La cultura scientifica

Università Popolare di Trieste 1899-1999, cent’anni di impegno nella tutela e proozione della cultura italiana a Trieste e la sua Provincia, in Istria, Fiume e Dalmazia
Premessa del Presidente UPT Aldo Raimondi

Premessa

L’analisi dello sviluppo storico del ruolo che l’Università Popolare di Trieste ha coperto nel corso dei suoi cento anni di vita nella promozione della cultura scientifica nelle sue varie espressioni, in un contesto territoriale, etnico e sociale variegato quale è quello in cui sono insediate le popolazioni di Trieste e della Comunità italiana dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, mette in evidenza una messe di iniziative, attività ed interventi fecondi di risultati e con effetti che sono andati al di là dei presupposti iniziali, approdando alla promozione e allo sviluppo di interessi culturali teorici e pratici a beneficio delle popolazioni cui erano diretti, sfociati non di rado nella concretizzazione ed applicazione anche sotto i profili economici e sociali.

I percorsi culturali scientifici dell’Università Popolare di Trieste ovviamente sono stati diversificati non solo in funzione dei fini e dei settori di intervento ma anche in rapporto alle vicissitudini storiche, politiche e sociali che hanno condizionato la struttura, la vita e la natura dell’attività dell’UPT.
In effetti la vicenda culturale dell’Università Popolare di Trieste si è dipanata nel tempo con una diversificazione di obiettivi: dopo le etereogenee ma limitate attività nel territorio della Provincia di Trieste nel primo cinquantennio e successivamente, l’area degli interventi si è allargata in modo multiforme a partire dagli anni ’60, a favore dei connazionali dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia
Certo è che in tutti questi anni l’Università Popolare di Trieste ha coperto ampi spazi nel mondo scientifico, facendosi interprete dei bisogni culturali delle popolazioni locali affiancandosi o sostituendosi alle iniziative di istituzioni pubbliche spesso intervenendo in prima persona, ricapitalizzando le specificità culturali, le tradizioni locali, i patrimoni tecnici e scientifici dei giovani e degli adulti istriani, fiumani e dalmati.

Non può quindi considerarsi di secondo piano il ruolo che ha avuto l’azione di promozione culturale dell’Università Popolare di Trieste nel settore scientifico, qualora si quantifichino numerose iniziative editoriali, i concorsi di cultura, le attività seminariali, le divulgazioni scientifiche e tecniche, gli approfondimenti, le esperienze e i tirocini pratici in strutture universitarie, industriali e centri di ricerca di primo livello a cui hanno potuto accedere centinaia di connazionali istriani, fiumani e dalmati, senza contare le migliaia di conferenze ad opera di esperti e specialisti nelle varie branche della Scienza, che hanno determinato o contribuito ad un avanzamento della cultura scientifica, della ricerca di base ed applicata, hanno stimolato innovazioni in diversi settori professionali, utilizzato tecnologie innovative per la produzione agroalimentare, hanno dato luogo a modificazioni strutturali industriali, pianificazioni del territorio, ecc., attraverso l’opera di docenti ed esperti proposti ed incaricati dall’Università Popolare di Trieste, i quali hanno messo a disposizione le conoscenze e le esperienze più avanzate e comunque più qualificate nei rispettivi settori di competenza in Italia.
Si è trattato di un impegno, verrebbe da dire un’impresa, in cui l’UPT ha rappresentato non solo il veicolo ma anche il centro motore di sviluppo e che talvolta ha dovuto superare restrizioni ed ostacoli di natura economica, burocratica e politica, ma che comunque ha contribuito ad elevare il profilo culturale scientifico a Trieste, in Istria, e Dalmazia, lasciando un segno di contenuti, di metodologie e di idee per l’apertura delle popolazioni alla cultura scientifica.

L’azione dell’U.P.T. per la promozione e la formazione culturale scientifica

Vari sono i filoni in cui si è manifestata l’opera culturale dell’Università Popolare di Trieste. Nel periodo che va dalla sua istituzione fino agli anni ’40, la promozione culturale si è svolta in un crescendo di conferenze, prolusioni a manifestazioni artistiche, viaggi di istruzione e convegni in cui pur se le lettere, la storia e le arti risultano privilegiate, nessun ramo delle scienze è trascurato, ricordando che l’inizio dell’attività dell’UPT ha luogo con una conferenza di interesse strettamente scientifico dal titolo “Il mondo solare”.
Dal 1947 l’attività dell’UPT si espande con corsi di lingue, d’arte e di attività manuali, che se non possono essere considerate impegni culturali di contenuto scientifico-tecnico, sono tuttavia espressione di tematiche che intrecciandosi e allargandosi elevano l’interesse della cultura e stimolano lo spirito di comprensione. Si promuovono peraltro conferenze di interesse scientifico che per il bagaglio dei personaggi chiamati a svolgere l’opera di informazione, hanno dato luogo ad un crescente appassionarsi della gente alle scienze, spaziando dalla medicina alle scienze naturali, fisiche e matematiche, all’astronomia, all’agricoltura, all’ingegneria industriale e manifatturiera, con una partecipazione interessata che è anche occasione di stimolo per iniziative con riflessi sociali e comunque accrescendo il livello delle conoscenze della popolazione sui progressi tecnico-scientifici e professionali, che si sviluppano nel tempo.

Nel 1964 l’Università Popolare di Trieste inizia ad operare in Istria, in collaborazione con Enti e istituzioni pubbliche, tra cui in primo piano il Ministero Affari Esteri del Governo Italiano, la Regione Friuli-Venezia Giulia, la Provincia e il Comune di Trieste, per sviluppare una attività culturale scientifica e didattica. Nello stesso anno organizza a Capodistria la prima edizione di un seminario di cultura italiana per gli insegnanti delle scuole frequentate da ragazzi italiani.
Il 26 aprile 1965 si svolge la prima iniziativa nel quadro della collaborazione UPT-UIIF, oltre il confine italo-jugoslavo al Circolo Italiano di Cultura di Fiume, con una conferenza tenuta dall’allora direttore dell’Istituto di Storia della Medicina dell’Università di Padova, Prof. Premuda sul tema “Errate opinioni e dannosi pregiudizi nel campo delle malattie e dell’alimentazione” a cui parteciparono anche numerosi esponenti del mondo scientifico e culturale della regione istro-veneta, conferenza che venne poi ripetuta in varie località dell’Istria.
Quasi contemporaneamente uno studioso triestino, l’ingegner Stelio Devescovi, direttore del Servizio Telecomunicazioni dell’Ente Fiera di Trieste, sviluppa un argomento tecnico-scientifico al tempo di grande attualità “La Televisione”.
Nel 1966 laureati, intellettuali, professionisti del gruppo nazionale italiano, si riuniscono a Pola per promuovere l’istituzione di associazioni e di enti per svolgere attività tra le quali quelle scientifiche assumono una notevole rilevanza avvalendosi dell’organizzazione e del sostegno finanziario dell’UPT anche per mezzo di borse di lavoro e di studio. Nello stesso anno si svolgono a Fiume e a Pola dei corsi di aggiornamento ed istruzione, tra i cui temi sono di grande richiamo quelli relativi alle ricerche e all’applicazione dell’elettronica, argomento allora quasi avveniristico, e vengono assegnate le prime borse di studio per la frequenza ai corsi di laurea presso Facoltà e Istituti Superiori ed Accademie in Italia, di cui molti giovani istriani, fiumani e dalmati si giovano avviandosi particolarmente alle facoltà scientifiche.
L’UPT contribuisce in tal modo a promuovere la formazione di laureati, tecnici ed esperti nelle materie scientifiche e non sono pochi i connazionali che sono emersi nel mondo accademico conseguendo il dottorato di ricerca e affermandosi poi come ricercatori di prestigio in varie Università Italiane.
Nel contempo vengono assegnati dall’Università Popolare di Trieste i primi contributi speciali per l’aggiornamento scientifico e professionale a medici, ingegneri, tecnici e professionisti delle Comunità italiane e viene bandito un concorso per l’assegnazione di contributi mirati specificatamente al perfezionamento professionale in Italia.
Nel 1967 l’Università Popolare di Trieste e l’UIIF emettono il primo bando di concorso di Arte e Cultura ” Istria Nobilissima ” e vengono assegnate borse di studio e borse-libro per insegnanti e studenti nonché sussidi e mezzi didattici per dotare le scuole e le Comunità italiane di strumenti tecnici, videoregistratori e mezzi audiovisivi utili per la didattica e la ricerca.

Nel 1970 hanno inizio su promozione dell’Università Popolare di Trieste e dell’UIIF, i corsi di istruzione e di aggiornamento scientifico per gli insegnanti delle scuole di lingua italiana, dapprima con seminari didattici di matematica estesi successivamente a tutto l’ambito delle scienze, tenuti da docenti italiani di alto prestigio, allo scopo di una migliore abilitazione all’insegnamento e di un costante aggiornamento del livello culturale scientifico in funzione dei progressi che via via si sviluppano in Italia e nel mondo: i corsi suscitano un immediato successo e si sviluppano in misura crescente anche con l’integrazione di seminari itineranti, di applicazioni e tirocini pratici, visite sperimentali a centri specializzati, ecc. In totale le edizioni dei seminari di studio e aggiornamento scientifico sono state 176 con ben 6326 partecipanti.
Tra le iniziative che mettono in evidenza il ruolo dell’Università Popolare di Trieste nella promozione culturale scientifica, vanno annoverati i numerosi incontri, convegni e conferenze per le Comunità Italiane e per le Scuole dell’Istria e di Fiume, con la partecipazione di relatori provenienti dall’Italia ma anche d’oltre confine nonché gli scambi di opere, studi, ricerche tra studiosi delle diverse aree, che hanno richiamato l’attenzione della popolazione delle comunità italiane e anche di altre appartenenze nonché delle istituzioni scientifiche presenti nel territorio.

Dal 1968 al 1999 sono state tenute in totale 5207 conferenze proposte, organizzate e sostenute dall’UPT, delle quali 2517 hanno riguardato argomenti di medicina, agricoltura e scienze varie.
Certamente l’azione dell’Università Popolare di Trieste si è avvalsa e si avvale come strumento fondamentale dei concorsi di cultura “Istria Nobilissima” che per l’appunto perseguono lo scopo di valorizzare le risorse culturali della popolazione delle Comunità Italiane in Istria, Fiume e Dalmazia, con risultati di notevole importanza sotto l’aspetto dei contenuti scientifici con riflessi economici e sociologici per lo sviluppo di interessi nell’ambito tecnico-pratico.

Alle 32 edizioni del concorso di cultura “Istria Nobilissima” hanno partecipato 1700 concorrenti dei quali 777 premiati per il valore delle opere presentate di cui 119 hanno riguardato il mondo scientifico. Scorrendo i saggi premiati, si rileva l’ampia variegatezza degli interessi scientifici dei concorrenti: i lavori, spesso frutto di ricerche e di sperimentazioni di interesse non solo locale, abbracciano temi dell’area storico-filosofico-scientifica anche attraverso interpretazioni di principi teorici che vengono sviluppati secondo logiche e forme non di rado originali, stimolando anche innovazioni di ragguardevole interesse.
Numerosi sono gli studi scientifici premiati al concorso “Istria Nobilissima” che meriterebbero di essere citati e in questa sede non è possibile che ricordarne solamente alcuni a caso: tra quelli teorici lo studio “Considerazioni filosofico-scientifiche sulla teoria della relatività” del connazionale istriano Monti, che sviluppa una logica interpretativa, originale per i tempi, traendo proprie enunciazioni sulla teoria della relatività in rapporto ai concetti di moto, l’inizio della luce e degli impulsi luminosi, in funzione delle leggi einsteniane. Citeremo anche il lavoro di C. Pellizzer “Implementazione dell’algoritmo GTS2” di importanza anche ai fini pratici per una documentata ideazione di tecniche per i prodotti software. Rilevante anche il lavoro di G. Groppuzzo “Le comunicazioni in campo industriale-telematico” per le considerazioni, per molti versi innovative, sulle reti di comunicazione, sul perfezionamento qualitativo e tecnologico dell’informazione, con possibili applicazioni nelle aziende di carattere economico-finanziario.

Rimarchevole lo studio di S. Vosilla, in cui vengono messi in evidenza le possibilità pratiche attraverso specifiche tecniche di sfruttamento dell’energia solare per l’industria e per l’edilizia per la produzione di calore e per il condizionamento climatico, di indubbia rilevanza in Istria, Fiume e Dalmazia, tenuto conto dell’intensa soleggiabilità di queste aree.

Da ricordare ancora tra gli studi teorici con riflessi tecnico-pratici, quello di Furio Radin “Un’analisi psico-sociale del fenomeno autoritario”, frutto di una indagine multivariata sull’autoritarismo riferito all’ambito giovanile istriano, ricerca di natura psico-sociologica su un fenomeno che si modifica nel tempo in conseguenza di problematiche variabili di continuo. Lo studio presenta risvolti pratici poiché verifica le cause anagrafiche, culturali, socio-economiche che incidono sul fenomeno e nel contempo per la possibilità di predire, in ordine alla configurazione sociale, l’andamento degli aspetti autoritari, le loro conseguenze e i mezzi di correzione.
Lo stesso Radin in un altro lavoro pure premiato al concorso “Istria Nobilissima” “Analisi comparata della quantità di informazioni trasmesse in esperimenti con stimoli identici”, che rappresenta il presupposto di enunciazioni teoriche convertibili in applicazioni pratiche nella psicologia e nella psico-fisica.

Numerosi sono stati gli studi premiati di natura strettamente medica. Ne ricorderemo alcuni senza valutazioni di merito comparato, come ad esempio “Le forme dell’infezione della rabbia e la sua diffusione in Istria” che ha messo in evidenza l’entità e la diversità del ciclo infettivo nei vari Comuni delle aree urbane e suburbane dell’Istria, con uno studio aggiornato degli strumenti di prevenzione.
Di indubbio interesse il lavoro di F. Gruber “Andamento dell’infezione da gonococco a Fiume”, trattato sotto il profilo epidemiologico e della prevenzione, che va considerato importante per le dimensioni del fenomeno in aree come quelle portuali dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, in cui vari fattori, turismo, navi mercantili, movimenti commerciali, prostituzione concorrono a sviluppare l’incidenza delle malattie veneree. Lo studio ha messo in rilievo anche la stratificazione sociale dell’infezione in rapporto all’età, al sesso, alla condizione socio-economica, all’attività professionale, ecc., assumendo quindi connotazioni di interesse sociologico.
Da ricordare la ricerca di E. Materjan “Epidemiologia delle sclerosi multipla”, che ha rilevato come l’Istria si collochi tra le zone di medio-alto rischio nel mondo per una malattia così grave, proponendo nel contempo gli strumenti di controllo e prevenzione. Sulla sclerosi multipla non si può non ricordare il lavoro di G. Miksa “Sclerosi multipla: una speranza?”, trattandosi di un contributo originale sulla base di ipotesi sperimentate personalmente dall’autore che vive la malattia, basate sui campi elettrostatici, ipotesi a cui il Premio Nobel Rita Levi Montalcini ha prestato la sua attenzione riconoscendone la dignità scientifica.
Lavoro scientifico medico da ricordare quello di Lekovic “Il valore della proiezione obliqua nell’indagine urografica nella prima infanzia”, che reca un contributo di conoscenza su una metodica di indagine all’epoca pressoché ancora allo stato sperimentale e che viceversa ha trovato successivamente ampie applicazioni.
Nel settore specifico della Storia della Medicina numerosi i lavori presentati al Concorso “Istria Nobilissima”: così ricorderemo quello di J. Markosic su “Le epidemiologie di peste a Verteneglio” basato sullo studio delle caratteristiche dei fenomeni epidemiologici nel ‘600, interessante anche sotto l’aspetto storico-sociologico, perché fornisce un quadro della situazione sanitaria in Istria con la descrizione della qualità delle strutture sanitarie esistenti (lazzaretti, mezzi e tecniche di controllo, ecc.) peculiari di una organizzazione sanitaria e della cultura medica, avanzata per l’epoca, oltre che dello stato economico, sociale e politico in Istria nel tempo.

Molti i lavori di interesse naturalistico-ambientale-geografico, tra i quali lo studio di G. Pellizzer “Toponomastica della costa di Rovigno d’Istria”, che assume un elevato valore scientifico per la minuziose descrizione geografica ma rilevante anche ai fini pratici per la conoscenza del territorio di interesse turistico e per l’etimologia peculiare della costa rovignese, come pure “Ricerca sulla terminologia salinara” di N. Zudic che studia in modo originale un fenomeno, come quello delle saline, importante sotto il profilo scientifico ma anche dal punto di vista economico e sociale, oltre a quello etimologico facendo riferimento alle terminologie usate localmente, per cui il lavoro rappresenta un’opera culturale anche delle tradizioni istriane.
Tra le opere scientifiche connesse alle tradizioni istriane premiata al concorso “Istria Nobilissima” rientra anche lo studio di Pellizzer, “Terminologia marinara di Rovigno d’Istria” che richiama l’importanza storico-culturale oltreché scientifica dei termini pescherecci marinari dei cantieri e delle attività della pesca e della fauna del mare d’Istria.
Notevole interesse scientifico sotto gli aspetti geografico, ambientale e naturalistico risulta dal lavoro “Inabissamento del Timavo e Grotte di San Canziano” effettuata da da un gruppo di studiosi connazionali d’oltre confine (R. Cimador, S. Degrassi, F. De Simone, L. Fonda. M. Tremul) con il coinvolgimento dell’Università di Trieste e del Centro Ricerche Carsiche di Postumia: il lavoro tratta di uno dei fenomeni carsici, quale l’inabissamento del Timavo, non ancora adeguatamente chiarito, portando anche un contributo ai fini della salvaguardia dell’ambiente naturale con la rivitalizzazione delle strutture con ripercussioni quindi anche di natura economica.
Uno studio che va ricordato per il valore scientifico ed economico, di peculiare interesse per il mondo agricolo, è “Caratteristiche degli olii di oliva extravergini da cultivar istriane” in cui si mettono in evidenza le trasformazioni nelle tecnologie di produzione e quindi nella qualità di un prodotto che tuttora riveste una grande importanza per molte aree dell’Istria e della Dalmazia. Nel mondo agricolo si inserisce il lavoro di F. Cimador “Terminologia agricola di Buie d’Istria” interessante anche da un punto di vista storico.

Numerosi sono i saggi scientifici premiati all'”Istria Nobilissima” come ricerca pura e di base. Basterà ricordare “L’isolamento e la identificazione degli aminoacidi liberi della Russuta emetica” di L. Benussi, ricerca basata su una originale identificazione di aminoacidi presenti nelle soluzioni di estrazione di sostanze naturali della Russuta emetica. Altrettanto si può dire per lo studio di A. Alebic Juretic “Particellato atmosferico e metalli nell’area istro-quarnerina”, frutto di un lavoro sperimentale di alta dignità, effettuato a Fiume ed in località rurali della penisola istriana, che ha mirato ad analizzare il contenuto nell’atmosfera, di metalli specifici come il piombo, il rame, il ferro, il cadmio, considerati fattore di rischio per gravi forme morbose dannose per la salute umana stante la loro tossicità. Lo studio va segnalato anche perché correla la diversa influenza delle attività umane in Istria e dei mezzi di trasporto per gli effetti sull’atmosfera e sulle risorse idriche e l’impatto dei metalli citati sulla fauna e sulla flora ed il loro accumulo nell’organismo umano.

Anche attraverso gli studi pubblicati negli Atti del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno si ha un ulteriore conferma dei numerosi interventi culturali scientifici sviluppati in Istria, Fiume e Dalmazia, anche per la collaborazione ed il sostegno dell’Università Popolare di Trieste: molti di questi lavori hanno messo in luce preziose testimonianze di attività scientifiche in Istria che resteranno nella Storia della Scienza non solo locale.
Tra i vari studi va citato il lavoro di N. Petric, “Introduzione alla preistoria dell’Istria”, che riporta una ricerca con vasta documentazione inerente un periodo che va dal paleolitico all’età del bronzo, sul processo evolutivo della Penisola Istriana con particolare riferimento all’incontro del mondo adriatico con quello continentale, così come lo studio di Giorgio de Simon “Aspetti fisiografici dell’Istria nord-occidentale”, in cui si valutano le varie componenti ambientali naturali dell’Istria compresa nella “Sinclinale Trieste-Capodistria”, peculiari alle caratteristiche oro-idrografiche dell’entroterra e ai connessi condizionamenti dell’agricoltura sulla morfologia costiera.
Il lavoro “I mulini ad acqua dell’Istria settentrionale” di Roberto Starec riporta interessanti notizie sui 1500 mulini attivi in Istria alla fine dell’800 facendo conoscere oltre la loro struttura e funzionamento, la terminologia dialettale istro-veneta del tempo.
Per il contenuto tecnico-scientifico e il significato storico da ricordare il saggio di Miroslav Bertosa “Due progetti veneti per sistemare i porti di Parenzo e di Rovigno nel XVlll secolo”, come pure gli studi di carattere medico-storico di D. Vsjnovich, sullo stato sanitario di alcune aree istriane nel medio evo, e sugli effetti di particolari erbe medicinali locali che favorirono il sorgere delle prime farmacie pubbliche, strutturate – come ad esempio quelle dell'”Ospitale” di Buie- secondo norme di legge e metodologie sanitarie da considerarsi all’avanguardia per quei tempi.
Anche “Epidemie e spopolamento” di Giulio Cervani et al. tratta della situazione sanitaria ricorrente in Istria dal XV al XVll secolo ed in particolare delle misure contingenti adottate per le disinfezioni, la contumacia e le quarantene nei lazzaretti nonché per l’isolamento e la cura degli appestati.
“L’arte farmaceutica e i farmacisti a Cittanova d’Istria” di A. Voinovich e S. Capellari è un altro lavoro apprezzabile che mette in evidenza l’arte e la storia della farmacia a Cittanova alla fine del XV secolo, contribuendo a far conoscere la realtà dell’assistenza medico-farmaceutica in Istria in un passato così lontano.
Nel settore relativo all’ambiente naturale, del territorio e dell’agricoltura, i contributi scientifici sono numerosi e spesso di alto valore, come ad esempio il lavoro di V. Morosini “Catastico generale dei boschi dell’Istria” e quello di Luciano Lago e Claudio Rossit “Descriptio Histrie”, opera di notevole importanza sotto l’aspetto geografico e storico. Non va dimenticato lo studio di Elio Apih “Appunti sull’agricoltura istriana nell’800” come pure quello di Giovanni Malusà “Terminologia agricola dell’istro-romanzo a Rovigno, Valle e Dignano”.

Anche la Collana “Biblioteca Istriana” edita con la collaborazione dell’Università Popolare di Trieste e dell’Unione Italiana, raccoglie non pochi saggi che rivestono interesse scientifico, tra i quali citeremo “Par tere e vedurni” di Franco Forlani, che rappresenta uno studio apprezzabile sotto l’aspetto farmacologico ed erboristico per l’approfondimento dell’azione dei principi attivi delle piante di un’area, quella dignanese, dove il prodotto della terra è sempre stato al centro della vita economica, sociale e culturale della popolazione.

Nell’ultimo periodo vi è stato un ulteriore, intenso e fruttuoso sviluppo dell’attività dell’Università Popolare di Trieste, in accordo con l’Unione Italiana, di interventi culturali direttamente o indirettamente connessi con le Scienze sperimentali e applicate, tese ad aggiornare o a migliorare le conoscenze dei connazionali nelle singole materie e a fornire basi utili sotto il profilo dell’aggiornamento professionale, attraverso un continuo travaso di interventi di scienziati, ricercatori, tecnici, esperti, provenienti dalla Madrepatria in grado di informare ed illustrare i grandi avvenimenti della Scienza, gli avanzamenti ed i progressi delle scienze mediche, biologiche, agrarie, farmaceutiche, tecnologiche, informatiche, ecc.
Si sono intensificati i viaggi di aggiornamento per i connazionali medici, professionisti, tecnici, agricoltori, ecc., per l’approfondimento delle conoscenze tecniche nei singoli settori nei centri specializzati italiani e sono stati organizzati corsi di specializzazione e missioni scientifiche, di cui hanno usufruito centinaia di connazionali, a cui vanno aggiunti gli interventi economici a titolo di sussidio per attività scientifica che hanno avuto una larga, pratica utilizzazione.
Vi sono state iniziative anche con risonanza internazionale che hanno visto l’UPT impegnata direttamente, come il simposio ” Nutrizione e Dietetica: attualità di nutrizione clinica”, organizzato nel 1986 a Capodistria con il patrocinio dei Ministeri degli Esteri e della Sanità di Italia e Iugoslavia e con la partecipazione di relatori di fama europea, i cui contributi sono valsi ad aggiornare gli operatori sanitari, i docenti e gli operatori del settore dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia sulle problematiche dei rapporti tra nutrizione e malattie dismetaboliche e degenerative sia dal punto di vista terapeutico che preventivo nonché educativo ai fini dell’adozione di comportamenti e stili di vita nelle diverse classi di età nelle popolazioni d’oltre confine, secondo criteri scientifici avanzati.

A Capodistria nel 1998 ha avuto luogo un convegno pure a carattere internazionale con la partecipazione di illustri scienziati delle Università di Trieste, Padova, Monaco, Lubiana, Vienna, avente per oggetto il ruolo attuale delle ricerche e delle opere di Santorio Santorio, capodistriano considerato il fondatore della Medicina Sperimentale.
Con la collaborazione della Facoltà di Pedagogia di Pola e la Facoltà di Magistero dell’Università di Trieste è operante una convenzione per la collaborazione scientifica e didattica che sta dando cospicui risultati come testimoniato dall’elevata qualità dei laureati e dalle numerose pubblicazioni che escono da tale collaborazione: anche per tale importanza sussiste l’intervento fattivo dell’UPT.

Molti altri interventi dell’UPT sono stati determinanti nel mondo scientifico a favore dei connazionali di Istria, Fiume e Dalmazia che in questo breve articolo non è possibile menzionare. Si può solo affermare che l’esistenza dell’Università Popolare di Trieste al compimento dei primi cento anni è stata ed è densa di risultati anche nel mondo scientifico e rappresenta un patrimonio di cui gli uomini che hanno retto le sorti di questa Istituzione lungo la sua storia, possono andare fieri.