JANNIS KOUNELLIS - Un’opera per ricordare / A work to remind

JANNIS KOUNELLIS - Un’opera per ricordare / A work to remind

La grande arte italiana va in Montenegro e Croazia: in occasione della XIV settimana della lingua italiana nel mondo organizzata in Montenegro e dei festeggiamenti per il semestre della Presidenza Italiana del Consiglio d’Europa, la preziosa rassegna “Trieste dalla Serenissima all’Impero”, che ripercorre, attraverso le splendide vedute e stampe della collezione di Stelio e Tity Davia, l’evoluzione urbanistico-architettonica e storico-sociale della nostra città dal 1612 all’800, è ospitata fino a oggi nel Museo di Perasto, il più importante del Montenegro. La prestigiosa rassegna, curata sotto il profilo scientifico e grafico da Fabrizio Somma, presidente dell’Università Popolare di Trieste, si è inaugurata alla presenza, tra gli altri, di una delegazione Fvg, tra cui il consigliere regionale Emiliano Edera, e di Vincenzo del Monaco, ambasciatore italiano in Montenegro. Dopo il successo qui riscontrato, la collezione, composta in quest’occasione da più di cento pezzi e antichi album, sarà trasferita dal 2 alla fine di dicembre all’Archivio di Stato di Fiume grazie al Consolato generale d’Italia a Fiume e con il patrocinio di Expo 2015; ma s’intitolerà “Dalla Serenissima al futuro”, quest’ultimo rappresentato da una decina di scatti in bianco e nero di Marino Sterle, che raccontano, tra forti contrappunti di luce e ombra, la Trieste contemporanea.
«L’esposizione – spiega Somma – raffigura la grande passione e l’impegno quarantennale con cui Stelio Davia, grande sportivo e antiquario, e la moglie Tity hanno lavorato alla collezione, che ha regalato una nuova immagine della nostra Trieste e del suo territorio nel mondo, guardando al contempo con lungimiranza all’instaurazione di quello spirito multiculturale che contraddistingue la nuova Europa». In sintonia con ciò, Edera ha formalizzato la proposta di ospitare una rassegna di giovani artisti montenegrini a Trieste.
La mostra sulla collezione Davia s’intreccia alla scenografica installazione di Jeannis Kounellis intitolata “Un’opera per ricordare”, curata da Ludovico Pratesi e allestita a Cattaro nella Chiesa di San Paolo: composta da nove vele veneziane del ‘600, raccolte nello spirito del riuso proprio dell’arte povera, espresso dal maestro italo-greco (la più grande è alta 5.80 metri, mentre la larghezza dell’installazione supera i 20), l’opera ci parla anch’essa del mare e dell’antico legame fra le genti al di qua e al di là dell’Adriatico, simbolizzando un segnale e un auspicio di amicizia. Dal 25 novembre al 4 dicembre, prima di essere trasferita a Fiume, l’installazione, già esposta alla Biennale di Venezia e al Macro di Roma, potrà essere ammirata nella centralissima e ampia Galleria d’arte Lauba di Zagabria, in una mostra organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura della capitale croata.
“Guercino. La luce del Barocco” è infine il titolo della prestigiosa rassegna dedicata fino al 31 gennaio al grande artista italiano al Museo dell’Arte e dell’Artigianato (Muo) di Zagabria. La città ha riservato un’accoglienza straordinaria, per quantità e qualità di pubblico, all’esposizione che, dopo l’affollatissima vernice, cui ha partecipato anche il presidente della Repubblica croata Josipovic, è stata visitata in due settimane da quattromila persone. Omaggio alla Croazia per celebrare il semestre italiano alla Presidenza del Consiglio Ue, la mostra, definita un evento di dimensione storica per la cultura croata, testimonia, attraverso trentacinque fra dipinti e affreschi, la bellezza del più prestigioso esponente della scuola pittorica bolognese, raffinato riformatore che, dal Barocco, seppe aprire significativamente al classicismo: così importante da essere visitato nella sua patria di Cento (Ferrara) da personaggi del calibro di Velasquez e a Bologna dalla regina Cristina di Svezia.

Marianna Accerboni

da “Il Piccolo” di Treiste

Arte italiana in Croazia con Guercino e Kounellis
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