Giovedì 17 gennaio, alle ore 17.30, presso la Sala conferenze dell’Università Popolare di Trieste, in piazza del Ponterosso 6, si terrà la presentazione dei volumi su “La toponomastica in Istria, Fiume e Dalmazia”, a cura di Claudio Rossit, Orietta Selva e Dragan Umek.
Un lavoro certosino, che ha visto scendere in campo specialisti del settore, consegnato anche al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del Giorno del Ricordo.
L’incontro di domani, sarà occasione per consegnare l’opera ai rappresentanti delle istituzioni culturali presenti in sala.

La ricerca curata dal Coordinamento Adriatico, dall’Istituto Geografico Militare di Firenze e dall’Università Popolare di Trieste è il risultato di un lavoro multidisciplinare che investe il tema della toponomastica in cui promotori hanno ritenuto utile affiancare alla ricostruzione della cartografia storica (dalle origini alla metà del secolo XIX) e della cartografia geodetica (dalla metà del secolo XIX ad oggi) dei territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, uno studio giuridico-comparato avente ad oggetto la disciplina delle denominazioni topografiche e del cosiddetto “bilinguismo visivo” negli attuali ordinamenti della Slovenia e della Croazia a garanzia della minoranza autoctona italiana, senza trascurare i riferimenti ai principi affermati nella comunità internazionale e ad alcune tra le più significative esperienze giuridiche europee contemporanee a tutela delle rispettive comunità minoritarie.
Sotto il profilo storico-cartografico, la constatazione della mancanza di raccolte sistematiche dei toponimi nei territori dell’Istria e del bacino adriatico orientale ha suggerito di predisporre per la prima volta un repertorio della stratificazione storica della toponomastica dell’Istria e dei territori limitrofi, caratterizzati da una straordinaria ricchezza di tradizioni linguistiche e dialettali specialmente nelle varianti del latino, del veneto e dell’italiano. Il complesso lavoro di censimento e catalogazione dei toponimi – che è stato condotto con l’ausilio delle fonti cartografiche e dei materiali provenienti da centri regionali di documentazione, da enti pubblici e privati e dall’Istituto Geografico Militare – intende, quindi, da un lato, colmare una lacuna scientifica e, dall’altro, aiutare a comprendere la continuità storica di molti toponimi, le strutture originarie e la loro evoluzione, la persistenza delle denominazioni dall’antichità ad oggi nell’area di riferimento, sia nel contesto urbano che in quello rurale.
Il risultato di questa ricerca ha fatto emergere un sorprendente mosaico complessivo, pieno di suggestione, dove il presente è stato obliterato per evidenziare meglio la storia. I preziosissimi documenti cartografici che sono stati utilizzati per questa scala toponomastica hanno invitato ad uno studio di geografia storica in quei suoi aspetti metodologici del ricostruire il mutare nel tempo dei “luoghi” e dell’illuminare il passato che organicamente vive nel presente, dando quindi valore applicativo alla disciplina geografica prescelta, con la conoscenza del territorio adeguata alla sistematicità degli interventi già avvenuti, finalizzandoli allo sviluppo conoscitivo e alla loro, per quanto possibile, conservazione.

All'Università Popolare di Trieste, presentazione dei volumi su "La toponomastica in Istria, Fiume e Dalmazia"
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