OLYMPUS DIGITAL CAMERAABBAZIA | “Il progetto è molto interessante, ma soprattutto innovativo, visto che sono state adottate soluzioni importanti che tengono conto anche del risparmio energetico. La posizione, poi, è incantevole. Questa meravigliosa vista sul mare non può che fare bene. Le premesse sono molto buone. A mio modo di vedere, il progetto è veramente ottimo sotto tutti i punti di vista. Quello che ci preoccupa un po’ sono i costi, perché la realizzazione di un edificio del genere implica un impegno non indifferente, ma se la Città ha deciso di avviarlo significa che ci sono i presupposti finanziari. Come concordato in precedenza, l’Università Popolare di Trieste, congiuntamente all’Unione Italiana, contribuisce a coprire i costi del progetto. Quando si saprà l’importo definitivo, stanzieremo i fondi necessari. Siamo molto soddisfatti di come si è svolto l’incontro di oggi. Abbiamo preso visione del progetto definitivo e appurato che sono state prese in considerazione le indicazioni che avevamo dato, tra le quali quella di concentrare le sezioni italiane in un’unica sede, anziché dislocarle in due edifici come si pensava di fare inizialmente”. È stata questa la dichiarazione a caldo del presidente dell’UPT, Silvio Delbello, a conclusione di una riunione di lavoro tra i principali partner del progetto del futuro asilo di Abbazia, svoltasi ieri nel palasport “Marino Cvetković”. All’incontro hanno preso parte anche il direttore dell’UPT Alessandro Rossit, la responsabile del Settore educazione e istruzione dell’Unione Italiana, Norma Zani, il presidente della Comunità degli Italiani di Abbazia, Pietro Varljen, affiancato da Norma Tuljak Srbulj e il capodipartimento cittadino per l’assetto territoriale Zdenko Tupanjac. Si è trattato di una regolare riunione di lavoro di carattere informativo nel corso della quale ai partner del progetto, rispettivamente UI e UPT, è stato illustrato il progetto definitivo con tutte le fasi previste.

Preparativi a buon punto

È stato precisato che i preparativi sono a buon punto, che seguiranno un’analisi tecnica e il rilascio del permesso di costruire, dopo di che i partner decideranno quale modalità di finanziamento adottare. Come già detto in più frangenti, il futuro asilo infantile sorgerà in zona Punta Kolova e accoglierà, oltre alle sezioni croate, anche tre sezioni in lingua italiana, di cui una a livello di asilo nido. Nella struttura potranno essere sistemati 199 bambini per un totale di 12 gruppi.

Scuola italiana. Perché no?

Il progetto architettonico prevede cinque palazzine che assieme formeranno un unico nucleo tecnologico e multifunzionale, il tutto in armonia con gli attuali standard ambientali e pedagogici e l’efficienza energetica.
“Ci fa molto piacere che nella stesura del progetto siano state rispettate tutte le disposizioni contrattuali che riguardano gli spazi per le sezioni in lingua italiana – ha detto Norma Zani –, ma anche per quanto concerne le attività extracurricolari, ovvero le attività integrative, quindi spazi multimediali, polifunzionali con superfici da sogno e collegati da porte scorrevoli per dare un senso di maggiore apertura e spaziosità”.
Dopo un asilo per la minoranza italiana, seguirà pure una scuola elementare della CNI? Interpellato sulla questione, il presidente dell’UPT, Silvio Delbello, ha risposto: “Non vedo perché non si potrebbe fare. Con l’attuale sindaco Ivo Dujmić non dovrebbe essere un problema. Se ci sarà la buona volontà il progetto potrebbe anche andare in porto”.

Ivana Precetti

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Asilo italiano, realtà sempre più vicina
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