Firmato-protocolloPOLA “Protocollo esecutivo di collaborazione nello svolgimento dell’attività scientifico-didattica tra il Dipartimento per gli studi in lingua italiana e il Dipartimento di scienze della formazione dell’Università ‘Juraj Dobrila’ di Pola e l’Università degli Studi di Trieste.” Il documento è stato firmato ieri negli ambienti del Rettorato dell’Università polese. Sfidando la bora (che ha soffiato con sorprendente energia), si sono incontrati allo stesso tavolo Alfio Barbieri (Rettore della “Dobrila”), Rita Scotti Jurić, Elis Deghenghi Olujić, Fulvio Šuran, Nevia Močinić e Nevenka Tatković (tutti della “Juraj Dobrila”), Maurizio Tremul (presidente della GE dell’UI), Daniele Suman (responsabile del Settore Università e Ricerca scientifica dell’UI), Silvio Delbello e Alessandro Rossit (rispettivamente presidente e segretario dell’UPT).

Il documento stabilisce che l’Università di Trieste consentirà ai propri docenti e ricercatori di svolgere attività didattiche nel Dipartimento per gli studi in lingua italiana e nel Dipartimento di Scienze della formazione della “Juraj Dobrila” di Pola, in base ai piani e programmi verificati e operanti nell’ambito dei Dipartimenti. Pola e Trieste coordineranno annualmente il piano e programma di collaborazione. La collaborazione tra i Dipartimenti di studi in lingua italiana e di Scienze della formazione della “Juraj Dobrila” e dell’Università degli Studi di Trieste si realizzerà per il tramite organizzativo e con copertura finanziaria dell’UPT-UI, che per l’anno accademico 2013/2014 ha previsto un esborso di 90mila euro.
In avvio d’incontro (che anche nella protocollarità ha mantenuto l’atmosfera di amicizia che c’è tra “vecchi” compagni di viaggio) i saluti del Rettore, Alfio Barbieri, al suo primo appuntamento del genere dacché ha assunto le redini dell’Università, che si è detto felice dell’incontro, per il quale ha ringraziato i due Dipartimenti.
Fulvio Šuran ha sottolineato l’esistenza di un Protocollo con l’Università degli studi di Trieste (firmato sempre per tramite dell’UPT) datato 2006, e si è collaborato fino ad oggi. Si spera di continuare nella stessa direzione magari allargando ad altre sfere, anche per approfondire la collaborazione tra studenti e studenti, e professori e professori. Collaborazione che potrebbe avere altri sbocchi anche in considerazione del fatto che l’Università degli Studi di Trieste non ha più il Dipartimento di scienze della formazione ed allora, forse, si potrebbe creare proprio a Pola una sorta di Centro per l’allargamento e l’approfondimento di questi studi. Il Dipartimento di studi in lingua italiana è pronto a intraprendere la strada dell’allargamento: per farlo ha anche… cambiato i connotati. Non più Dipartimento di italianistica, ma Dipartimento di Studi in lingua italiana. Come dire, così il ventaglio si apre di più.
C’è la necessità di incontro con l’Università degli Studi di Trieste per sondare altri campi di collaborazione. Šuran ha toccato anche il tasto della “sfida intensa” tra l’Università di Pola e di Fiume, e sarebbe bello se tra le due realtà universitarie ci fossero anche scambi. Ma anche per quel che concerne la collaborazione extrafrontaliera si va in direzioni diverse: Pola è legata a Trieste, Fiume a Padova.

Apertura di nuovi corsi

L’intenzione di aprire nuovi corsi è stata confermata anche da Rita Scotti Jurić, che comunque sui contenuti ha preferito non esprimersi, in quanto si tratta di progetti ancora in fieri. Si è però alla ricerca di nuovi sbocchi. Non che non si avesse già guardato in questa direzione: per dire, sarebbe piaciuto accendere un corso di studio di Storia generale e civiltà italiana. Il Senato aveva dato il placet, è mancato però il sì del ministero di competenza, che aveva bocciato il sogno in quanto corsi contenutisticamente uguali in due lingue sotto lo stesso tetto, si portano a vicenda via gli studenti. È arrivato però una sorta di rallentamento per l’apertura di un’altra “italianistica” a Pola e di una a Fiume, che un po’ creano problemi al Dipartimento di studi in lingua italiana. Ma siccome una porta aperta induce a trovare perlomeno una finestra, si è aperta quella del Corso post laurea di traduzione, per la qual cosa si collabora con le Università di Spalato, Zara e Trieste. E proprio per il corso di traduzione (croato e italiano) ci sarebbe bisogno di docenti. Nel suo intervento ha altresì considerato la possibilità di istituire corsi interuniversitari, come succede con l’”accorpamento” delle Università di Trieste e Udine.
“Siamo pochi, ma combattivi”, ha constatato Rita Scotti Jurić, dichiarando la ferma intenzione di contrastare il pericolo di spegnimento con nuovi percorsi. In fin dei conti, si tratta di mantenere una onorata tradizione: nel 2016 si festeggeranno i 40 anni di studio universitario a Pola e lo studio biennale dell’italiano e dell’insegnamento di classe ha numeri più grandi ancora.
Per Nevia Močinić il fatto che la Croazia sia nell’UE apre al rafforzamento di Scienze della formazione: magari potrebbero iscriversi a Pola gli studenti della Slovenia. Succedeva all’epoca della Jugoslavia, ma poi, con l’indipendenza dei vari Stati dell’ex Federazione gli studenti sloveni erano “stranieri”, con l’obbligo di sostenere quote universitarie elevate. Adesso si potrebbe guardare all’Università del Litorale con l’intenzione, come detto, di ridare vigore ai corsi.
Alessandro Rossit ha ricordato la presenza dell’UPT “nella soluzione di problemi di carenza di maestri e insegnanti nelle scuole della CNI” e la “molto proficua collaborazione”.
Silvio Delbello, sentiti i problemi, si è detto già al corrente della situazione, aggiungendo: “Confidiamo di essere capaci di affrontarli, ma non possiamo superare le difficoltà che avete in casa. Auguro di trovare una soluzione e prometto l’appoggio che avete avuto anche finora”. Il presidente dell’UPT ha detto di condividere alcune osservazioni sugli studi italiani sia a Pola sia a Fiume: “Se fossimo stati più attenti forse le soluzioni sarebbero state diverse”.

Sostegno all’italianistica di Fiume

La conferma che si continua a sostenere i Dipartimenti come sempre è arrivata anche per voce di Maurizio Tremul. La nascita di “italianistica” a Fiume è stato un desiderio dell’Università degli Studi di Fiume, “non siamo stati interpellati, e l’iniziativa è stata portata avanti da connazionali qualificati”. Nell’ottica di sostenere la crescita si è previsto un finanziamento (anche se in misura di molto inferiore del sostegno dato a Pola). La situazione complessiva non è delle migliori; si è più volti alla razionalizzazione che allo sviluppo. Per il 2014 ci saranno un po’ di soldi in meno (150mila euro per la precisione, ma con l’aria che tira si può essere ben che contenti), comunque l’Università avrà gli stessi mezzi. Bisognerà fare in modo che tra i Dipartimenti sia dialogo, anche in visione dell’utilizzo delle risorse. “Le soluzioni ci sono; forse non tutte quelle che si vorrebbero, però ci sono”, ha concluso Tremul, annunciando un incontro a gennaio dell’anno prossimo. Tremul ha “giustificato” l’assenza di Furio Radin, presidente dell’UI, in viaggio protocollare a Roma con il presidente della Repubblica, Ivo Josipović. Daniele Suman ha parlato di concorrenza stimolativa piuttosto che di rivalità tra università. “Voi fatevi promotori, noi vi sosterremo”, ha detto rivolto ai responsabili dell’Università.
Poi la firma del Protocollo e le strette di mano.

Carla Rotta

Atenei, Pola e Trieste verso nuove sfide
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