ISOLA – “Personaggi di eccellenza della cultura italiana nella sua storia e nella sua attualità: momenti topici di rinnovamento”: è il titolo del 50.esimo Seminario di lingua e cultura italiana, promosso dal Consolato Generale d’Italia a Capodistria e dall’Unità capodistriana dell’Istituto per l’educazione della Repubblica di Slovenia, in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste, tenutosi ieri a Palazzo Manzioli ad Isola. Dopo le conferenze tematiche mattutine, al pomeriggio si è avuta l’inaugurazione solenne, culminata con l’incontro con l’ospite d’onore, il maestro Severino Zannerini, noto violoncellista e direttore ospite di numerose orchestre italiane ed estere, cui hanno presenziato tra gli altri Silvio Delbello, presidente dell’Università Popolare di Trieste, Maurizio Tremul, presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana e il reggente del Consolato generale di Capodistria, Maria Pia Mauriello.

RICORDANDO IL FONDATORE In apertura gli interventi di saluto, introdotti da Sergio Crasnich, dell’Ufficio per l’educazione di Capodistria, che ha dato la parola al collega consulente Claudio Battelli. Quest’ultimo ha voluto omaggiare mezzo secolo di storia dei seminari per i docenti delle scuole con lingua d’insegnamento italiana, ricordandone il fondatore, il professor Miroslav Žekar.
“I seminari sono uno degli elementi di un sistema molto più complesso di collaborazione con l’Italia”: così Battelli, ripercorrendone poi lo sviluppo, con cui ne è migliorata la funzionalità, sia per quanto riguarda i temi sia le forme.

UNA COMPONENTE ESSENZIALE DEL SISTEMA CNI “Le nostre scuole sono una componente di rilievo del sistema scolastico locale, nonché tra i pilastri della CNI per quanto concerne i suoi diritti e il mantenimento della sua esistenza”, ha aggiunto Battelli, ponendo l’attenzione proprio sugli insegnanti, per i quali è necessaria un’assoluta padronanza della lingua d’insegnamento, idea perseguita dai seminari stessi.

CREATA UNA FIDUCIA RECIPROCA La parola è passata poi alla prof.ssa Luisella Tenente, consulente pedagogico del Governo italiano, che ricopre questa funzione da sei anni, e ha perciò voluto evidenziare come nel tempo siano stati molti i consulenti che l’hanno preceduta. Nonostante il cambiamento del lavoro svolto con la CNI e i diversi approcci nello svolgimento del compito istituzionale, “tutti sono sempre stati vicini alla Comunità, creando una fiducia reciproca, con lo scopo più grande di mantenere vivo l’uso della lingua italiana come unico strumento valido per rafforzare l’identità nazionale e la cultura italiana”.

AUSPICATO IL PROSIEGUO DEL CAMMINO Sono seguiti i brevi interventi di Alica Prinčič Röhler, a capo dell’Unità capodistriana dell’Istituto per l’educazione, la quale ha auspicato che il seminario prosegua con il suo cammino, sperando che dall’anno prossimo ritorni alla sua formula di due giornate – facendo qui una frecciatina ai responsabili dei finanziamenti – ed infine di Angelo Izzo, in rappresentanza dell’Ambasciata d’Italia a Lubiana.

MUSICA E VITA Il Maestro Zannerini ha poi dialogato con Crasnich, ripercorrendo attraverso le domande, alcuni punti importanti della sua vita e della carriera. È stato dunque ricordato che ha suonato con i Solisti Veneti di Padova (1969-1977), “I Queen della musica classica” come li ha definiti scherzosamente per l’ampio successo riscosso tra le masse, rendendo la musica classica apprezzata e ricercata, e con i quali hanno anche riscoperto Giuseppe Tartini. “La musica per me è una sola”, indipendentemente dal genere, con un pensiero rivolto al periodo di doppia attività, diviso tra studio al Conservatorio di Lucca e di arrangiamenti, produzioni e quant’altro legato ad un settore più “pop”.
Del suo ricco curriculum ricorderemo la collaborazione con il Teatro “Verdi” di Trieste nei ruoli di primo violoncello (1977-l990), è stato poi direttore del Complesso da Camera dell’Ente (1978-1990) e segretario artistico (1990-l996). Nel 1984 ha fondato l’Opera Giocosa del Friuli-Venezia Giulia, di cui è direttore stabile, ed è stato docente presso i Conservatori di Musica di Lucca (1972-74), Verona (1974-1980) e Trieste (1980-1990).

RIPENSANDO ALL’ITALIA DI MEZZO SECOLO FA L’inizio della due giorni è stata aperta dalle tradizionali lezioni, accomunate quest’anno dal titolo “Ripensiamo all’Italia di 50 anni fa…”, proposte dal prof. Ernesto Mari con “Coppi e Bartali ovvero la rivalità cavalleresca. Educare alla lealtà nello sport e nella vita”, dalla prof.ssa Maria Cristina Benussi e “Italo Calvino: i sentieri di uno scrittore”, nonché dal prof. Stefano Crise con “Dalla grande rivista alla commedia musicale italiana”. L’escursione prevista oggi a Villa Manin, è stata rimandata in data da stabilire causa intoppi tecnici. Sono invece ancora in corso gli appuntamenti presso gli asili, in cui è prevista una performance di animazione della lettura, proposta dall’esperta Susan Petri, che dopo la giornata presso la sede centrale di Capodistria, proseguirà nei prossimi giorni con le tappe ad Isola e Pirano.

Jana Belcijan

A Palazzo Manzioli, si spengono le cinquanta candeline del Seminario capodistriano
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