Martedì 30 giugno, alle ore 16, nell’Aula Nievo – Palazzo del Bo – Cortile Antico dell’Università degli Studi di Padova, si è tenuta la presentazione degli “Scritti sulla Dalmazia” di Giuseppe Praga, organizzata dalla Società Dalmata di Storia Patria di Venezia e dal Centro di Ricerche Storiche di Rovigno.

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Dopo il saluto delle Autorità, ha preso la parola il Presidente della Società Dalmata di Storia Patria, Franco Luxardo, e il Direttore del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Giovanni Radossi. In seguito, i docenti del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università degli Studi di Padova, Donato Gallo ed Egidio Ivetic, curatore dell’opera.

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Così, Franco Luxardo e Giovanni Radossi, presentano il volume

“Il prof. Giuseppe Praga (S. Eufemia di Zara 1893-Venezia 1958) è considerato per la Dalmazia il maggiore storico di lingua italiana del Novecento. Molto noto per la sua Storia di Dalmazia che ha conosciuto tre ristampe, l’ultima delle quali nel 1981, ed una traduzione in lingua inglese (1993), Praga fu per molti anni il direttore della Biblioteca Paravia di Zara, fondò nel 1926 la Società Dalmata di Storia Patria, e collaborò con enti e istituzioni culturali in Italia, Jugoslavia ed Austria. In particolare non vanno dimenticate le oltre trenta voci che compilò per l’Enciclopedia Italiana edita da Giovanni Treccani.
Pochi però sanno che la conoscenza approfondita del tedesco e del serbo-croato – e in particolare delle forme linguistiche vetero-slave in tutte le loro complesse grafie – gli permise di sviluppare le proprie ricerche e i lavori che ne derivarono in qualità e quantità rare negli studiosi italiani di allora e, forse, di oggi. I suoi articoli, monografie, saggi e recensioni trattano non solo degli aspetti storici, artistici e linguistici, ma anche di uomini e problemi specifici di civiltà e di costume della Dalmazia, che è stata per oltre un millennio la cerniera tra il mondo slavo e quello latino-veneto e poi italiano. Questi suoi lavori sono però sparsi in decine di fonti e pubblicazioni, spesso difficili da consultare nelle sedi originali.
La Società Dalmata di Storia Patria di Venezia e il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno hanno allora voluto raccoglierle in un’Opera Omnia, anche perché nel lontano 1979 l’Istituto rovignese acquisì quattro grossi volumi contenenti copia di tutta la vasta produzione storiografica di G. Praga, che erano stati di sua proprietà e che egli stesso era andato approntando nel corso della sua vita, creando un unico esemplare di questa preziosa testimonianza; ne sono usciti tre tomi di oltre duemila pagine complessive, che permetteranno agli studiosi del XXI secolo di averne una visione completa e di approfondirne i temi.
L’intero progetto ha comportato oltre tre anni di indefesso lavoro per cui siamo grati alla prof.ssa Nives Giuricin per la preziosa trascrizione di tutti i testi, al prof. Rino Cigui per la compilazione degli indici, al prof. Marino Budicin per il lavoro di redazione, e in particolare al prof. Egidio Ivetic dell’Università di Padova che è stato il coordinatore scientifico e il curatore dell’operazione e ha svolto un attento processo di rilettura e revisione dei due tomi. Un grazie va pure esteso al dr. Stefano Trovato della Biblioteca Marciana di Venezia per le preziose notizie sulla carriera e sui lavori del prof. Praga durante la sua permanenza alla Marciana, ed alla stessa Biblioteca per la concessione delle fotografie che appaiono nel testo. L’Università popolare di Trieste, infine, ha offerto il sostegno organizzativo nella complessa fase di realizzazione grafica.
L’Opera Omnia di Praga – ben inteso senza la Storia di Dalmazia – esce dunque negli Atti di ambedue i nostri Enti a conferma di quanto sia produttiva la collaborazione tra istituzioni culturali poste sulle due sponde dell’Adriatico, che del resto avevamo già sperimentato nel 1998-2000 con la ristampa integrata della Dalmazia nell’arte italiana di Alessandro Dudan. Gli incontri del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, con quello della Repubblica di Croazia, Ivo Josipović, a Trieste nel 2010 ed a Pola nel 2011, hanno creato uno nuovo spirito anche nei rapporti culturali fra le due nazioni. Ad essi ha fatto seguito l’entrata della Croazia nell’Unione Europea nel luglio 2012 e noi ci auguriamo che anche questa pubblicazione serva a sviluppare la conoscenza della nostra storia basata sui documenti e con quella reciproca tolleranza indispensabile per l’avanzamento della scienza”.

LaVoce2luglio

A Padova, presentazione degli “Scritti sulla Dalmazia” di Giuseppe Praga
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