AbbaziaDopo Rovigno, “L’Italia in musica”, scritto e interpretato dal cantante e compositore triestino Alex Vincenti, ha conquistato anche il pubblico di Villa Angiolina, accorso numeroso allo spettacolo. Vincenti si è esibito con il suo caratteristico stile, accompagnato dal “pianoforte elettronico” autocostruito. E, come ha spiegato durante la serata abbaziana, ha cercato di ricreare allo strumento le sonorità dell’epoca per far rivivere le sensazioni e le emozioni di uno dei periodi più belli della musica e della storia italiana. Nella sua performance Vincenti ha proposto non solo le canzoni più belle, ma anche i più grandi cantanti di quegli anni, che ha reinterpretato in maniera splendida.

Sessant’anni di storia italiana

Una serata iniziata sulle note di “Amore scusami”, originariamente cantata dall’italianissimo John Foster, al secolo Paolo Occhipinti, per proseguire con “Come prima” di Tony Dallara, l’indimenticabile “Nel blu dipinto di blu”, di Domenico Modugno e l’inarrivabile Fred Buscaglione con “Guarda che luna”, per continuare con il “molleggiato” e la sua “Il tuo bacio è come un rock” e arrivare alla più grande voce femminile della musica italiana, Anna Maria Quaini in arte Mina, con la sua emozionante versione de “Il cielo in una stanza” e un’altra delle grandi hit della “Tigre di Cremona”, “Tintarella di luna”.
La cavalcata è proseguita con “Legata a un granello di sabbia” e “Con te sulla spiaggia”, di Nico Fidenco e con una delle canzoni italiane più famose al mondo, “Quando, quando, quando” di Elio Cesari in arte Tony Renis. E ancora: Rita Pavone, “Come te non c’è nessuno”, “Sapore di sale”, del grande Gino Paoli, tre brani di Gianni Morandi – “In ginocchio da te”, “La fisarmonica” e “Occhi di ragazza” -, “A chi”, di Fausto Leali, “Azzurro”, di Adriano Celentano, “Rose rosse”, di Massimo Ranieri e “La prima cosa bella”, di Nicola di Bari. Non sono mancate canzoni più recenti, come “Tanta voglia di lei”, dei Pooh, e le immancabili “Piazza grande”, di Lucio Dalla, e “Il mio canto libero”, di Lucio Battisti.

Danza, immagini, aneddoti

Il concerto è stato arricchito da balletti di Ylenia Vascotto e immagini dei favolosi anni Sessanta: spezzoni dei Sanremo dell’epoca e scene di vita quotidiana, come pure aneddoti dei vari brani, raccontati dall’affascinante voce di Susanna Isernia, responsabile del Settore culturale dell’Università Popolare di Trieste.
L’artista triestino ha concluso il concerto dedicando una canzone a tutti i presenti, “L’italiano (Lasciatemi cantare)”, di Toto Cutugno.
Il viaggio musicale che interessa le Comunità degli Italiani dell’Istria e del Quarnero è organizzato dal’Università Popolare di Trieste, dall’Unione Italiana e dalla locale Comunità degli Italiani, con il contributo del Ministero italiano degli Affari Esteri. Il 12 dicembre Alex Vincenti sarà alla Comunità degli Italiani di Fiume.

Kristina Blecich

Canzoni che fanno parte del nostro DNA
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