4CATTARO | È proseguita ieri in Montenegro la visita dell’on. Ettore Rosato e di una rappresentanza dei vertici dell’Università Popolare di Trieste alle Comunità degli Italiani più a sud del territorio d’insediamento storico della Comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia. Dopo Zara e Spalato, il parlamentare del Partito Democratico triestino, nell’ambito di un viaggio intrapreso insieme con Fabrizio Somma e Alessandro Rossit, rispettivamente presidente e direttore generale dell’UPT, è approdato a Cattaro, dove ha incontrato l’ambasciatore d’Italia Vincenzo Del Monaco, la dirigenza della CI – il presidente Aleksandar Saša Dender e il suo predecessore Paolo Perugini –, esponenti del Comune (il vicesindaco Tvrtko Crepulja), del Museo civico di Perasto, nonché il critico d’arte Ludovico Pratesi, che si è unito alla delegazione in serata per definire alcuni aspetti logistici della mostra di Jannis Kounellis, che verrà allestita in autunno nella città montenegrina.

Soddisfazione anche per quest’ultima tappa, che ha teso a confermare i rapporti di vicinanza del Friuli Venezia Giulia e dell’UPT con gli italiani di quest’area che, anche se numericamente esigui, si sono dimostrati attivissimi nel campo culturale e della conservazione del retaggio storico, della riscoperta e valorizzazione della veneticità del mare Adriatico, nonché come base d’appoggio per intavolare un discorso di allargamento dei rapporti politici, sociali, culturali ed economici con il Montenegro. Una realtà molto particolare. La CI, nata nel gennaio del 2004, in pochi anni ha ampliato sia i suoi soci sia la sua presenza sul territorio, grazie anche all’apporto della locale Società “Dante Alighieri” e il sostegno dei sodalizi della diaspora dalmata italiana e della Regione Veneto. Sotto la presidenza del Perugini, la CI del Montenegro è riuscita ad avviare corsi gratuiti di lingua e cultura italiana, far eseguire interventi di restauro dei Leoni marciani, organizzare corsi di lavorazione di perle veneziane, abilitare guide turistiche in lingua italiana, promuovere il restauro delle strutture sacrali della cattedrale di San Trifone, la manutenzione delle tombe di famiglie italiane e tante altre iniziative, tra cui pure scambi di studenti.

Ora si stanno prefigurando nuovi percorsi con il Friuli Venezia Giulia, sempre tesi al recupero dell’eredità storica e culturale, con la possibilità di instaurare una potenziale collaborazione tra il Ministero degli Affari esteri italiano, per il tramite dell’UPT, la Regione Autonoma FVG, la Comunità degli Italiani e la Repubblica del Montenegro. Da non dimenticare che nell’ambito dei sette progetti che la Regione FVG sta portando avanti da alcuni anni in Montenegro, con un investimento complessivo pari a circa 500.000 euro, l’attenzione è al momento focalizzata su due interventi riguardanti lo scambio di esperienze nel campo della salute mentale e la cooperazione turistica, quest’ultimo con un sistema integrato che prevede la realizzazione di una piattaforma informatica per i turisti che frequentano la costa montenegrina, nello specifico le Bocche di Cattaro, dove è molto diffusa l’architettura che risale ancora al periodo dell’amministrazione della Repubblica di Venezia.
A fine settembre dovrebbe decollare intanto quella tra la CI di Cattaro e l’Ufficio scolastico regionale dell’FVG: nell’ambito di un incontro ufficiale con l’Assessorato all’Istruzione verranno definiti i termini di un percorso formativo che sarà offerto ai connazionali del Montenegro per quanto riguarda il 2015. Intanto, un’altra mostra verrà allestita a integrazione di quella di Kounellis, sempre sul tema del mare che unisce, ma questa di raccordo con la realtà triestina del periodo emporiale.
Nel corso di quest’intensa giornata, che completa un tour esaustivo in Dalmazia, anche ad alto livello, sono state valutate, insieme con il curatore dell’esposizione, Ludovico Pratesi, le potenzialità e le esigenze della location che ospiterà l’installazione di Jannis Kuonellis a settembre. “Un’opera per ricordare”, che s’ispira a un’idea di integrazione delle comunità italiane presenti in Montenegro, ricollegandosi alla vicenda dell’ultima bandiera della Repubblica di Venezia, conservata nell’altare della cattedrale di Perasto dal 1797, verrà allestita nella Chiesa (oggi sconsacrata) di San Paolo, a nord delle mura. Un edificio bellissimo, attualmente in fase di restauro, destinato a ospitare grandi eventi, come lo sarà appunto questo di Kounellis, proposto dal MAE, fortemente voluto dall’ambasiatore Del Monaco, che si avvale anche del contributo dell’UPT e dell’Unione Italiana.

Ilaria Rocchi
da “La Voce del Popolo” di Fiume

CI del Montenegro realtà da valorizzare
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