Nella città che per antonomasia rappresenta la culla della lingua e della cultura italiane, lì dov’è vissuto Dante e dove ha sede la prestigiosa Accademia della Crusca, si sono riuniti a Palazzo Vecchio, a Firenze, i 62 finalisti – dei 15mila che hanno partecipato, da tutta Italia e dalla Regione istro-quarnerina, alla seconda edizione delle “Olimpiadi di italiano”. In due ore hanno dovuto rispondere a un test con domande su morfologia, sintassi, lessico, produrre pure brevi testi e sintetizzare uno d’autore. E tra i dieci vincitori a essere incoronata campionessa di lingua italiana nella categoria delle scuole italiane all’estero si è posizionata al primo posto anche una giovane leva fiumana. E’ Ana Šverko, allieva della IIIa classe dell’indirizzo ginnasio generale della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, guidata dalla mentore/docente Gianna Mazzieri Sanković.
Una grande soddisfazione per la giovane, ma allo stesso modo anche per l’istituto scolastico, e ciò perchè è la seconda volta che uno degli alunni della SMSI di Fiume ottiene l’importante premio. Lo scorso anno, infatti, la competizione nella stessa categoria era stata vinta da Oretta Bressan. Ma non si ferma qui il motivo di vanto per i nostri studenti. Ad affiancare Ana Šverko è Urška Frančula, del Ginnasio “Gian Rinaldo Carli” di Capodistria, che si è piazzata al secondo posto.

UNA GARA CHE HA COINVOLTO 15MILA RAGAZZI Ma che cosa sono le “Olimpiadi di italiano”? E’ una gara che ha come obiettivo incentivare e sollecitare lo studio della lingua italiana e delle forme della letteratura italiana come elementi essenziali della formazione culturale di ogni studente, oltre che indispensabili strumenti di conoscenza. Le “Olimpiadi di italiano”, organizzate per la seconda volta dal Ministero dell’Università e Ricerca Scientifica, con la collaborazione del Comune e dell’Università di Firenze, hanno coinvolto, dallo scorso febbraio, 15mila studenti di 1500 scuole d’ogni grado di tutte le regioni, con in più le scuole italiane all’estero. Di questi, una sessantina sono giunti a Firenze per l’esame finale, che si è svolto il 4 e il 5 maggio scorso. Alla cerimonia finale è intervenuto Tullio De Mauro – quello del celebre dizionario – professore emerito dell’Università di Roma “La Sapienza”, presidente della giuria.

LINGUA APPRESA E PERFEZIONATA A SCUOLA Ma veniamo ad Ana Šverko, che abbiamo raggiunto per farci raccontare le sue impressioni. La giovane liceale non appartiene alla Comunità Nazionale Italiana, né tantomeno parla a casa l’italiano o il dialetto fiumano. Lo ha imparato, dunque, a scuola. Il suo italiano è perfetto, scorrevole, senza difetti, armonioso e piacevole da ascoltare. “La competizione – esordisce la giovane Ana Šverko – si è svolta a Palazzo Vecchio, che nel corso delle due giornate abbiamo avuto l’opportunità di visitare in tutto il suo splendore. Nel primo giorno abbiamo seguito anche dei seminari di formazione letteraria quali “Quante storie ragazzi! Piccoli appunti sul piacere di scrivere”, con relatore Luigi Dal Cin, quello di Luca Maciacchini, dal titolo “Virgilio è ballabile”, e poi ancora lezioni su Dante e sul Melodramma italico”.

UNA VITTORIA INASPETTATA “Il giorno dopo, sabato 5 maggio, è venuta l’ora, nella Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio, di confrontarsi con il test, sotto l’occhio vigile della commissione. Complessivamente abbiamo avuto due ore a disposizione per risolvere la prova, basata sulla grammatica, sulla comprensione del testo e l’analisi morfologica e sintattica. Una prova organizzata molto bene e piuttosto difficile da affrontare. Mentre la giuria era al lavoro per correggere e scegliere i migliori lavori, per accorciare i tempi d’attesa dei risultati abbiamo avuto altri seminari che si sono svolti nella Sala dei Cinquecento. Luogo dove sono stati proclamati i vincitori e dove si è svolta la cerimonia della premiazione. Francamente non mi sarei mai immaginata di arrivare sul podio”.

IL FUTURO? PROBABILMENTE STUDI DI MEDICINA “In definitiva è stata un’esperienza meravigliosa e stimolante. Grazie alla quale ho avuto modo di conoscere tanti miei coetanei di tutte le regioni. Poi poter visitare Firenze ti lascia dentro un tocco magico che difficilmente si dimentica”, spiega la giovane, e confessa di non avere nel suo futuro progetti letterari o grammaticali: “Una volta terminata la SMSI di Fiume vorrei iscrivermi alla Facoltà di Medicina dell’Università di Trieste.

PROVA A DUE LIVELLI L’interesse per il campo della medicina è condiviso anche da Urška Frančula, la seconda classificata alle “Olimpiadi di italiano”, che ci ha confessato che pure lei valuta la possibilità di intraprendere tali studi. La giovane capodistriana, che è stata “allenata” dalla docente Anita Dessardo, è esattamente come la collega fiumana, piena di ottime impressioni.
“Il test finale è stato indubbiamente più difficile rispetto a quelli precedenti, dove le prove erano più oggettive, costituite da domande di ortografia, morfologia, sintassi, lessico – dice Urška Frančula -, mentre in questa ultima tappa c’erano anche domande a risposta aperta che richiedevano maggiore personalità creativa. Ad esempio era richiesto il riassunto e il commento di un articolo. Nell’insieme, è stata un’esperienza meravigliosa e formativa, con la quale ho avuto modo di conoscere tanti altri studenti provenienti da diverse regioni”, ha concluso Urška.

Gianfranco Miksa

Ana Šverko e Urška Frančula, due campionesse di italiano
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