LIBRO_ATTI_7

FIUME Un imponente volume di storia istriana che fa luce sul ruolo svolto dalla componente romanza del territorio dell’Istria e della Dalmazia. Si presenta cosi il volume “Atti XLIV”, pubblicato del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, presentato ieri alla Comunità degli Italiani di Fiume nell’ambito delle celebrazione della Settimana della cultura fiumana.

A dare il benvenuto ai presenti è stata la presidente della CI, Orietta Marot. A salutare il folto pubblico sono stati Maurizio Tremul, presidente della GE dell’UI, Fabrizio Somma, presidente dell’UPT, il console generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani, il direttore del CRS Giovanni Radossi, mentre il “Collegium Musicum Fluminense” ha aperto l’evento con l’esecuzione di alcuni brani di Vivaldi. Tra i relatori della serata Marino Budicin, Rino Cigui, Giuseppe Cuscito, Fulvio Salimbeni e Diego Redivo.
Il prof. Giovanni Radossi ha illustrato ai convenuti i presupposti che portarono alla nascita del Centro e il ruolo svolto in cinque decenni dall’Ente di ricerca.
A illustrare i 17 saggi che compongo la monografia è stato il prof. Giuseppe Cuscito, presidente della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria e professore di Archeologia cristiana presso l’Università di Trieste. Il 44.esimo volume degli Atti conta 616 pagine e si divide in due grandi sezioni: quella delle Memorie con undici contribuiti, e quella delle Fonti e documenti, che comprende sei titoli. A chiudere il volume sono, invece, alcune note commemorative di Diego Redivo sulla figura di William Klinger, dal titolo “Il coraggio e la passione. In morte dello storico William Klinger”.
Cuscito ha evidenziato come gli undici saggi delle Memorie si sventagliano attraverso una serie di contributi che affrontano varie discipline: dalla storiografia sull’Adriatico alla glottologia, con riferimento alla ricostruzione storica dell’istrioto; dalla sociologia studiata sotto diversi profili e con fonti documentarie di diversa natura, all’influenza del diritto romano in testi giuridici, come il Codice di Momiano; dall’iconografia legata al culto di San Giacomo di Compostela alla musicologia e alle tradizioni di devozione popolare; da personaggi della riforma protestante alle origini dell’emporio di Fiume e alla toponomastica storica. Per quanto riguarda la sezione delle Fonti e documenti, Cuscito ha rilevato che ci vengono presentate attraverso molteplici informazioni sulla storia della società istriana. Ma a differenza delle Memorie, in questa sezione è privilegiata l’analisi del documento e non l’interpretazione dei fatti.
“Il filo rosso che collega i lavori del volume è l’interesse per l’Istria – ha detto Giuseppe Cuscito -, il cui quadro panoramico si compone attraverso le numerose tessere di un unico mosaico, con particolare attenzione all’epoca moderna. La monografia è composta da ottimi e ben approfonditi testi. Ogni articolo possiede i suoi pregi con contenuti particolari di ampio respiro. Da rilevare l’articolo ‘Per una storia dell’Adriatico’ di Egidio Ivetic, in cui l’autore mette in evidenza ‘l‘uomo Adriaticus’, considerando l’Adriatico come la patria comune di differenti civiltà, regioni, confessioni e di diverse storie lungi da dicotomie e da contrapposizioni che solitamente vengono rilevate dalla storiografia. È un contributo breve che si presenta tra i più cospicui per la storiografia. Notevole è poi il discorso ‘L’istrioto: cenni storici’ di Sandro Cergna, in cui ricostruisce storicamente il dialetto autoctono di cui già Dante, nel ‘De vulgari eloquentia’, faceva cenno. Di ampio respiro è anche l’articolo del musicologo David di Paoli Paulovich che cerca di recuperare la tradizione religiosa e musicale sulla linea del canto patriarchino di matrice aquileiese, gradese e marciana”.

Marino Budicin, redattore degli Atti, che ha illustrato come il volume sia composto dai contributi realizzati da dipendenti del CRS di Rovigno o collaboratori di lunga data. “A comporre tematicamente gli atti sono i grandi filoni che vengono studiati dalla nostra istituzione e che sono di particolare interesse per la nostra realtà comunitaria. Gli atti rappresentano anche la finestra per affacciarsi anche a quello che è l’interesse storiografico della vicina Italia e delle Regioni contermini. Ecco perché ogni articolo è accompagnato da riassunti in croato e sloveno. A conferma che gli ‘Atti’ sono una rivista di frontiera sia per gli argomenti affrontati sia per gli autori presenti”, ha detto Budicin.

Fabrizio Somma, nel suo intervento fatto a nome dell’UPT, ha posto in evidenza l’importanza della collaborazione con il CRS per la cultura dell’Alto Adriatico.

Maurizio Tremul ha evidenziato che “abbiamo una responsabilità storica ancora più importante di quella di un tempo, che investe tutti noi: l’UI, le CI, le istituzioni, le scuole, e tutte le persone. Nell’Europa unità di cui facciamo parte anche giuridicamente, dobbiamo adoperarci per diffondere, studiare, far conoscere e fornire oggettive letture scientificamente inoppugnabili, che ristabiliscano la verità storica di queste terre”.
Tra i pubblico pure il presidente della Società di Studi fiumani a Roma, Amleto Ballarini, il segretario generale Marino Micich, Alessandro Rossit, direttore generale dell’UPT, il direttore del Museo civico di Fiume Ervin Dubrović, il sindaco del Libero comune di Fiume in esilio, Guido Brazzoduro, nonché Francesca Boscarol, vedova del compianto William Klinger.

Gianfranco Miksa

da “La Voce del Popolo” di Fiume

«Atti XLIV» in omaggio a William Klinger
0.00(0 votes)
Comment(0)