Vedrà la sua presentazione ufficiale venerdì 14 dicembre, alle ore 18 nella sede della Comunità degli Italiani di Pisino, il numero 61 de “La Ricerca”, bollettino del Centro di ricerche storiche di Rovigno (CRSR). Da rilevare che da qualche tempo la testata, aggiornata nella sua veste grafica, è pure on-line sul sito del Centro. Ma veniamo ai contenuti di quest’ultimo numero della “Ricerca”, in cui tornano le rubriche “fisse”, come il Notiziario (curato da Marina Ferrara), le Visite al CRSR, i nuovi arrivi in biblioteca, la partecipazione a seminari e convegni scientifici, le pubblicazioni uscite nel 2010-2012 e quelle in corso di stampa.
Apre, come di consueto, l’editoriale di Nicolò Sponza, redattore responsabile, intitolato “La memoria personale e il racconto nazionale”. È una riflessione sulla dissoluzione delle verità universali, che sino a ieri sembravano immutabili ed eterne, e l’incertezza del presente. “Oggi viviamo in un mondo dove la parola ‘crisi’ – valoriale, identitaria, soggettiva e oggettiva – non disegna più una concezione anomala, pertanto eccezionale e soprattutto transitoria, ma sempre più una condizione ordinaria, tanto da rendere meno certe molte delle nostre convinzioni e sicurezze, e meno validi molti dei nostri progetti”, rileva Sponza. Mettendo in luce la necessità di trovare nuovi criteri di giudizio, pure in campo storiografico – facendo (ri)emergere le memorie plurime, diverse e anche in contrasto tra loro –, e di legittimazione societaria.
“La Ricerca” n. 61 propone cinque saggi originali. Rino Cigui, in “Il servizio sanitario pubblico a Rovigno nel secondo Ottocento” (pp. 2-4), esamina gli sforzi portati avanti dal governo austriaco – e dall’avvocato Mattelo Campitelli, per lunghi anni podestà della città –, per garantire una copertura sanitaria quanto più capillare della provincia istriana. Questi, tuttavia, si dimostreranno insufficienti di fronte alla crescita demografica del secondo ’800, tanto da accentuare il già consistente divario tra il numero di medici e la popolazione residente in regione. Ad esempio, se nel 1840 un medico comunale aveva 9.493 potenziali pazienti, mezzo secolo dopo ne aveva 10.952, con conseguente aumento della percentuale di persone decedute senza cure mediche, salita dal 59,1 per cento del 1887 al 64,7 p.c. del 1892. Cigui recupera il decreto relativo all’Organizzazione sanitaria pel comune di Rovigno, del 1871, recante i vari incarichi, con relativi nominativi, le qualifiche richieste e gli stipendi.
Con “La Madonna di Strugnano: note storiche e devozione popolare” David Di Paoli Paulovich (pp. 5-8) rievoca i 500 anni dall’Apparizione della Beata Vergine Maria, avvenuta il 15 agosto del 1512, l’importanza del santuario di Santa Maria della Visione e, in generale, la devozione mariana in Istria, che ha trovato nei secoli anche altri luoghi per esprimersi (e accenna a santuari e chiese di Buie, Visinada, Pola, Rovigno…)
Qualche pagina più in là, il medesimo autore ricorda l’opera e la figura dell’etnomusicologo, organologo ed etnologo Roberto Starec, un ricercatore innamorato dell’Istria, prematuramente scomparso nel maggio di quest’anno (pp.16-18). È di Starec, edito appunto dal CRSR, il prezioso “Mondo popolare in Istria: cultura materiale e vita quotidiana dal Cinquecento al Novecento” (Collana degli Atti, n. 13, 1996). Restando in tema di tradizioni, in “Una testimonianza sulla pesca a Isola dopo la caduta della Serenissima” (pp. 13-15)
Kristjan Knez propone un’interessante richiesta indirizzata al governatore provvisorio dell’Istria veneziana, trovata nel fondo “Atti Amministrativi dell’Istria (1797-1813)” dell’Archivio di Stato di Trieste.
Ezio Giuricin in “Memoria e riconciliazione” (pp. 9-12) fornisce invece un’attenta valutazione – da leggere avvicinandoci al Giorno del Ricordo 2013 – sul significato simbolico, storico ed etico del “Percorso della memoria e della riconciliazione – un omaggio alle vittime italiane degli opposti totalitarismi nella nostra regione –, promosso congiuntamente dall’Unione Italiana, dal Libero comune di Pola in esilio e dalla Federazione degli esuli, lo scorso 12 maggio 2012. Infine, tra le notizie, rileviamo la donazione al CRSR della biblioteca dell’arcivescovo di Gorizia, padre Vitale Bommarco (Cherso, 1923 – S. Pietro di Barbozza, 2004). (ir)

Bollettino del CRSR «La Ricerca» n. 61
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