. Quindi hanno aderito al progetto la casa giornalistico editoriale EDIT di Fiume, con le sue pubblicazioni, e la Radio e la Televisione di Capodistria, che porteranno la loro testimonianza di giornalisti in testate di lingua italiana in Istria e a Fiume. Il tutto con il cappello dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia”, ha aggiunto Somma.

Promotore e “spiritus movens” della nuova attività – una delle tante che l’ente di piazza Ponterosso ha predisposto in questa sua nuova stagione per la città e il territorio – è Pierluigi Sabatti, decano del giornalismo triestino (e non solo). “Non un corso di giornalismo, quanto di linguaggio giornalistico. Perché faccio questa distinzione? Perché ritengo che il linguaggio giornalistico sia un linguaggio estremamente efficace. Chi deve comunicare deve farlo in maniera efficiente, sintetica, coinvolgente. Questi tre modi di comunicazione vanno benissimo per tutti, anche se uno deve scrivere una lettera o una e-mail. E dunque insegnare a esprimersi è il primo scopo di questo corso – ha puntualizzato Sabatti –. Ma per entrare nel giornalismo occorre anche saper leggere, capire i mass media. Insomma, per orientarsi nella giungla dell’informazione occorre avere degli strumenti anche come lettori, come utenti dei vari mass media. Dunque, si tratta di un corso che si rivolge a uno spettro abbastanza vasto di persone potenzialmente interessate”.
Apprezzamenti condivisi per l’iniziativa, che coinvolgendo i media della minoranza italiana, conferma il ruolo storico dell’UPT nella trasmissione e nel mantenimento della cultura italiana in Istria e Quarnero, ma allo stesso tempo dimostra che sa reinventarsi e adeguarsi alle esigenze poste della società contemporanea. Come dimostra, del resto, il suo sbarco sulla rete.

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Comunicare nelle aree di confine
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