Profili biografici dei Presidenti

FELICE VENEZIAN

Nato a Trieste il 3 agosto 1851 da una famiglia patriottica che diede alla città Giacomo Venezian, morto nelle vicende della Repubblica Romana (1849), e il cugino omonimo, morto sul Carso nel 1915, studia musica (pianoforte) e frequenta le scuole tedesche fino al 1864, anno in cui viene aperto il Liceo italiano.
Ancora studente apprende la stenografia con il sistema Gabelsberger-Noë; partecipa nel 1869 alla fondazione della prima Società stenografica italiana; e nel 1870 presso l’Università di Innsbruck consegue l’abilitazione all’insegnamento di questa disciplina.
Dopo aver studiato legislazione austriaca all’Università di Padova si laurea nel 1872 a Innsbruck.
Tornato in patria dopo alcuni mesi del suo matrimonio con la figlia dell’assicuratore Lodovico Maffei e dopo aver fatto pratica d’avvocatura presso gli studi Vilas, Cavazzani e Porlitz, sostiene positivamente l’esame di avvocato (1879).
Assiduo frequentatore dell’ambiente irredentistico del caffè Tommaseo, nel 1881 partecipa a Udine, con Matteo Renato Imbriani, ai convegni promossi dalla compagnia di Giusto Muratti iniziando così la sua vita di cospiratore.
Nel 1882 dirige il partito liberale nazionale e viene eletto al Consiglio Comunale, dove rimane per venticinque anni a capo della maggioranza nazionale (dal 1901 al 1908 è primo vicepresidente).
Personaggio noto per la sua attività politica e giornalistica, diviene nel 1883 presidente dell’Unione Ginnastica, poi Società Ginnastica Triestina.
Nel 1886 organizza la sezione triestina dell’associazione “Pro Patria” ed è attivo nella Lega Nazionale e nella Società Operaia Triestina.
Nel 1897, grazie all’impegno anche di Felice Venezian, il partito liberale ottiene cinque deputati al parlamento di Vienna.
Nel 1900 è alla guida dell’Università Popolare di Trieste e nel 1901 è tra gli artefici del trionfo di Hortis alle elezioni per il Parlamento di Vienna.
Ricordiamo, fra le sue battaglie e i suoi impegni maggiori, l’importanza che diede all’istruzione italiana, con lo stanziamento di maggiori fondi da parte del Consiglio Comunale alle scuole, e le battaglie politiche per l’Università italiana a Trieste.
Muore l’11 settembre 1908 e per suo desiderio testamentario viene avvolto nel tricolore.
A Trieste una via è intitolata dal 1908 a Felice Venezian (con l’interruzione dal 1915 al 1918).

GIUSEPPE MAZORANA

Le notizie reperibili su questo presidente sono scarse. L’unica fonte disponibile, infatti, è una commemorazione durante la seduta del Consiglio Comunale del 20 maggio 1908, in occasione della sua scomparsa.
Sappiamo che era medico e che, tranne “una breve interruzione, appartenne al Consiglio della città sino dal 1899”.
Conviene, tuttavia, ricordare che nel saggio di Diego Redivo è pubblicata una parte del suo intervento al Consiglio comunale del 17 dicembre 1899.

CESARE CRISTOFOLINI

Nasce a Trento il 31 marzo 1855 da Giovanni e da Angela Schmid. Frequenta le classi ginnasiali a Trento (1865-73) e l’Università a Innsbruck (1873-1876), dove è per un semestre (1875 -1876) presidente della “Società studenti e candidati trentini”.
Al Ginnasio di Rovereto (1877-1879) insegna filologia classica e lingua italiana e tedesca; ed è poi docente nel Ginnasio Superiore Comunale di Trieste dal 1879 al 1904, anno in cui viene nominato direttore fino al 1907, quando ottiene il pensionamento.
A Trieste è segretario del gruppo della “Pro Patria” (fino al 1890); presidente del “Circolo Trentino di beneficenza” e del Circolo Familiare “Trento-Trieste” (1898); membro del consiglio direttivo della “Lega Nazionale”; presidente della “Società Pedagogica” (intorno al 1900); consigliere comunale dal 1906 al 1908 e, nello stesso periodo, presidente dell’Università Popolare.
Nel 1908 a Trento è consigliere comunale e assessore all’Istruzione (1909-1914, 1918-21), presidente della Società dell’ Asilo Infantile di San Marco, segretario dal 1909 al 1914 dell’associazione nazionale liberale del Trentino e fa parte del consiglio direttivo della “Pro Cultura”.
Cristofolini con la sua famiglia, dal febbraio 1915 all’ottobre 1917, si rifugia a Padova e poi a Roma (dal novembre 1917 al novembre 1918), dove partecipa alla Commissione di patronato per gli irredenti.
Accademico Agiato e cavaliere della Corona d’Italia, muore a Trento il 22 marzo 1934.
Numerose sono le sue opere pubblicate e inedite, in particolare di argomento classico e dantesco.

BERNARDO BENUSSI

Nato a Rovigno il 10 gennaio 1846, compie gli studi medi nel Seminario di Udine e nel Ginnasio di Trieste.
Si iscrive alla Facoltà di Legge dell’Università di Padova, ma poi cambia indirizzo di studi, seguendo la sua inclinazione per le discipline storico-filosofiche, e si laurea a Vienna in filosofia.
Insegna dal 1869 storia e geografia nel Ginnasio di Capodistria e dal 1874 al Ginnasio di Trieste.
Sin dalla fondazione (1884) Benussi aderisce alla Società istriana di archeologia e storia patria.
Dal 1894 al 1920 insegna al Liceo femminile, che poi dirigerà, e alla Scuola superiore di commercio “Pasquale Revoltella”, che diverrà nel 1924 Università di Trieste.
Continua, dopo la morte di Pietro Kandler, gli studi sull’Istria, di cui è per anni il principale cultore.
Tra i suoi impegni vanno ricordati quello di consigliere comunale di Trieste e quello di membro della direzione della Società di Minerva.
Dal 1900 fa parte del Comitato speciale dell’Università Popolare di Trieste, di cui diventa presidente.
Tra le sue numerose pubblicazioni sono da ricordare: Manuale di geografia dell’Istria (1877); L’Istria sino ad Augusto (1883); Storia documentata di Rovigno (1888); Nel Medio Evo. Pagine di storia istriana (1897); e soprattutto L’Istria nei suoi due millenni di storia (1924; e nuova edizione, 1997).
Muore a Trieste nel 1929.

BACCIO ZILLIOTTO

Nato a Trieste il 10 gennaio 1880, figlio di Enrico Ziliotto, di antica famiglia vicentino-padovana, e della triestina Emma Macerata, studia nella scuola elementare fino al 1891 e poi nel Ginnasio comunale superiore.
Nel 1899 si iscrive all’Università di Vienna e successivamente all’Università di Graz, dal 1900 al 1903, quando consegue l’abilitazione all’insegnamento delle lingue classiche e dell’italiano.
Inizia la sua carriera di insegnante presso il Ginnasio italiano di Pisino, donde passa al Ginnasio comunale superiore “Dante Alighieri” di Trieste, istituto del quale sarà preside dal 1913 al 1938, allorché è costretto a lasciare la sua scuola per la posizione antiebraica assunta dal governo fascista.
Segue un periodo di isolamento; e sarà la Lega Nazionale a reinserirlo nella vita pubblica nominandolo presidente (primo del secondo dopoguerra) e a dedicargli una lapide nel quarantesimo anniversario della sua rifondazione.
Per tre anni (1915-1918 ) viene internato nei campi d’internamento austriaci.
Presidente della Società di Minerva e per tredici anni dell’Università Popolare di Trieste, svolge conferenze di musicologia, storia dell’arte italiana, cultura italiana e della Regione Giulia, storia dell’Umanesimo triestino e istriano e del Settecento giuliano.
Collabora alle riviste “Pagine istriane”, “La Porta Orientale”, “Archeografo Triestino”, “Atti e Memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria”, “Giornale Storico della Letteratura Italiana”.
Tra le sue molte opere sono da citare la monografia su Capodistria (1910); La cultura letteraria a Trieste e nell’Istria. Parte prima (e unica): Dall’antichità all’Umanesimo (1913); Storia letteraria di Trieste e dell’Istria (1924); Le lettere italiane nella Venezia Giulia (1945); Dante e la Venezia Giulia (1948); Dal confine austriaco, a cura della figlia Donatella (1980); e le edizioni della Rinaldeide di Alessandro Gavardo (1946) e dell’Istrias e dei Carmina di Raffaele Zovenzoni (1950).
Scompare nell’ottobre del 1961.

MARIO STENTA

Figlio del geografo Michele Stenta, dimostra sin dalla tenera età grande talento: a quattro anni impara a leggere e scrivere; e a quindici già parla l’inglese, il tedesco, le lingue classiche e il greco moderno.
Compie gli studi universitari “di ogni specie” (medicina, filosofia, letteratura italiana, biologia e botanica) a Graz, Jena, Vienna e si laurea nel 1901.
Nel 1902 è assistente presso l’Istituto Zoologico all’Università di Vienna. Conseguita la libera docenza, insegna all’Università di Padova dal 1906 al 1908.
A Trieste nel 1913 partecipa ai lavori di sistemazione del Museo di storia naturale.
Dal 1919 al 1921 è professore incaricato di zoologia all’Università di Padova.
Dal 1921 al 1928, anno in cui muore, è direttore del Civico museo di Storia Naturale di Trieste, successore del suo maestro Carlo de Marchesetti.
Presidente della Società Filarmonica e dell’Università Popolare, dimostra di essere non solo uno studioso, ma anche un organizzatore.
Per il Museo di Storia Naturale riordina la biblioteca e le collezioni ornitologiche, entomologiche e dei fossili del Friuli Venezia Giulia.

ENRICO ILLENI SIVI

Nato a Trieste nel 1899, si laurea in giurisprudenza a Padova nel 1921; frequenta gli studi degli avvocati Favento, Forti e Piccoli fino al 1928, allorché viene nominato direttore della SICMAT.
Attivo nell’Università Popolare sin dal 1924, quando l’Istituzione si trasforma da organo comunale in associazione autonoma, entra nel direttivo e ricopre la carica di vicepresidente e presidente dopo la morte di Mario Stenta.
Insieme a Guido Hermet e ad altri cultori di musica fonda la Società dei Concerti; nel 1933 è capo dell’ufficio legale e della direzione milanese della RAS; e nel 1938 è condirettore centrale presso la direzione generale di Trieste.
Nel giugno 1940 partecipa alla seconda guerra mondiale come soldato semplice.
Destinato all’Africa Settentrionale, muore il 24 maggio 1941 nell’affondamento del “Conte Rosso”.

FULVIO SUVICH

Nato a Trieste nel 1887 da una famiglia irredentistica, studia al Liceo “Dante Alighieri”.
Compie gli studi universitari a Vienna, Bologna e Graz, dove si laurea.
Partecipa fino al 1915 alle lotte per l’Università italiana.
Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, si arruola volontario nell’esercito italiano.
Alla fine della guerra entra nella vita politica e nel 1921 è eletto deputato fascista, nelle cui file era confluito il partito nazionalista, di cui Suvich faceva parte. Dopo essere stato, con tale qualifica, relatore ai bilanci, nel 1926 viene nominato sottosegretario alle Finanze e vicepresidente della giunta per il bilancio fino al 1928.
Nel 1931 è commissario generale al turismo e nel luglio 1932 sottosegretario agli Esteri.
Nel 1933 sposa la baronessa triestina Matilde Parisi. Incluso in varie commissioni internazionali, è nella delegazione italiana presso la Lega delle Nazioni a Ginevra fino al giugno 1936, quando viene mandato quale ambasciatore a Washington, probabilmente a causa delle sue posizioni nettamente antitedesche (è di quell’anno il Patto d’Acciaio, che cambia i rapporti tra le due nazioni).
Nel 1938 lascia il servizio diplomatico ed è nominato presidente della RAS.
Viene arrestato nel 1944 e condannato insieme ad altre personalità nel 1945.
Graziato nel 1946 e assolto dalla Cassazione nel 1948, muore a Roma nel 1980.

PIERPAOLO LUZZATTO FEGIZ

Nasce il 19 giugno 1900 a Trieste, dove compie gli studi elementari e medi.
Si laurea in Giurisprudenza a Bologna nel 1922, con una tesi in statistica, e diventa assitente del prof. Gustavo Del Vecchio alla cattedra di Economia dell’Università di Trieste dal 1924 al 1928.
Nel 1931 è libero docente di statistica a Trieste, dove rimarrà in servizio fino al 1961, e ricopre la carica di preside della Facoltà di Economia dell’Università di Trieste dal 1951 al 1960.
Insegna a Roma statistica nella facoltà di Economia e Commercio fino al 1975, quando lascia la cattedra col titolo di professore emerito.
Nel 1946 fonda, insieme con altri studiosi, l’Istituto Doxa portando anche in Italia il metodo Gallup per le indagini statistiche sui campioni.
Dal 1956 al 1958 è presidente della Camera di Commercio di Trieste e dal 1961 accademico dei Lincei.
Nel 1968 l’Accademia dei Lincei gli conferisce il premio del ministro della Pubblica Istruzione per la Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche (categoria Scienze Sociali e Politiche).
Oltre che intellettuale è uno sportivo: pratica lo sci alpino (pioniere per la Venezia Giulia) e il canottaggio (nel 1925 è campione italiano di canottaggio singolo).
Muore a Trieste l’11 agosto 1989.
Numerose sono le sue pubblicazioni scientifiche su temi statistici, economici e demografici.
Nel 1984 pubblica il volume autobiografico Lettere da Zabodaski. Ricordi di un borghese mitteleuropeo (1900-1984).

BRUNO COCEANI

Nasce a Monfalcone il 17 dicembre 1893 con il conome di Bruno Coceancig.
Frequenta il liceo “Dante” a Trieste e l’Università a Vienna; e partecipa alle lotte irredentistiche per l’Università italiana a Trieste.
Ripara in Italia, dove continua la sua attività irredentistica con Cesare Battisti.
Dal 1912 al 1913 è presidente della Società Universitaria Friulana e a Zara e Gorizia rappresenta l’Università italiana di Trieste.
Con Cesare Battisti interviene al primo convegno irredentistico dell’8 febbraio 1915.
Prosegue gli studi universitari a Firenze e a Padova, dove si laurea in lettere nel gennaio 1915.
Nel maggio dello stesso anno si arruola come volontario nell’esercito italiano e partecipa alla Grande Guerra sino alla fine.
Tornato a Trieste, dal 1919 dirige la delegazione dell’Associazione Nazionale “Trento e Trieste”; dal 1921 al 1923 è presidente dell’Associazione Nazionale Italiana; nel 1922 è vicepresidente dell’Unione industriale triestina; e dal 1923 al 1924 segretario politico del Fascio di Trieste.
Dal 1926 al 1928 dirige il “Bollettino industriale” ed è condirettore della “Porta Orientale”, dove pubblica numerosi saggi e articoli.
;Nel 1927 è Podestà di Monfalcone, carica che lascia nel 1934.
Dirige varie riviste, scrive vari libri, diventa deputato.
Nel 1939 è presidente dell’Osservatorio Pesca Marittima e in seguito dell’Università Popolare di Trieste.
Nell’ottobre del 1943 è nominato prefetto nella Trieste occupata dai nazisti, carica che lascia nel maggio del 1945.
Condannato nel 1946 in contumacia per collaborazionismo, viene assolto nel 1947.
Muore a Trieste nel dicembre 1978.

MARIO PICOTTI

Nasce a Trieste il 4 aprile 1887 da Sebastiano e Giulia Luciani.
Dal 1900 al 1908 studia al Ginnasio Superiore Comunale. Si laurea in chimica e scienze naturali e successivamente, ottenuta la libera docenza, è chimico capo presso l’Istituto Talassografico di Trieste.
È nominato per cinque anni professore di chimica generale e inorganica dell’Università, con l’incarico della direzione del relativo Istituto.
È professore di ruolo dal 1909 al 1915 nel Liceo scientifico “G. Oberdan” di Trieste. Durante il periodo bellico (1915-1918) lavora presso la direzione della Sanità militare per i controlli chimici per il munizionamento; ed è nominato dal Ministero della Guerra ispettore per il controllo nei campi di concentramento dei prigionieri di guerra.
Dopo la guerra è consulente tecnico della Missione Militare Italiana di Vienna e della Commisione di delimitazione dei confini.
Dal 1923 al 1938 è per vari periodi al servizio della Marina, imbarcato sulle navi “Marsigli” (1923), “Magnaghi” (1923/24) e su navi minori del Comando dell’alto Adriatico (1929).
Nel 1938 è sulla nave “Cherso” per compiere campagne idrografiche nell’Adriatico, nel Mediterraneo, nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano.
Ricopre numerose cariche per il Ministero dell’Agricoltura e Foreste e per il Consiglio Nazionale delle ricerche.
Nel 1940 è membro del Direttorio del Museo di Storia Naturale di Trieste; e nel 1946 vicepresidente del Cenacolo Triestino, Accademia di Studi Economici di Trieste.
È attivo in qualità di presidente, dal 1948 fino alla morte, all’Università Popolare.
Nel 1953 è delegato al General Fisheries Council for the Mediterranean della Food Agricolture Organisation.
Muore a Trieste nel giugno 1976.

GIUSEPPE ROSSI SABATINI

Nasce a Trieste l’11 agosto 1911.
Compie gli studi universitari alla Scuola Normale di Pisa, dove si laurea in storia.
Dal 1935 al 1975 insegna storia e filosofia nel liceo classico “Petrarca”.
Dal 1955 è uno degli animatori dell’Università Popolare, prima come consigliere delegato, dal 1959 al 1976 come vicepresidente e dal 1976 al 1982 come presidente.
È autore, insieme con il prof. Gianbattista Picotti, dell’opera in tre volumi Lineamenti di storia ad uso dei licei, di cui cura aggiornamenti e ristampe.
Muore a Trieste il 16 aprile 1982.

SILVIO RUTTERI

Nasce a Trieste il 4 agosto 1895 e compie gli studi elementari presso la scuola di via del Lazzaretto Vecchio e quelli medi al Ginnasio Superiore di Trieste.
Segue il corso di studi di lettere classiche presso l’Università di Graz e infine si laurea in archeologia a Padova.
È conservatore dei Civici Musei e bibliotecario alla Biblioteca Civica dal 1921 fino al 1932.
Dal 1932 al 1954 è insegnante di Storia dell’arte al liceo classico “Petrarca”.
Dal 1940 al 1963 è direttore del museo “Revoltella” e fondatore del museo-casa “Morpurgo” (1946) e del museo “Sartorio” (1948).
Nel 1942, quando un bombardamento distrugge la sede del Museo di Storia Patria in Villa Basevi, riesce a salvare le collezioni sistemandole provvisoriamente, alla fine della guerra, in via Imbriani insieme al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. Tra il 1946 e il 1950 organizza importanti mostre come “Capolavori artistici nelle collezioni private triestine” e “Pittori istriani” (1950). Nel 1961 viene insignito della medaglia d’oro per i benemeriti della cultura, conferitagli dal presidente della Repubblica Saragat. All’Università Popolare è tesoriere e, dal 1982 Presidente. Muore a Trieste l’8 novembre 1982.
Nel centenario della sua nascita al giardino di via Giulia verrà sistemato un suo busto in bronzo.
Tra le numerose conferenze, articoli e pubblicazioni sulla storia di Trieste ricordiamo in particolare il ciclo di conferenze su “Storia ed Arte fra le vie di Trieste” e il volume Trieste, spunti del suo passato.

BRUNO MAIER

Bruno Maier, nato a Capodistria nel 1922, si è laureato nel 1945 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste.
Dopo essere stato per vari anni assistente di ruolo e professore incaricato, rispettivamente, nella Facoltà di Lettere e Filosofia e in quella di Magistero dell’Ateneo triestino, dall’anno accademico 1965-66 all’anno accademico 1989-90 è stato professore ordinario di Lingua e Letteratura italiana nella Facoltà di Magistero di Trieste.
È socio ordinario dell’Accademia dell’Arcadia, dell’Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Udine e della triestina Società di Minerva.
Dal 1983 al 1998 è presidente dell’Università Popolare di Trieste.
Nella sua lunga attività di studioso, di critico letterario e di saggista si è occupato di numerosi autori, periodi, aspetti, problemi della nostra storia letteraria e ha pubblicato i seguenti, principali lavori: La personalità e la poesia di Cecco Angiolieri (1947); Lettura critica del “Corinto” di Lorenzo de’ Medici (1949); Problemi ed esperienze di critica letteraria (1950); Umanità e stile di Benvenuto Cellini scrittore (1952); La critica di Aurelio Bertola (1953); Faustina Maratti Zappi donna e rimatrice d’Arcadia (1954); Agnolo Poliziano (1956); Vittorio Alfieri (1956); Alfieri (storia e antologia della critica), (1957 e 19733); Baldesar Castiglione (1961); Benvenuto Cellini (1961); Il canto XXIV dell’Inferno (1962); Il Neoclassicismo (storia e antologia della critica), (1964 e 19702); Rimatori d’Arcadia (1972); Antonio Gramsci (in collaborazione con Paolo Semama) (1978 e 19822); Il realismo letterario di Lorenzo de’ Medici (1980); Carlo Sgorlon (1985); Il Settecento, in Letteratura e conoscenza. Storia e antologia della letteratura italiana di Riccardo Scrivano e collaboratori (1988); Da Dante a Croce. Saggi di letteratura italiana (1992); La letteratura italiana dell’Istria dalle origini al Novecento (1996).
Ha curato edizioni (anche con commento) di Boccaccio, Lorenzo de’ Medici, Poliziano, Castiglione, Guicciardini, Della Casa, Cellini, Tasso, Guidi, Baretti, Parini, Alfieri, Monti, Caterina Percoto, Mantegazza, Cosmo, Benco, Giotti, Ettore Cantoni, Gavardo, Cecovini e di novellieri del Cinquecento e di lirici del Settecento.
Su Svevo e sulla letteratura triestina ha pubblicato i seguenti libri: Profilo della critica su Italo Svevo (1892-1951)(1952); Invito alla letteratura triestina del Novecento (1958); Introduzione a Svevo (1959); Italo Svevo (1968 e 19806); La letteratura triestina del Novecento (1969 e 19902); Saggi sulla letteratura triestina del Novecento (1972); Iconografia sveviana (in collaborazione con Letizia Svevo Fonda Savio), (1981 e 19913); Dimensione Trieste. Nuovi saggi sulla letteratura triestina (1987); Il gioco dell’alfabeto. Nuovi saggi triestini (1990); La letteratura italiana del dopoguerra al di qua e al di là del confine orientale, in AUTORI DIVERSI, Storia della letteratura italiana. Il secondo Novecento (1993,vol. I).
Ha collaborato e collabora alle principali riviste letterarie.
Nel 1994 ha pubblicato il romanzo L’assente che è stato finalista al premio Strega e ha ottenuto il premio Latisana per il Friuli 1995; e che è stato ridotto per il teatro dall’autore e dai registi Francesco Macedonio e Nino Mangano e rappresentato con successo a Fiume, Zagabria, Pola, Rovigno, Capodistria, Trieste e al Mittelfest di Cividale (1998). È stato tradotto in croato nel 1998 da Michaela Vekaric.

ALDO RAIMONDI

Nato a Trieste, laureato a pieni voti e lode nel 1955, ha conseguito la docenza in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica, in Igiene e Microbiologia, specializzato in Igiene Pubblica e in Immunologia, il diploma di perfezionamento in Dietetica Clinica all’Università di Boston, il diploma di perfezionamento di Biochimica Analitica, il diploma di perfezionamento in Igiene e Sanità Pubblica e il diploma di perfezionamento in Diritto Sanitario.
Dal 1955 assistente volontario e poi incaricato all’Università di Trieste, dove svolge attività di ricerca e didattica e studi sperimentali pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali.
Nel 1964 diviene direttore di divisione e successivamente direttore del Servizio Sanitario della Regione Friuli-Venezia Giulia.
Nel 1974 lascia la Direzione regionale dell’Igiene e Sanità per dedicarsi definitivamente alla ricerca scientifica e alla didattica nelle Università di Trieste e Padova, assicurando nel contempo la direzione del Centro Educazione e Studi sull’Alimentazione del Ministero Agricoltura e Foreste per il Friuli-Venezia Giulia.
Attualmente è docente di Scienza dell’alimentazione e dietetica presso la facoltà di Medicina e Scuole di specializzazione all’Università di Trieste ed è direttore scientifico dell’Istituto Studi e Ricerche Nutrizione Alpe Adria.
Dal 1998 è presidente dell’Università Popolare di Trieste.
Autore di 312 lavori scientifici pubblicati su riviste nazionali ed internazionali, 19 monografie nonché di vari testi di Scienza dell’alimentazione e dietetica per i corsi universitari.
Membro della commissione consultiva per gli alimenti e i prodotti dietetici del Ministero della Sanità, Presidente dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica e della Società Italiana di Nutrizione Umana – Sezione Friuli-Venezia Giulia e dal 1999 presidente nazionale della Sanità Italiana di Scienza dell’alimentazione.
È presidente del Consiglio di Amminsitrazione della Scuola A.S.V. della Croce Rossa Italiana.