IMG_0148

Trieste avrà uno spazio espositivo polifunzionale, all’interno del quale si potranno organizzare mostre ma anche presentazioni e, ciò che più importa, la Scuola di acquaforte dell’UPT avrà finalmente una sede prestigiosa.

Inaugurata l’altra sera alla presenza dei massimi esponenti dell’Università Popolare di Trieste e del presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat, la sala porta il nome di un grande artista triestino, iniziatore di questa attività, Carlo Sbisà, al quale è espressamente dedicata, come appare dalla tabella sulla facciata dell’edificio di via Torrebianca 22. Dopo la sua morte prematura è stata la moglie di Sbisà, Mirella Schott, a portare avanti per decenni l’attività impostata dal marito, profondendo in quest’opera tutta la sua conoscenza e dedizione, trasformando un corso dell’UPT in una proposta d’eccellenza. La sede del corso è cambiata nei decenni, prima nella cantina della stessa Sbisà – come ha ricordato commossa l’altra sera durante la cerimonia d’intitolazione – poi in una scuola di Roiano, poi ancora in via Madonna del Mare e viale XX Settembre.

“Quell’ultima sede – ha sottolineato il presidente Fabrizio Somma – era diventata impraticabile. A ridosso della montagna, era spesso invasa dall’acqua con tutti i danni che ciò comportava, e relative spese di ripristino”.

Così qualche anno fa si è cercato di correre ai ripari e “ci siamo rivolti all’allora sindaco Dipiazza – ricorda Renzo Grigolon – che si rese subito disponibile; con l’aiuto di Alessia Rosolen si procedette alla scelta di un luogo”.

Gli ambienti, ora rimessi a nuovo, erano occupati da un negozio di giocattoli, che svuotato e grazie ad un preciso restauro, ha rilevato tutta la bellezza della struttura di archi e colonne, di mattoni e pietra, così come nell’architettura di gran parte del borgo teresiano.

La sala è stata aperta per la prima volta al pubblico nel settembre scorso con una mostra che anticipava il calendario d’attività in questi spazi, che entrerà nel vivo in occasione del programma di avvenimenti per i 115 anni dell’UPT.
Che cosa s’intende per centro Polifunzionale lo spiega il presidente Somma: “La Scuola dell’acquaforte potrà implementare la propria attività e organizzare ciclicamente le proprie esposizioni, ma lo spazio sarà aperto anche agli artisti connazionali d’oltreconfine. Insieme all’UI si deciderà un calendario di presentazioni sulla base della nostra cinquantennale collaborazione. Ma la sala ospiterà anche presentazioni di libri e manifestazioni di vario genere vista la sua centralità e la bellezza del contesto”.

La sala espositiva è stata voluta e realizzata con i mezzi dell’UPT. “Per la gestione degli spazi – afferma ancora Somma – confidiamo ora nell’aiuto delle istituzioni, dal Comune alla Regione”. Quello della Provincia, finché esisterà, “sarà reale” – ha voluto ribadire la presidente Poropat.

E alla fine, l’emozione di rendere visibile, con una piccola cerimonia, la tabella con la scritta “Scuola d’acquaforte Carlo Sbisà-UPT”. Ora si può continuare ad operare.

Rosanna Turcinovich Giuricin

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Centro polifunzionale UPT
0.00(0 votes)
Comment(0)